.::: Chi sono :::.

Blogger: lupoanziano
Nome: Lupo Anziano
Un lupo che cerca la Verità...perchè non vi è altra Via più luminosa e felice...


*** Ultimi commenti ***

RHINN in Il ritorno da un via...
RHINN in L'ambasciatore mansu...
sistercesy in Il ritorno da un via...
Fioredicollina in Il ritorno da un via...
Picci93 in Il ritorno da un via...
orofiorentino in Il ritorno da un via...
MarcoforEver in Il ritorno da un via...
Rontomusettina in Il ritorno da un via...
musicadentro in Il ritorno da un via...
Lirazel in Il ritorno da un via...

.:: links amici ::.

Ultime Foto


Torna a visitarmi!

.:: Categorie ::.

poesie
storia del lupo
verità

 

.:: Un'occhiata al passato ::.

oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007

.:: Disclaimer ::.

*** Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 ***

.:: Credits ::.

Web Hosting by Splinder

Template by Soraya

 

venerdì, 25 luglio 2008

 

Il ritorno da un viaggio

 

 

Alagna all

Cari amici, rieccomi di ritorno dal viaggio...

Mi ha ritemprato davvero...risentire quella calma antica e perduta che ancora oggi, lievemente, grida il suo urlo di solitudine...Perchè non rinuncia a farsi sentire, seppur questo sistema fa di tutto per far prevalere la propria assordante voce che non ha ragione...

Ma per quanto assordante e asfissiante, sempre infinitamente piccolo sarà il sistema, di fronte alle cose poste dall'ETERNO, che sono celate nel cielo e nella terra...

Nulla può l'intricato sistema, contro l'Immensità di COLUI che ha dato la vita...

Tutti quanti dobbiamo riunire i nostri cuori, per riscoprire gli antichi tesori e i canali di bambino che sono in tutti noi...Quella voce di bambino che ancora emette la sua risatina, che ci richiama ad allontanare ogni vanità e futilità del mondo odierno, per riscoprire meraviglie inaspettate...

Nulla potrà mai impedirci di rivolgerci al Cielo...

Vi sono cose, che nemmeno il sistema potrà impedire...

Nessuno potrà mai impedire la Sacra Unione e la nostra libertà...

Volevo ancora scusarmi, riguardo il ritardo del prossimo post. Purtroppo lo dobbiamo ancora scrivere..

 E' un periodo di vari impegni famigliari.

Volevo ancora ringraziarvi di cuore per essere sempre passati a salutarmi anche se ero via.

E' sempre delizioso leggere i vostri commenti e saluti che mi rincuorano.

 

 

Ululato da lupoanziano alle 19:11 | commenti (53)
--- ---

 

 

 

domenica, 22 giugno 2008

 

L'ambasciatore mansueto dell'umiltà

 

arcobaleno 2

“Sempre dal santo sentiero onorevole“

 

Come sempre accade in queste storie fiabesche vissute  ,la vera impronta che contraddistingue l’intervento del grande spirito da quello umano e che non solo i testimoni  beneficiari conoscono  all’ultimo istante in spirito profetico  le fasi in cui  manifesteranno i segni divini  ma come vedremo in questo epilogo essi (i testimoni) sono quasi sempre  ignari ameno di una parte,di esse se non quando man mano si realizzano. Questo  accade non perché l’Eterno  non si fidi dei suoi interlocutori ma perché tutti i presenti di quel momento in quel raggio della sua azione attraverso la sua  danza degli elementi  i suoi abitanti (ogni creatura e forma vivente in quel momento) facciano e conoscano la vera ed unica pace universale.

  Un attimo prima ignoravano non solo l’esistenza di uno e dell’altro ma scopriranno a bocca aperta di aver partecipato con  una gioia improvvisa alla santa adunanza trovandosi per incanto non solo per la prima volta abbracciati nel danzare bensì nonostante la forma e la vecchia incomprensione, fratelli e figli della madre vita  sotto l’abbraccio ondeggiante del Grande Padre Celeste.”

 

Era un giorno come tanti altri riguardo al problema di come procacciarsi il cibo e ben consapevoli i due amici non avendo in quel momento un lavoro si attrezzarono alla bell’e meglio  per risolvere il solito problema che affligge l’umanità da sempre. Armati di canne verdi da fiume con in punta un filo ed un esca improvvisata si accostarono sulla riva immedesimandosi in esperti pescatori.

Ma nonostante la loro fulgida fantasia e caparbietà dovuta alla fame arretrata le ore mattutine passarono senza nessun risultato tanto da spingere visto il caldo mezzogiorno inoltrato a rifocillarsi all’ombra di una quercia adiacente al fiume.

“Isaia! - disse l’esperto amico girovago Pino -“ Mi sa che dobbiamo accontentarci visto il fiasco che abbiamo avuto e che non vi sono piante da frutto nelle vicinanze, di aprire queste ghiande e saziarci come fanno i roditori di bosco. Non sono malvagie anzi, ti aiutano pure a liberarti più facilmente l’intestino.”

Isaia scoppiò in una risata unica: “Pino, ma che dobbiamo liberare, dopo che non mangiamo altro che frutta quasi verde? Semmai i mal di pancia ci sono e perché siamo pieni di gas, cioè di niente!

-“Ma sì” aggiunse Pino “Almeno siamo all’ombra, facciamoci un sonnellino, poi come tu mi hai  sempre rivelato: qualcosa avverrà! Siamo solo sfiduciati e deboli e quindi facili al pessimismo!”

 E con uno sbadiglio improvviso si congedò russando in un sonno ristoratore.

 

Le nubi si rincorrevano in alto con colori e forme diverse e con le parole di incoraggiamento ancora nella mente dell’amico, il giovane sciamano, rifletté sul da farsi; visto che l’indomani era ancora incerto riguardo ad una possibile proposta di lavoro, cercò di parlare all’ALTISSIMO: ”Sono sempre stato restio a chiedere più di quello che mi aspetta…anche se tutto viene da te, è pur vero che ogni creatura deve in certi momenti guadagnarsi con le proprie capacità e anche con l’estremo sudore le cose utili del suo quotidiano, affinché il suo “Io” non cada nell’ozio e quindi nello sfruttamento dei suoi simili. Però SIGNORE, come tu hai visto, il nostro fare in questi tre giorni è stato sterile e le nostre capacità improvvisate sulla pesca ad…oltranza, hanno fallito miseramente. Io di sicuro non voglio tentare la Tua Misericordia, ma in questo momento mi viene in mente quando attraverso il Tuo Figlio Prediletto, lo Spirito dell’Abbondanza lo servì. Vedo ed immagino la gioia esplosiva prima degli apostoli sul lago Tiberiade riguardo alla pesca fruttuosa e poi i loro volti quando lo stesso Spirito attraverso nuovamente Tuo Figlio moltiplicò i pani e i pesci per tutti i bisognosi presenti. Forse questo, SIGNORE sono i sintomi della fame che si fa sentire in maniera sempre più dirompente, ma sono anche preoccupato per il mio amico, perché se egli si trova in questa sgradevole situazione, è perché ha avuto fiducia nel seguirmi ciecamente lasciando dietro di sé, tutti i progetti nel cassetto della sua “memoria”…Io so in verità che TU, già prima che noi avessimo bisogno, hai dato disposizione ai Tuoi spiriti servitori, di servirci, ciò che noi avremmo avuto bisogno, dandolo solo al momento che noi avremmo parlato a te con tutto il cuore, ecco SIGNORE, che io mi affido nuovamente a te, aspettando all’orizzonte la TUA Benignità…”

 

Detto questo scivolò in un breve sonno.

 

Passò pochissimo tempo, quando furono svegliati entrambi dall’improvviso senso di umido nel volto e nelle mani, constatando con loro stupore un muso pieno di peli e uno sguardo che incuteva tenerezza.

 

-“Isaia!” disse Pino “Hai visto? Abbiamo un nuovo ospite e mi sa che dall’aspetto abbia più fame di noi, vista la sua mole!”

 

-Aggiunse il giovane sciamano:” Chissà di che razza è? Sembra un misto tra un bracco e un cane da pastore inglese; è di un marrone che ricorda il cioccolato. Però mio nuovo amico - continuò accarezzando l’animale - non abbiamo nulla da poterti sfamare, siamo nella stessa…minestra!”

 

A quest’ultima battuta fatta fuori luogo, non solo lui e l’amico risero a crepapelle, ma anche il cane sembrò partecipare alla risata, facendo uscire versi e movimenti strani dalla bocca e agitando la coda in maniera euforica.

Ad un tratto il nuovo ospite andò sulla riva del fiume, prese una pietra la portò facendola cadere davanti a loro e corse immediatamente alla riva, stando con le spalle ad essa, immobile come un portiere di calcio con la testa rivolta verso il fianco del fiume, come a far capire che la pietra doveva essere lanciata dietro le sue spalle cioè nel fiume.

Pino disse: “E’ strano anche lui! Non solo noi! Tutti gli altri cani vorrebbero giocare sull’asciutto con qualsiasi oggetto, magari senz’altro il bagno l’amerebbero fare! Mi sembra di capire che l’acqua sia il suo habitat!”

 

Detto questo con cautela lanciò la pietra presso la riva, in maniera di assicurarsi che non toccasse l’acqua alta e lanciò la pietra che l’amico a quattro zampe aveva posato.

Si sentì un forte tuffo nell’acqua e sparendo e riemergendo velocemente per tornare subito ai loro piedi portando no la pietra ma bensì un turgido pesce d’acqua dolce…

Lo sbalordimento generale fu ancora più elevato quando ad ogni lancio di pietra corrispondeva un altrettanto pesce.

La cosa andò avanti per più di un ora; non perché ai due amici non gli bastava o volessero continuare con ingordigia, ma era lo stesso animale che insisteva con entusiasmo fuori dal razionale, quasi a far capire che per lui non era solo un gioco ma stranamente un modo di vivere…

Però gli amici spinti da un forte senso di protezione nei suoi riguardi e un senso di colpa nel vederlo così zelante, nonostante i sintomi del freddo, decisero con una coperta di avvolgerlo e tenerlo vicino ad un fuoco costruito non tanto per mangiare ma per scaldare una così forte generosità senza uguali…

Tra le carezze l’animale accettò di riposarsi.

Intanto fecero capolino presso di loro alcuni giovani viandanti, che come loro giravano il mondo… I due padroni di quella tenda improvvisata (cioè i due amici) li invitarono a fermarsi e condividendo in una improvvisata tavola, ciò che era a disposizione.

Gli ospiti tirando fuori del pane che mancava e del vino, fecero i complimenti per la fruttuosa pesca, elogiando il vero responsabile, giacché i due amici non tennero nascosto l’assoluto merito dell’amico a quattro zampe; perché era giusto che tutti sapessero se si fossero accampati, che lui era a disposizione di chiunque avesse bisogno…

E al tramonto, dopo essersi saziati tutti, compreso per primo l’eroico artefice tra un bicchiere di vino e un pasto caldo discussero tutti, ognuno del proprio pensiero riguardo le motivazioni del proprio errare nei boschi nel Sud della Francia. Così il giovane sciamano poté esporre la sua dottrina del DIO DELL’UNIONE, iniziando con l’esempio del cane intitolato da lui

“l’umiltà della generosità”.

Tutti, a fuoco spento, furono d’accordo ognuno secondo il proprio metodo di giudizio che la realtà supera la fantasia e che l’uomo ha parecchio da imparare dietro il velo della natura…

Disse Pino sussurrando all’amico per non svegliare il generoso amico che si era assopito per riprendersi le energie: ”Certo, che è senz’altro come tu vai testimoniando riguardo alla versatilità delle manifestazioni del Grande Spirito e i Suoi infiniti aggettivi che l’uomo man mano che vive, gli va attribuendo…Sai quando io ti ho detto che qualcosa accadrà, sapevo che tu avresti chiesto l’aiuto a COLUI che E’… Adesso mi diventa sempre più chiaro perché viene generalmente chiamaTo così. E’ ovvio, perché qualsiasi cosa le creature devono avere e sapere, LUI non solo le anticipa preparandogliele, ma addirittura l’abbondanza le ricopre e solo dopo capiscono il perché”  - e parlando con entusiasmo, ispirato da nuova comprensione, sulla configurazione dell’ALTISSIMO continuò nella sua tesi - “ Guarda nel nostro caso, LUI non solo Ha esaudito in men che non si dica, la nostra richiesta sul problema del cibo mandandoci un provvidenziale ed originale aiuto nelle vesti di questo simpatico cane, ma Ha spinto lui a donarci più pesce, e sai perché? Poiché LUI vede e Sa tutto, Essendo l’ETERNO come tu mi hai rivelato conosce i tempi dell’uomo…. EGLI Sapeva che sarebbero arrivati gli ospiti alla nostra povera tavola ed ecco perché ha imbandito l’amico a quattro zampe con tanto zelo ed energia…”

 

Dopo aver ascoltato con gioia l’amico pieno della vera saggezza che fa crescere e dandogli una pacca sulla spalla amorevolmente gli ricordò mentre si allontanavano dal campo per fare una commissione nel paese, che era già buio e dovevano di conseguenza accelerare i passi.

 

-“Lo sai” soggiunse il giovane sciamano “che c’è poca illuminazione ed ogni casa essendo rurale, ha un suo giardino senza recinto e i cani che gli fanno da guardia sono assai territoriali! E’ difficile quindi passarvi in quei vicoli assai stretti senza essere azzannati, a meno che non vi siano i padroni; ma a quest’ora ne dubito fortemente, saranno già a dormire…! Essendo contadini si devono alzare al canto del gallo…speriamo in bene…”

 

- “E’ proprio vero” affermò Pino, mentre si avvicinavano al piccolo villaggio poco illuminato artificialmente” senti come abbaiano i cani, hanno già fiutato le vittime…In effetti è vero quello che dice il proverbio “paese che vai, usanze che trovi” e sembra che loro si siano adattati abbastanza bene a questo detto!

 

- “Dai! ” disse Isaia per esorcizzare il clima-  ho chiesto se la Luna…può uscire dal suo nascondiglio delle nubi per portarci un po’ di chiarore affinché al meno se dobbiamo correre non inciampiamo in qualche ostacolo…

 

Purtroppo per loro ogni tentativo di superare le prime due case fallì miseramente, tornando ogni volta al punto di partenza perché i guardiani a quattro zampe, non lo permettevano assolutamente perché i paesani dormivano già sonno profondi…

 

Ma quando tutte le speranze erano assopite, essi sentirono un respiro all’altezza dei ginocchi e riconobbero dal guaito il loro “generoso ospite”.

Egli li guardò e girando il corpo verso il paese, li invitò con chiari cenni a seguirlo con fiducia.

Straordinariamente egli, ogni volta che si avvicinava nel confine di un suo simile faceva: prima col corpo urtando con la giusta pressione le gambe dei due amici, facendo capire loro che si dovevano fermare e attendere e poi con passo dignitoso si avvicinava in silenzio verso il guardiano della casa…

Tutto sembrava irreale, ogni volta tra il nostro improvvisato “ambasciatore” ed i suoi concittadini a quattro zampe, c’era un silenzio fatto di sguardi  e poco dopo la comprensione…L’altro cane abbassava la testa come se fosse un sì. L’amico quadrupede si girava avvicinandosi a loro, convincendoli a seguirli senza timore.

 

E passando indenni davanti al fedele guardiano, disse Isaia: ”Guarda come si sono salutati, sembrava che si conoscessero da parecchio, ma noi sappiamo che questo cane non c’è mai stato nel paese. Noi, lui, chiunque mette piede  in questo globo ovvero la terra della dimenticanza corre il rischio di essere visto come un corpo estraneo. Perché in genere l’ umanità (la grande separata) diffida di ciò che non appare essere sua figlia. Riuscire ad aver il suo lasciapassare ed ospitalità nelle sue file di pensiero per tante creature è stato impossibile! Chi non ha sul suo passaporto ( dna psichico e fisico) i segni del suo potere (falso sapere dei suoi dotti) viene messo al bando, confinandolo dalle sue ricchezze. A causa di tutto questo oscurantismo  il veleno dell’egoismo infesta la società, spingendo il suo erede nel culto della propria persona!Così ”amandosi “,l’individuo  si  ammala di falso sapere. L’io infernale lo infesta .spingendolo a servire  la dea ignoranza e il dio dell’odio.

L’effetto del  suo malsano  giudizio operativo è l’estinzione immediata di qualsiasi creatura che si trovi nel suo raggio d’azione”

- “E ovvio !” aggiunse Pino “L’uomo si sente solo da sempre. Nei suoi tentativi falsi o veri di mettersi in contatto con le verità più alte  non avendo risposte  concrete dai suoi dotti accessibile ai suoi sensi reali si demoralizza e va in depressione spirituale!

- “E per questo unico motivo” esclamò Isaia in aggiunta “che il DIO DEGLI ELEMENTI ci ha messo nel cuore lo spirito di ricerca del giusto necessario. L’unica vera “povertà che ci ha spinto in tutta convinzione a lasciare ogni cosa per inoltrarci in mezzo alla natura più genuina.Questi sono i templi universali privi di ogni dottrina e segni umani dove lontano da interferenze di qualsiasi nozionismo umano tornando immensamente piccoli possiamo sentire vedere e toccare! Noi stiamo assistendo alle prove continue del  MIRACOLOSO DIO dell’unione sia prima e dopo che siamo partiti dalla nostra terra. In qualsiasi situazione ci siamo trovati a bussare chiedendoGli  il giusto necessario,  LUI te lo suggerisce nel cuore facendoti profetizzare come ti verrà dato. Avendo così bussato col cuore simile a un bambino EGLI ordina ai suoi spiriti vigilanti di aprire la Sacra Porta Nascosta. Essa si chiuse temporaneamente alle malate coscienze a causa della caduta nell’adorazione dell’Io infernale. Infatti il Sacro Verbo per bocca del CRISTO disse di loro: avete gli occhi e non la vedete, avete  le orecchie e non mi  sentite. Solo bussando con tutto il cuore essa si apre, facendo partecipare  gli astanti alla sacra danza. Tutti gli  elementi,  le forze, gli spiriti protettori , gli angeli abitatori della luce si uniscono alla sacra comunione con le creature viventi presenti al banchetto nuziale celestiale. Il cielo e la terra con le sue costanti escono fuori dal loro percorso come il mondo li ha sempre veduti,  sentiti, studiati ed ingenuamente  adorarti  per rendere testimonianza. Solo L’ETERNO unisce in modo unico armonioso la solitudine propria dell’isolamento per unirsi in unico grande Io, gioioso  universale. Così avviene l’estasi Divina. Tutti all’ unisono in un attimo viaggiano spostandosi alla velocità oltre la misura del tempo, percependo nella sua essenza tutto il vissuto cristallino degli invitati. Un unico cuore pulsante di vite dimenticate prende di nuovo il posto originale regale. Tutti i figli prodighi sono riuniti, seduti nel “sacro  cerchio dello spirito di perfezione“ per  avere “Il sacro matrimonio”che li suggellerà  come un'unica  grande anima. Ogni sé investito da questo suo ineguagliabile  abbraccio conosce che lui è la pace di tutti i  perché. E Lì mio caro amico avviene una metamorfosi unica. L’anima riconoscendo e provando uno stato di quiete assoluto di pace mai percepito, cosciente che questa pace è generata solo dall’ALTISSIMO, fa un atto di fede che mai avrebbe fatto in tante vite vissute. Essa pur di non rinunciare a questo nuovo stato, cede e quindi rinuncia al suo “Sé” in ogni tempo. Mai e poi mai avrebbe sacrificato questo bene prezioso che l’ ha sempre contraddistinto e che ahimè, è stata la causa del suo errare. Il suo unico scopo diventa, stare ai Suoi Piedi per essere, al Suo servizio nella devozione assoluta. Essendo però il SIGNORE, “il GENEROSISSIMO”, ed Essendo anche il“MISERICORDIOSO”, dopo averlo rincuorato e cibato della Vera Dottrina, incoronandolo e dandogli nuove podestà lo rimanda come seme di testimonianza, nei regni sterili con nel cuore un ordine solo ed imperituro…DARE…”

 

-“ Isaia” disse Pino dopo averlo ascoltato in un solenne silenzio: “Non ti sei accorto, ma siamo arrivati alla fine del paese ed ho anche imbucato la lettera che dovevo spedire…Tutti i cani ci hanno fatto passare e grazie all’intervento provvidenziale di “Esca” (nomignolo dato in quell’occasione al cane da tutti i presenti)… Stiamo tornando e guarda come ci ha aspettato, seduto alla fontana. Ha compreso che doveva di nuovo precederci nella strada del ritorno. Adesso addirittura si avvicina di nuovo a loro come se fosse un loro vecchio amico, hai visto? Come scodinzolano al nostro passaggio. Questo vuol dire, che l’ostilità con questo piccolo popolo (mondo degli animali) come lo chiami te, è ormai finita…”

Tutti e tre tornarono alla tenda, la notte stellata dava “segni” di sé…Tutti ormai scivolarono in un sonno ristoratore…

Al mattino inoltrato Esca, dopo aver fatto i convenevoli con i due amici si allontanò girando la testa diverse volte quasi a far capire che non sarebbe tornato. Allungò la testa verso il Cielo emettendo tre ululati ben precisi e poi si perse all’orizzonte.

Da quel momento non lo vedettero più, ma quando andavano e tornavano nel paese, l’atteggiamento dei cani non era solo mansueto, ma pieno di gioia…e nell’annusarli ogni volta giravano la testa in diverse direzioni, come se cercassero tra i ciottoli una traccia, un odore di “quell’amico improvvisato portatore generoso di pace e di umiltà...

 

 

Ps: Cari fratelli e sorelle, ancora un volta debbo scusami con voi per la mia altalenante presenza ai vostri blog, ma ultimamente davvero il lavoro e gli impegni mi portano via molto tempo. Come avete appunto visto ho ritardato di molto nell'inserire il nuovo post. Peranto vorrei avvisarvi che potrei metterci un pò di tempo a rispondere ai vostri meravigliosi commenti e messaggi.

Colgo inoltre l'occasione per ringraziare l'amica Merneith (del blog  http://merneith.splinder.com/) per aver dolcemente citato il mio blog e della sua gentilezza di sempre...

Ringrazio tutti voi per la gentilezza e costanza nel seguire questo blog che spero sempre possa allietare il vostro cuore...

 

 

 

 

Ululato da lupoanziano alle 17:25 | commenti (102)
--- ---

 

 

 

giovedì, 08 maggio 2008

 

Il lume della guarigione

 

fors

 Cari amici, alcuni di voi avranno già letto questa testimonianza e vorrei quindi avvisarvi che nella parte finale del racconto è stato aggiunto un pezzo importante che chiarifica l'essenza del messaggio.

 

Testimonianze, sempre del santo sentiero onorevole

 

Questi “giochi di forza”, così chiamati da lui ( il giovane sciamano ) presero forma in uno dei suoi tanti rientri in patria dalla Francia, che era solito fare, per non dimenticare le sue radici…

L’estate in quel periodo la faceva da padrona.

Era solito per lui, testimoniare le sue ricerche ( la pratica ) dialogando con “i suoi concittadini”.

Diverse erano le tipologie di persone con cui (il giovane sciamano) si doveva relazionare.

A lui poco importava, le appartenenze culturali, religiose o sociali, poiché il suo compito era di “dare”.

E questo verbo, suggellato nel suo cuore, nel giorno del “risveglio”, che lo spinse a seguire le tracce nella “terra della dimenticanza”, si sarebbe completato una volta trovate “le perle” in un principio universale. Egli doveva donarle senza alcun ripensamento al suo prossimo, perché aveva compreso, che quest’ultimo le aveva perse seguendo “nel portale del tempo, l’Io infernale”  e sarebbero state quindi per diritto, sue…vero unico erede ( il prossimo ).

 

Accadde in un giorno d’estate, dopo aver interloquito con alcuni suoi coetanei sulle dinamiche di come il Divino si fosse manifestato attraverso le letture dei testi Sacri, che individuò (ispirato com’era solito) i due nuovi testimoni (eredi).

Uno, sosteneva da laico che oltre alle Sacre Scritture ebraico- cristiane, vi erano altri popoli che potevano essere presi in esame. Pur essendo di altra natura religiosa, erano da prendere in considerazione. Sostanzialmente secondo lui, rimanevano solo e semplicemente dei magnifici racconti e che la realtà dell’oggi era ben più cruda e amara; tutto il mondo secondo lui era avvolto da un pessimismo più assoluto. La mancanza di prove concrete del Divino nel quotidiano, davano la certezza alla maggioranza dell’umanità di essere semplicemente soli.

Il secondo testimone era un fervido cattolico praticante.con un alta  vocazione di diventare  un giorno un bravo sacerdote.  Oltre  a suonare magnificamente l’organo in chiesa, era d’aiuto presso l’oratorio come organizzatore di diverse attività, che riguardavano i giovani.

Diceva sempre che a lui bastava l’esempio scritto del Cristo, che era evidenziato non tanto nell’atteggiamento eucaristico dei loro sacerdoti, ma dalla pratica di ricerca individuale dell’uomo dentro di sé e fuori di sé. Praticamente sosteneva che non bastava solo il saper a memoria il vangelo, ma si doveva cercare le prove della fede che il vero cristiano porta dentro di sé; anche se lui era assai sfiduciato, dalla qualità di quest’ultime.

Fu proprio in quell’occasione che il giovane sciamano, invitò loro a fare una passeggiata nella vicina campagna del villaggio per incontrare ed avere le prove “certe” del Grande Spirito.

Loro conoscevano già la base del suo pensiero e con fiducia mista ad una grande curiosità giovanile decisero di seguirlo.

La meta era un laghetto distante un chilometro dal villaggio.

Il sole stava quasi tramontando e lui iniziò a spiegare, man mano  che si avvicinavano verso la destinazione, tutto quello che sarebbe accaduto. Perché disse: “Dio apre il cuore dei suoi ambasciatori affinché profetizzando, chiunque non abbia dubbi. Egli, ovvero il Grande Spirito desidera giocare con i suoi figli, tutte le creature viventi, usando la vera comunione. Dovete sapere che con segni prodigiosi, piccolo e grandi,” EGLI” marca unicamente il Suo mandato, affinché sia sigillo inequivocabile, tra tante false dottrine. Egli ordina agli elementi della natura di uscire fuori dall’ordinario e di danzare al suo volere affinché i cuori di tutte le creature presenti in quel momento siano testimoni: uniti in un'unica fratellanza. Essi, di sicuro sentiranno salire dentro di sé il suono della”gioia universale“ assistendo alla ”sacra danza”. Si sentiranno in un unico linguaggio d’Amore, uniti come due sposi, universalmente in un' unica grande anima .

Acciocché le vere sensazioni dell’ antica appartenenza al PADRE CELESTE si tramutino di nuovo in certezza confermando in loro che “LUI” non li ha mai lasciati soli.

Con il tacito silenzio dei due amici, che con aria curiosa e fiduciosa lo invitarono a continuare, proseguì nel suo monologo dicendo: “Voi sapete che in quest’ora della sera, le ombre dominano sulle luci e quindi il sentiero che conduce alla meta, visto che non lo conosciamo bene, può rappresentare per il viandante un problema. Voglio dire sia in senso metaforico ed oggettivo che senza una guida o una bussola, diventa difficile orientarsi. Ora chiederò al Grande Spirito di mandarci una sua guida affinché possiamo giungere in tutta sicurezza e certezza ai Suoi piedi, perché quello che stiamo facendo è un servizio di devozione. Egli apre i nostri cuori e in un attimo ci fa comprendere come seguire le Sue tracce. Arriverà un messaggero sotto forma di farfalla che ci accompagnerà seguendola con zelo assoluto alla tenda (accampamento) preparato dal Grande Spirito. Sotto forma di segni e prove giocose ci manifesterà oggettivamente la sua benedizione per  la vostra accettazione al suo TEMPIO (volta celeste) e i cieli e la terra si muoveranno testimoniandoci ancora che non ci sono edifici sculture o tempi che possano ospitare,nonostante le buone intenzione dei loro costruttori, la Purezza del Suo Tocco ( Verbo ) Creativo.

 

Quando sentirete il vostro cuore riempirsi di una gioia non comune, allora mi farete segno, così sarà anche in altri momenti, perché sarete voi a bussare al Signore della Grande Porta. Voi siete gli ospiti e dovete chiedere ciò che per Sua Mano, io ho profetizzato man mano, poiché”bussando sarà aperto.”

 

Quando essi furono pronti a bussare: con gioia di tutti, arrivò la guida.

Una farfalla bellissima che con grande acrobazie, si appoggiava passando di spalla in spalla, facendo capire senza ombra di dubbio, di seguirla.Tenendosi a poca distanza per essere visibil,e volteggiò con piccoli cerchi tracciando man mano la strada.

Quella sera non era tanto buio e la Luna faceva da capolino sul lago, quasi ad illuminare il bacino d’acqua e i suoi dintorni. Nel frattempo il giovane ambasciatore disse: “Voi sapete che il lago d’estate riserva, per chi lo frequenta in piena estate, quasi un divieto ad avvicinarsi ai suoi canneti! Essi pullulano di insetti di ogni genere e le zanzare sono come le formiche rosse, un flagello per chi non volesse stare lontano dal loro pungiglione.”

 

E strofinando un accendino illuminò il volto degli amici, avvisandoli che sarebbero stati (compreso lui), bersagli succulenti per gli improvvisi prelievi di sangue, tanto invasiva sarebbe stata la prova.

Essi guardandosi in viso, specialmente il musicista che aveva una pelle delicatissima si toccarono sostenendo che ancora non era accaduto e se proprio doveva succedere erano pronti a sacrificarsi. Anche se quest’ultimo sosteneva che lui di sicuro sarebbe diventata una maschera e che per giorni avrebbe dovuto usare creme al cortisone, visto che stranamente aveva lasciato a casa di proposito, lo spray di protezione dalle punture, cosa che solitamente non faceva e pur sapendo a cosa sarebbe andato incontro quella sera.

 

Il giovane sciamano prese un bastone e poi disse ad alta voce: “Dove poserò il bastone, quello sarà il confine tra il prima e il dopo! Accadrà che quando giungeremo alla destinazione ci siederemo dove la nostra guida, dopo aver volteggiato tre volte intorno a noi, perché lì arriverà la “benedizione”. Allora si apriranno le nubi e un grande cerchio che simboleggia il patto dall’Alleanza, tra le creature del mondo e l’Altissimo, sarà palese a tutti noi. Tre segni di luce (stelle cadenti) saranno visibili una dietro l’altra, alla sinistra del Sacro Cerchio affinché i nostri cuori siano sicuri che non per mano d’uomo furono mandati attraverso la volta celeste, ma per Mano Sua, in cuore profetico, furono mandate. Per tre volte questi “messaggeri celesti” attraverseranno prima a sinistra, poi a destra per poi finire in centro acciocché il nostro corpo, lo spirito e l’anima siano in comunione, con l’ETERNO,COLUI che tiene in una Mano il nostro passato, presente e futuro. Accadrà subito dopo che dal Cielo verrà un segno. A pochi metri da noi, nelle acque profonde del lago, sentiremo più che vedere, un rumore; qualcosa cadrà nel lago. Perché la Terra, come ho detto prima, testimonierà il seme della profezia. E così accadrà che nei Cieli, subito dopo vedremo una sfera luminosa. Venire verso di noi, per poi andarsene. Ora detto questo vi devo dire che questo segno fatto col bastone sul suolo, servirà una volta superato nella strada del ritorno, a togliere il marchio della prova. Dovete sapere che il tributo che dovremo dare all’Altissimo è una parte del nostro corpo. Esso infatti sarà martoriato dagli attacchi, da parte del piccolo popolo, nella rappresentanza di zanzare e tafani tormentandoci con i loro pungiglioni. Ma se avremo tenuto fede col cuore, rivolto verso la promessa di accettazione di questa “tassa”, una volta passata la linea del confine artificiale da me deposto, in un batter d’occhio, tutti i dolori e le tracce visive spariranno, perché LUI E’ COLUI CHE DA E TOGLIE POSITIVAMENTE.”

 

Così quando tutto fu profetizzato e insieme giunsero alla meta, i due “novizi”si guardarono negli occhi e riconoscendo dentro di loro una gioia nuova, che saliva, fino a far vibrare tutto il loro essere guardando il giovane ambasciatore, con un grande sorriso fecero capire di essere pronti a bussare.

Da quell’attimo, tutto meravigliosamente e puntualmente fu palese.

Quando ubriachi di felicità, malconci, giunsero ai piedi del bastone, presero gli accendini e si guardarono l’uno con l’altro:  sembrava che il vaiolo avesse invaso ogni parte della loro pelle scoperta. Assomigliavano a tante scimmie che grattandosi cercano di trovare sollievo rotolandosi nella sabbia.

Una grande risata generale con crampi allo stomaco, faceva comprendere ( se presenti ce n’erano) che il loro aspetto era assai poco raccomandabile.

Siccome dopo la notte viene il giorno essi in un silenzio improvviso superarono il bastone e con grande incomprensibile meraviglia ogni dolore e prurito erano spariti.

Subito accesero gli accendini e con euforia e sbalordimento degli stessi constatarono che non c’era più traccia di sintomi allergici.

Così accadde che quella sera ognuno dei due amici trovò la propria risposta secondo il loro spirito e cantando come fanno vecchi amici si avviarono  al loro villaggio. Scoprendo pure che alcuni amici rimasti in piazza, li incalzarono con ironia. Perché durante la loro assenza sul lato destro della piazza tutti videro una sfera luminosa rossa come un rubino  passare a forte velocità in un  silenzio irreale sulle loro teste per perdersi poi nella zona del lago e loro tre essendo i soliti vagabondi di testa non avevano potuto goderne l’esclusività.

Disse infine lo sciamano rivolto ai suoi amici ed i due testimoni: "Ecco i novelli farisei adoratori del nuovo tempio dedicato agli “Dei sconosciuti  “ che con artifizi tecnologici  ed altro hanno  solcato non solo i cieli nostri e dei nostri padri ma spacciandosi tra i veri messaggeri della Vera Dottrina, hanno chiuso  la vera porta del tempio del “diritto per tutti  al Pane Quotidiano “.

Con lo scopo una volta affamati quest’ultimi, di renderli schiavi attraverso i loro  insegnamenti costituiti di un cibo all’apparenza simile e somiglianza del vero Pane Spirituale, con suoni e colori ed immagini artificiali  che possono ingannare chi è digiuno  dalla  Santa Porta.

Nella loro vana gloria temporale con i loro telescopi e libri scritti nozionistici vivono nell’ignoranza dell’effimero. Hanno super strumenti per vedere  e sentire , ma così facendo essi: gli ingannati e gli ingannatori continuano a rinnovare continuamente su se stessi e chiunque li segua la maledizione ancestrale di Satana ovvero dell’io infernale.Continuano nonostante tutte le loro conoscenze e artifici a non vedere e sentire il meraviglioso."

Continuò lo sciamano:" L’Altissimo “ attraverso la sua voce ,anticipata da legami non convenzionali mette nel nostro cuore in un attimo ,affinché  lo spirito di profezia ci riveli la Sacra danza degli elementi col nuovo matrimonio dei presenti (l’Anima) con Tutti e Tutto e lo Spirito  Supremo Santo custode della sacra porta  in un Unico Grande Cuore Universale.

Noi abbiamo visto e sentito. Il tutto fu palese prima nei nostri cuori e poi e fu manifesto ai nostri sensi nei cieli e per terra perché fossimo testimoni di Colui Che è prima e dopo. Affinché sia tutto limpido come il diamante puro.Noi sapemmo che loro gli stranieri ci avrebbero fatto visita, perché il Signore  è compassionevole e misericordioso con chiunque solchi l’esistenza acciocché conoscano la vera dottrina, che libera per sempre l’anima dal gioco della vera sofferenza. Loro, gli stranieri della sfera pensando di tentarci per genufletterci alla loro presenza, in verità l’Eterno gli permise di vedere e sentire la Vera Dottrina.

Noi, non ci siamo prostrati a loro, ma ai piedi del Signore per il vero servizio di devozione a Colui che E'  l'Eterno.

Loro videro, sentirono e se ne andarono com’erano venuti…Così e’…"

 

PS: Cari amici, vorrei infine ricordarvi, che tutti questi scritti, sono testimonianze "vere" di vissuto...Per tanto, ogni riferimento è puramente "reale"... E il giovane in questione, di cui si narra, è tutt'ora vivo e vegeto...

E il suo nome vero nome anagrafico, è  "Isaia"...ed è semplicemente mio padre...E vi porge i suoi diretti saluti...

 Vorrei scusarmi con tutti voi, di non poter riuscire a passare come vorrei nei vostri blog, poichè il lavoro e gli impegni, mi tolgono molto tempo...

 cercherò di fare il possibile, per passare a trovarvi...

inoltre vi ringrazio tutti dal più profondo del cuore..

 

 

Ululato da lupoanziano alle 20:29 | commenti (141)
--- ---

 

 

 

giovedì, 10 aprile 2008

 

Il Vento Amico

tempesta

 

Sempre dal santo sentiero onorevole…

 

Questo racconto fa parte del periodo  in cui il vivere quotidiano era sempre in mano al principio del “giusto necessario“.

Esso era in approccio voluto non solo dal loro errare in terra straniera, ma anche al fatto secondo il giovane sciamano di affidarsi totalmente alla volontà del Grande Spirito.

Sia i lavori e le dimore erano ogni giorno una novità, perché lui cercava di mettere in pratica la totale fiducia nelle mani del Dio dell’Unione. Ogni giorno era punto o di partenza o di arrivo con destinazioni ignote.

Erano alcuni giorni che la fame si faceva sentire essendo girovaghi tra i boschi nel sud della Francia per motivi di spostamento.

Un pomeriggio, dopo aver  fatto alcuni chilometri in auto-stop si soffermarono nella campagna  nei pressi di un villaggio, dove avevano già l’appuntamento con altri coetanei  ed amici di diversa nazionalità, girovaghi come loro i quali quest’ultimi conoscevano pressappoco il suo pensiero sulla ricerca intrapresa da lui e dal suo amico spiritualmente.

Dopo essersi salutati, si misero d’accordo di mettersi insieme, seduti con un falò, gustando il cibo procuratosi ognuno con non poca fatica avendo pochi soldi. Ma come si dice, l’unione fa la forza e così facendo sommando le loro forze e risorse, quel giorno avrebbero saziato più o meno la propria fame.

Tutto era pronto, le carni alla brace erano sulla tavola improvvisata distesa sull’erba e i discorsi e le parole sui grandi perché erano di casa.

Lui ebbe appena finito di comunicare uno dei suoi concetti sul Grande Spirito” che unisce tutto il creato e le creature viventi  in un unico linguaggio di armonia”, che tuoni e fulmini irruppero all’orizzonte; venti e piogge a pochi metri da loro stavano facendo furiosamente la loro comparsa.

Tutti gli altri compreso il suo amico, erano agitatissimi e arrabbiati perché voleva dire che tutto il cibo faticosamente racimolato, sarebbe andato perso visto che non c’era nessun riparo a venti metri di distanza di.

Ma lui che in segreto aveva chiesto al Grande Spirito di intervenire affinché i loro corpi fossero saziati, cercò di invitare cordialmente tutti i presenti a non alzarsi dalla tavola e che essendo ospiti sotto il Cielo, del Grande Spirito, lui li avrebbe coperto con la Sua Mano Invisibile.

Sarà stato un po’ per l’ incomprensione delle lingue e un po’ per la vecchia natura malata che accompagna l’uomo sin dalla nascita, non conoscendo per colpa del sistema, il Vero Dio; fatto sta che tutti i suoi interlocutori presi dal timore scapparono a 30 metri circa di distanza sotto le mura di un porticato adibito a mercato per ripararsi dall’arrivo furioso di una grandine. Solo l’amico capì guardandolo negli occhi, e mettendosi un fazzoletto a mo di tovagliolo sorridendo quasi una gioia improvvisa l’avesse preso di nuovo per essere testimone fiducioso di quello che sarebbe accaduto, essendo stato profetizzato un attimo prima dal giovane sciamano. Infatti nella sua testa c’erano ancora le parole profetiche: “Pino siediti, purtroppo per loro increduli non ci sarà posto a questa tavola bandita. La grandine che verrà verso di noi né spegnerà il fuoco delle braci e nemmeno bagnerà noi e tutta la tavola bandita! Ogni cibo rimarrà asciutto e noi potremo mangiare anche il cibo di loro che il Signore aveva preparato al sicuro per tutti noi! Ma avendo loro dubitato digiuneranno , ma poi vedendo capiranno che non hanno solo perso un alimento del corpo ma hanno rinunciato a saziare il loro spirito.

Tutto si compì affinché chiunque potesse se non beneficiare, vedere che L’ALTISSIMO è COLUI che ORDINA AGLII ELEMENTI di non colpire i suoi FIGLI,ma se mai di SERVIRLI!

Infatti ,appena i due amici  finirono di sbanchettare d’improvviso l’oscuro nubifragio cessò portato via da un forte vento dando al sole il suo brillante posto dorato.

 Subito dopo, tra lo stupefatto e lo smarrimento si sentirono le voci dei fuggiaschi che da lontano dicevano usando il francese:- “Nes pà possibile”! –

 Ovvero:“Non è possibile! Non ci posso credere ed altro.”

 

Quando furono vicini si improvvisarono super visori,e quasi fossero della scientifica selezionarono palmo per palmo, cercando il perché tutto era asciutto.Chi toccava le vettovaglie constatando che non c’era traccia di umidità alcuna né sulle carte,né sul  pane ed atro di quel poco che era rimasto. Altri selezionavano il perimetro, che coincidenza, a forma di cerchio asciutto si era formato per alcuni metri intorno alla tavola da pic nic improvvisata.

Confermarono che c’erano pozzanghere o tracce di grandine solo  nel resto del paesaggio  esterno dal  cerchio magico (coniato per l’occasione da alcuni con idee celtiche) per centinaia di metri.

Atri infine controllavano gli abiti dei due capo tavola improvvisati (per la  loro fuga) e toccando come fanno i bambini tastarono che erano asciutti dalla testa ai piedi .

Poi come se fossero del tutto ammagliati per il fuoco del braciere dove scaturivano fiamme ardenti che non furono mai spente né dal vento e né  dalla furia dell’acqua si asciugarono i lembi dei vestiti inzuppati per l’attraversamento euforico fatto per raggiungere la scena fantastica.

Tutti vollero testimoniare a turno che da lontano quando la tempesta veniva mossa dalla furia del vento che soffiava stranamente ora a sinistra ora a destra  potevano guardare vento permettendo nella loro direzione. Essi confessarono che risero in un primo tempo sulla proposta  che il giovane sciamano aveva fatto loro di intrattenersi alla tavola e incalzarono ancora di più le critiche con grandi risate  sapendo che erano stati due matti a rimanere sul posto .

Ma le risate smisero quando videro che il fuoco era più illuminato con fiamme più vigorose e statiche nonostante i venti contrari. A bocca aperta e senza parole constatarono che all’altezza di alcuni metri dalla testa dei due “ matti” la pioggia si divedeva in due parti distinte non importa la direzione che avesse a tutti sembrava di intravedere due pareti di acqua distinte che  formavano un triangolo equilatero ben preciso con la base di alcuni e pari all’altezza del vertice.

Il silenzio ronzava come un macigno ermetico sui testimoni.Tutti erano allibiti e scrutavano il “giovane sciamano” appellativo che fu  coniato in quella occasione dai testimoni per l’insolito dell’assoluto che ruotava intorno a lui come fosse un alieno venuto da un altro pianeta.

Ma prima che l’atmosfera potesse deformare la verità da lui elargita per volontà del GRANDE SPIRITO e quindi rovinando tutto: rischiare di essere adulato sconfinando nel “culto della persona”, il giovane sciamano si alzò in piedi perché tutti potessero sentire e vederlo nella sua umana realtà.

E disse: ”Come potete vedere”- disse facendo vedere alcune ferite della gamba destra , quasi infette per la mancanza di cure mediche appropriate “Io sanguino!”

E toccando la pancia  di un suo interlocatore aggiunse “E devo tutti i giorni saziare la fame affinché il mio corpo fisico  possa ospitare il mio spirito il quale quest’ ultimo a sua volta deve saziarsi col cibo spirituale affinché possa abitare dentro di me e fuori di me (riconoscendolo e capendolo.) La volontà benefica del GRANDE SPIRITO, è’ viverla  praticandola  in armonia e gioia, distribuendola per diritto a tutte le creature che respirano! Perché e doveroso testimoniare che LUI è il DIO di sempre. Ieri fece profetizzare il suo profeta per le divisioni delle acque del mar Rosso  perché il mondo antico vedesse e sapesse! Dopo di che, sempre profetizzando attraverso il suo sciamano antico (come voi intendete oggi)  saziò nelle difficoltà del deserto il suo popolo.

Come voi mi avete testimoniato, per vostra scelta e quindi noi tutti abbiamo visto, che oggi si è appurato che lo stesso SPIRITO DIVINO  dell‘ Esodo che ordinò agli elementi di servire il popolo ebraico è venuto nell’ora che sappiamo a farci visita .

Tutto acciocché si adempi la profetica parola data col patto ad Abramo e completata sul Sinai, con le tavole della legge date dal SIGNORE a Mosè’ all’umanità attraverso la testimonianza del popolo ebraico e questa parola è “IO SONO L’ETERNO”. Come abbiamo letto dalle scritture e visto oggi possiamo insieme confermare col cuore pieno di gioia che L’ALTISSIMO  fa scendere la sua benedizione in ogni tempo e luogo, o attraverso gloriose manifestazioni ineguagliabili come la divisione delle grandi acque  o la divisione delle piccole masse d’acqua che noi tutti abbiamo assistito. EGLI non fa distinzioni alcuna che sia presente una singola creatura o  tutte le creature che respirano quando LUI vuol dare testimonianza di “SE”  e del Suo Infinito Amore per il creato e per tutte le creature che lo abitano. EGLI continuerà a mandare manne di benedizioni come ha fatto da sempre. Ieri,oggi, domani, attimo per attimo fino alla fine dei tempi ciclici da LUI stabiliti affinché le creature non si sentano sole a causa dell’IO infernale. EGLI è IL PASTORE UNICO che con parsimonia che non è di questo mondo ci cerca nelle oscurità più profonde delle nostre vanità.

Esse, che sono il nostro sapere nozionistico umano  ci rendono cechi e sordi alla verità unica che viene solo da LUI. Quando ci trova ci accarezza dolcemente come un padre, e con generosità che non ha uguali ci dona soccorso fermando l’ordine delle cose del cielo e della terra perché nessuno si senta più solo. Ad EGLI, come avete sentito io ho bussato e come abbiamo visto ha aperto. Facciamo tesoro di quello che ognuno ha avuto oggi dalle Sue Mani e se lo tenga nel cuore, come eredità unica!”

Con quest’ultima frase lo sciamano salutò la compagnia e tra un solenne silenzio che aleggiava ormai da alcuni minuti  e caricando sulle spalle i  propri zaini  con l’amico Pino si avviò verso l’orizzonte dove un bellissimo tramonto faceva da sfondo ad una probabile nuova meta.

 

 

Ululato da lupoanziano alle 22:50 | commenti (138)
--- ---

 

 

 

sabato, 15 marzo 2008

 

Il patto della misericordia

foto_montagne_40

 

Sempre dal santo sentiero onorevole

 

Cari amici, ecco a voi un altro racconto del giovane guerriero...

Questo racconto fa parte di quelle “ tracce” cosiddette da lui  “embrionali” che lo  spinsero a partire come ho già detto nei primi racconti a fare la “Pratica “ in terra francese.

Le ha chiamate embrionali ,perché oltre averle estratte dal profondo dell’animo dormiente esse si manifestarono in modo palese in torno a sé ,in modo del tutto miracoloso ,fuori da ogni ragionevole dubbio nella sua terra nativa.

Esse nascono continuamente in ogni era per testimoniare il DIO VERO REALE DI TUTTE LE CREATURE CHE RESPIRANO , affinché vedendole, il loro stato d’animo afflitto dall’isolamento per usi e costumi di diversa natura non si sentano più soli ma riconoscono in esse che Lui è IL DIO DELL’UNIONE, COLUI CHE UNISCE TUTTI I CUORI PULSANTI IN UN' UNICA ANIMA.

 

Questa traccia embrionale prese corpo un giorno, presso una panchina su un viale alberato del suo villaggio. Era solito frequentare quel posto perché era abbastanza isolato da occhi indiscreti. Egli faceva continue riflessioni e spesso si in