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venerdì, 06 marzo 2009

 

Il regno velato della beatitudine luminosa

 quercia 

Cari lettori amici e amiche, che dirvi? Tante sono le cose dello spirito, meravigliose, che le parole come noi le conosciamo, non bastano per riempire la nostra vita. Solo attraverso il cuore, in armonia con la Dottrina Vivente - per volere dell'ETERNO, nonchè GRANDE SPIRITO UNICO - possiamo permetterci di scambiare in modo armonico ciò che può essere fonte di gioia, sia per chi da e per chi riceve. Esso, infine, diventa testimonianza: pari ad un seme che cade nella buona terra per germogliare, affinchè crescendo porti il frutto nascosto in sè. E siccome ogni seme deve avere anche la sua stagione (e quindi i suoi ritmi e tempi) in attesa di un nostro "manoscritto" , soprannominato "la Testimonianza del Grande Agnello"  (che sarà mandato per il mondo) vi invitiamo a leggere momentaneamente, quest'altra "perla". Non sappiamo quanto tempo ci vorrà per riuscire a completare questo "manoscritto"; quindi per un pò il blog potrà sembrare in sospeso, ma io, sarò sempre presente in questi boschi. E a D'O piacendo vi mandiamo il nostro più solare abbraccio fraterno.

ps: è stato aggiunto in questa "perla" di testimonianza, un riflesso in più . A voi la sorpresa di scoprire quale.

______________________________________________

 

Questa perla, si manifestò in un giorno molto assolato, presso la riva di quel fiume, quando il giovane, era ancora soprannominato “sciamano”.

 

“Pino!”- disse all’amico – “Non ce la faccio più a sopportare questo caldo e siccome non posso fare ancora il bagno, vado a cercarmi in questi boschi, un posto in cui restare all’ombra ed in cui riposarmi!”

 

Così pensando, si introdusse penetrando la boscaglia per non essere disturbato da possibili curiosi.

Egli, era molto affascinato dai colori che cambiavano intensità o diminuivano, in base alla filtrazione dei raggi solari attraverso la vegetazione.

Quando riuscì a trovare quella temperatura fresca e il tappeto di foglie fresche che permetteva di stendere l’asciugamano a mo di letto – avendo anche valutato la possibilità di avere attorno a sé, colori e forme – si distese supino con le gambe larghe per crogiolarsi.

Cercò - come già faceva da un po’ di tempo – di lasciare andare il suo corpo, immaginando di percepire con esso, il respiro del suolo.

Egli, sapeva che per mettersi in sintonia con le cose della natura e col GRANDE SPIRITO, in alcuni frangenti non si doveva usare solo la mente per chiedere. Egli credeva che il corpo fisico – con tutti i suoi cinque sensi – può riuscire a percepire e scoprire infinite meraviglie che l’ALTISSIMO ha nascosto, affinché noi ricercassimo secondo la nostra natura infantile.

Egli, sapeva che per tornare bambini non doveva essere soltanto un atteggiamento di umiltà, nel giudicare le cose della vita, ma era un vero e proprio abbraccio fisico col creato.

Così, si lasciava andare col corpo ed i cinque sensi portando il respiro a percepire ciò che lui chiamava “il respiro della Terra”.

Quando era convinto di sentire che il suo corpo, era su una frequenza di oscillazione da sentirsi spinto in alto e poi in basso - fino a sentire che il suo respiro era in armonia con la terra, quando lo stato di quiete era palese in tutto se stesso - passava alla seconda fase che era nel respiro del cielo. Egli entrava in sintonia tra la terra e il cielo. Tutto questo lo chiamava: il respiro alla Sacra Danza, delle cose del creato.

E proprio in questi frangenti egli chiedeva e meditava sulle risposte che il GRANDE SPIRITO aveva celato nello stato delle cose.

Il giovane, credeva fortemente che il CREATORE creò la luce affinché le sue creature – essendo Sue figlie - dovevano per forza muoversi e agire attraverso essa.

Non nelle tenebre, ma nella luce si doveva crescere e moltiplicarsi.

Non pensava tanto agli astri e alle creature infinite che vi abitano, alle quali, scienziati e narratori di fantascienza immaginano, né a ipotetiche dimensioni spazio temporali a cui l’accedere ad esse è basata sulle capacità dell’astrale.

Egli basava la sua infinita ricerca di riflessione sullo stato delle cose del creato e il giusto metodo d’approccio secondo la più semplice naturalezza.

Avendo sentito parlare dei Regni della Luce attraverso racconti religiosi e fantastici, sentiva dentro di sé, che questi mondi ultraterreni – abitati da creature non corruttibili al corpo fisico, quindi assolutamente pure - non potevano esser ricercati nell’universo materiale con navicelle spaziali o qualsivoglia strumenti umani.

Essi, vivendo nella Luce, non potevano che trovarsi ed essere nascosti in se stessa e da essa.

Queste creature, di sicuro si muovevano non solo alla velocità della luce, ma dovevano avere delle peculiarità così speciali da oltrepassare le leggi fisiche, a cui tutti noi siamo soggetti.

Di sicuro, tutta la loro essenza doveva essere così limpida e pura, da vivere in uno stato di grazia continuo, non soggetto a desideri carnali ed altro.

Perché essendo la luce, scientificamente un energia sottilissima: la loro peculiarità - essendo che vivono in essa - doveva avere, una natura superiore alla luce stessa, non quantificabile secondo i nostri metri di giudizio.

 

“Esse” pensava il giovane “sono le anime libere, pure, angeliche che rappresentano la simbiosi divina: loro sono il popolo delle anime eterne.

Di sicuro, il loro corpo - ora infante, ora giovane, ora femmina, ora maschio, ora re e regina - avrà e sarà fatto dei sette colori dell’arcobaleno e di quelli infiniti nascosti.

Il loro compito nella vita - essendo vicinissimi a DIO ad immagine e somiglianza - è quello di trasmettere la gioia in questo stato continuo, a tutte le creature che abitano il cosmo buio.

Ora si presentano come visione, ora agiscono sugli elementi della natura e tante altre cose che la mia giovane mente, possa immaginare.”

 

Così pensando, nella diversità delle ombre, delle foglie che facevano da manto – dando al suo corpo un refrigerio ed un respiro unico – fu attratto da migliaia di brillii che fuoriuscivano da gocce posate sulle foglie, irradiando miriadi di raggi che sembravano tante piccole stelle nel cielo buio.

Affascinato da questo piccolo cosmo in terra, fu attratto da un raggio finissimo che ricadeva in modo dolce e non invasivo, tra i suoi occhi.

 

Egli, pensava: “SIGNORE! Tutte le creature viventi usano per parecchio tempo, dal momento della loro nascita, i cinque sensi: attraverso essi, il nascituro, non parlando, trasmette in modo semplicissimo i suoi fabbisogni ai genitori. Ora, attraverso questi cinque doni preziosissimi, il cuore degli adulti e quello del nascituro sono in un unico linguaggio universale; riconosciuto ed usato nella sua semplicità più pura da tutte le famiglie viventi. Poi, quest’ampolla benefica della famiglia, si rompe, tralasciando queste cinque porte naturali per amalgamarsi col pensiero ed il giudizio della comunità a cui si appartiene. Essi vengono sostituiti da mezzi artificiali, decantati con tanto orgoglio dal sapere temporale dell’uomo, perché più diretti ai nostri fabbisogni sensoriali e sociali: con la conseguenza, di sicuro, d’aver interrotto le potenzialità meravigliose che questi cinque scrigni racchiudono. Insegnami DIO DELLA SAPIENZA, ad usare anche i miei sensi, affinché possano accedere ad una parte di quelle alte realtà sublimi, che TU hai dato come eredità. Questo, affinché noi, non ci sentissimo soli ed orfani della nostra vanità e fragilità morente, ma eredi unici delle vere ricchezze nonché “portali” che conducono alle gioie della Vita Eterna, da noi tanto anelata.”

 

Così dialogando, il giovane, come un bambino usò le mani, ora aperte, ora socchiuse, ora chiuse, immaginando con tutta la fantasia che aveva, di catturare le tonalità dei raggi, che come velluto, percepiva attraverso la pelle delle dita:”Mi sembra di essere un suonatore di arpa. Ho davanti a me la tavolozza di colori più inebriante della mia vita; la loro consistenza è infinitamente più soave e più vibrante di un filo di ragnatela. Tutto ciò è danzante per il mio spirito ed il mio corpo: i suoni ed il silenzio di questo tempio improvvisato sotto il grande cielo - con i profumi ed i colori - mi fanno commuovere in modo irragionevole. Sento la gioia della vita del microcosmo e del macrocosmo dischiudersi per farmi entrare ad una realtà più alta, la cui entrata viene bandita ad ogni macchina più sofisticata.”

 

Avvicinò spontaneamente le mani al viso, quasi volesse sentire la carezza di quei filamenti di luce, per poi socchiuderle con delicatezza, con lo scopo arduo di catturare un piccolo raggio.

Cercò - come accade quando si ha un diamante in mano – di osservarlo in tutte le sue angolazioni.

Per un attimo, un silenzio solenne riempì tutto l’intorno. Tutte le creature del bosco, che cantavano e si muovevano rumorosamente, tacquero come non mai. Esse, percepirono coscientemente, che la Mano del GRANDE SPIRITO era stata posata in quel luogo, affinché il giovane meditabondo avesse una nuova perla.

Una brezza non comune invase il suo essere interiore ed esteriore.

Con stupore, si accorse che il tutto attorno a sé, era immobile più che mai.

Capì senza ombra di dubbio, che il tempo era stato fermato per ordine dell’ALTISSIMO, affinché la luce racchiusa nelle sue giovani mani, potesse fermare la sua potentissima velocità, per essere contemplata.

Non contò se fossero passati secondi o minuti, fatto sta, che una lacrima misteriosa, intervenne come un velo a proteggere la sua pupilla per poi diventare una lente potentissima, più efficace di qualsiasi strumento ottico.

La luce aprì la sua porta - nascosta alle tenebre “dell’ Io separato” - per porgere al giovane spirito, la seconda chiave per poter accedere all’apertura dello spettro nascosto di colori, ora dorati, ora argentati, ora di rame.

Essi, sono le colonne di fuoco sacro nonché guardiane.

Così, quando una parte della “vera comprensione”,  nata dall’umiltà di giudizio, salì per volere dell’ALTISSIMO - per appagarlo della sua fede - esse, lo fecero passare, dandogli il tempo per porgergli la terza chiave meritata.

Egli sentì dentro di sé, dei brividi di gioia quando di colpo gli apparve il segno dell’Alleanza che fece l’ETERNO con Noè e l’umanità dopo il diluvio.

Un’ arcobaleno ultraterreno di sconfinata bellezza, vibrava imponente davanti a lui.

Egli comprese, che era una delle Sacre Porte Celesti per accedere ai Regni della Luce.

Tutt’a un tratto, i colori che componevano “il sacro arco”, si allinearono l’uno affianco all’altro, tanto da sembrare un imponente cancello, infondendo in lui la convinzione che fosse l’entrata ai Regni Luminosi.

Aumentò in lui il desiderio di aprirli, perché sentiva il richiamo – nonché la presenza viva – di esseri che vivevano di sicuro in uno “stato di grazia unica”.

Egli pensò, che tutti i racconti sentiti attraverso gli scritti umani – religiosi e non – hanno sempre parlato di angeli, anime o esseri mitologici che vivono nella Luce.

Pensò anche alle frasi del Cristo che diceva. “Io sono la luce, la verità e la vita!”

 

Disse ancora a se stesso:”Questo è il Regno puro, lo stato di quiete dove tutto non vibra secondo la natura della creazione come i nostri fisici la conoscono, ma danza in DIO; quindi la sua natura non è soggetta a corruzione alcuna, né fisica e né psichica.”

 

Fu in quel momento, in quel silenzio multicolore, che sentì interiormente aumentare suoni celestiali ed infinite voci, amiche da sempre, gioie di “essere”: dimenticate a causa dei passi incerti fatti dopo la nascita, per la natura malata di questa “terra della dimenticanza”.

Tutto si aprì d’incanto…

I cancelli multicolori si aprirono davanti a lui, facendogli vedere un Cielo talmente immenso e bianco da non vederne l’orizzonte.

Egli, vide che esso pullulava di forme di colori che apparivano e si spostavano a velocità vertiginosa, in una danza così armonica, che dove cadeva il suo sguardo, gli apparivano.

Sembravano nubi, nel loro modo di apparire e scomparire, ma qualcosa di più alto e più nobile era in esse.

Fu in quel momento, che queste essenze aeree che riempivano in modo vertiginoso ogni spazio celeste, si manifestarono avvicinandosi ora a gruppi, ora singolarmente.

Il giovane si trovò davanti, esseri di una bellezza così unica, da lasciarlo senza parole

Ciò che lui immaginò prima di entrare in questo Paradiso Celeste e dei suoi abitanti - grazie al dono della profezia sensoriale che l’ALTISSIMO gli donò poco prima delle sacre colonne - era simile all’immagine e somiglianza del suo pensiero, ma la realtà fu infinitamente superiore.

Sulle loro teste, vi erano corone arcobaleno pulsanti, impreziosite da intarsi simili a nomi e traslucidi come sostanza al diamante e al cristallo più puro messi assieme; dando loro, un'aspetto regale maestoso e puro, che non ha pari in nessun regno conosciuto.

Il loro corpo era trasparente come il cristallo ma attraversato continuamente da fluidi dei colori dell’arcobaleno, quasi sembrasse una circolazione interna, con l’esterno in continuo cambiamento di colore tra l’oro, l’argento e il rame ed altri colori fino ad allora sconosciuti.

Ora, una Forza nonché Presenza Divina li attraversava dando loro continuamente la mano – nell’accompagnamento della loro danza – conferendo a loro, in base ai passi fatti: ora l’aspetto totale di un giovane, ora di un fanciullo, ora di un maschio, ora di una femmina.

Dai loro visi, continuamente scaturivano sorrisi tanto radiosi e pieni di una gioia così unica, da comprendere senza ombra di dubbio, che quello era il loro continuo ringraziamento all’ETERNO, come anime liberate da ogni corruzione.

Esse, con le mani, ogni qualvolta si avvicinavano – quando la danza lo permetteva – lo salutavano, facendogli capire che lo conoscevano da sempre, riempiendolo di un calore famigliare, fatto di ricordi e sensazioni, che solo padri e madri, figli e figlie, fratello e sorella, amico o amica, possono avere.

Il giovane, sentì che esse - oltre ad essere anime pure e gioiose - nel loro servizio di devozione e contemplazione nella continua estasi divina, avevano un compito meraviglioso di testimonianza continua.

Danzando in quel modo, con il loro canto angelico e i loro suoni celestiali, per quanto silenziosi al suo udito terreno, percorrevano ora distanze immense, ora vicinissime.

I loro passi penetrano e danno movimento armonico a tutti i pianeti e le galassie del creato, permettendo loro, attraverso il tocco della Sacra Danza, di ospitare la "Vita". 

Poi, il tempo del corpo chiamò il giovane alla realtà e tutto finì, per aprire poi gli occhi sul mondo.

Tutto intorno, il silenzio del tempo ultraterreno che adornava il tempio di quel verde, tornò ai suoi ritmi normali.

La carezza di quella gioia interiore, donatagli dall’ALTISSIMO, si manifestò attraverso un movimento di vita delle creature del bosco e di una brezza, dando in lui la sensazione che tutti erano stati testimoni della sua preghiera meditativa.

Non seppe esattamente quanto tempo passò in quella radura dei boschi.

Ma dopo tanti anni, pensando a queste anime beate, in un giorno di una sua contemplazione, egli, per la prima volta chiese all’ALTISSIMO, un segno di quell’ incontro affinché potesse essere testimonianza per il nostro mondo.

Essi, lo salutarono come sempre, e gli fecero segno di guardare – quando sarebbe tornato dalla contemplazione, al suo mondo – il cielo.

Vide che le nubi, che prima correvano con i loro colori separati, di colpo divennero color arcobaleno, tanto da meravigliare e gioire per l’insolito, se stesso ed i suoi.

Egli, ora padre e avanti con gli anni, ringraziò l’ETERNO in cuor suo, per avergli inviato il segno di pace - nonché Arco dell’Alleanza - che solo LUI ha dato e può dare.

L'ETERNO E’ LO STESSO di ieri, oggi e domani.

 

 

 

Ululato da lupoanziano alle 10:40 | commenti (264)
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domenica, 30 novembre 2008

 

I tre atti di grazia

Cielo con sole alto

 

 

Cari lettori, questa decima perla che rende testimonianza degli atti dell’ALTISSIMO, in aggiunta alle numerose deposizioni scritte ed orali, che hanno impregnato ed impregnano tutt’ora le culture dei popoli riguardo all’esistenza  dell’ETERNO, che giunge  in prossimità della fine dell’anno, conclude il ciclo della prima parte del “santo sentiero onorevole”, generata ed ispirata dalle “Grandi Maestranze del Grande Agnello”, affinché le Leggi Universali di tutte le anime, governino di nuovo i passi che conducono “l’Io separato” a vestire le vesti profetiche del figliuol prodigo, nel ritorno alla Casa del PADRE.

Tutto questo sentiero fatto assieme, con la vostra fiduciosa costanza, ci ha dato la possibilità di potervi condurre con mano fraterna (come se fossimo una grande famiglia) alla comprensione di come la “Santa Porta”, da sempre usando diversi metodi vecchi e nuovi, sia da sempre aperta per chiunque voglia bussare.

A tempo e luogo, ci sarà la presentazione della seconda ed ultima parte, sotto forma di un'unica lettera, che sarà pubblicata affinché renda l’ultima testimonianza….del miracolo dei miracoli, che l’ETERNO,da sempre, tiene in serbo per tutta l’umanità: essa è l’eredità universale nonché diritto di tutte le anime.

 

__________________________

 

 

1° atto di grazia: Il risveglio del Gigante che Dorme (l’anima)

 

Era ormai, solito frequentare il viale del proprio villaggio per incontrare  e discutere con gli amici. Dopo il suo rientro meditativo (chiamato pratica) nella terra francese.

Oltre aver appeso per sempre nell’armadio, il suo sacco a pelo e alcuni cimeli che ricordavano i suoi passi fatti in Francia, il “giovane testimone” intraprese anche una relazione molto sentimentale con una ragazza del suo villaggio.

Con lei ebbe modo di portare a conoscenza il suo pensiero mistico essendo anche lei a quei tempi, una giovane ricercatrice delle altre culture religiose, pur essendo impegnata a insegnare catechismo.

Fu un pomeriggio come tanti, che ebbe inizio la manifestazione da lui coniata col nome de “il santo riscatto”.

Questa traccia (come lui le ha sempre chiamate) fu palese un oretta prima che arrivasse la sua compagna. Seduto nella solita panchina con tre amici, discuteva del più e del meno, aspettando con fervore la sua giovane amata. Nel frattempo uno degli amici, richiamò i presenti con una bastone in mano, ad osservare un corpicino inerte di un uccellino di pochissimi giorni. Con aria di chi da per scontato che certi eventi che lo circondano non lo sfiorano (essendo essi appartenenti ad una sfera che esula dai loro affetti personali) con distacco cinico Sandro sentenziò: ”Di sicuro questo piccolo uccellino, cadendo dall’albero si è schiantato ai nostri piedi. E’ pieno di ematomi su tutta la schiena!” – e usando il legno come misura di sicurezza da un ipotetica infezione, lo girò diverse volte sull’asfalto e proseguì - ”Non per niente, ho basi di anatomia: questi sono proprio i segni del rigor mortis! E’ un cadavere a tutti gli effetti!”

 

Gli altri due suoi amici come “i buoni di Don Rodrigo” l’appoggiavano emanando dei mezzi suoni vocali come a dire che quella cosa non li toccava assolutamente, anzi qualcuno di loro aggiunse in modo più mero: ”Meglio lui che noi, mi sembra giusto!”

 

Così, concludendo la loro deplorevole presa di coscienza nei confronti del prossimo, quei tre si alzarono per andarsene salutando il giovane testimone che in un silenzio rispettoso osservava rapito da un po’ di tempo, il corpo inerte del giovane volatile.

Uno dei tre, sapendo che lui era molto sensibile, lo rincuorò salutando dicendogli che queste cose purtroppo accadono e di pensare semmai alla sua ragazza che sarebbe arrivata di lì a poco.

Mille pensieri lo tenevano assorto, scaturiti dalla sua continua sofferenza per quel corpo nell’asfalto. Egli dopo un po’ decise (com’è era il suo solito), di esporre le sue deduzioni di pensiero sulla tematica della vita affiancata alla morte. Rivolgendosi in modo chiaro e rispettoso al GRANDE SPIRITO  con voce sicura interiore, così espose: “ Quando ebbi ventun’anni - ovvero 4 anni fa – mi richiamasti prematuramente (così pensava il mio giovane Io separato) in puro spirito. Anche se 12 anni prima di questo evento, ordinasti alla Luna di proiettare nella mia stanza attraverso la sua luce fulgida, l’immagine di un tuo grande uomo con una lunga vestale seduto su di un trono di pietra che con parsimonia usando una lunga piuma scriveva rotoli di parole. Tu mi cancellasti di sicuro ogni timore e rassicurandomi, mi mandasti una voce invisibile ed udibile soltanto alle mie orecchie. Facesti cadere i miei tre fratelli che mi dormivano accanto in un pesante sonno; nonostante io facessi di tutto per svegliarli. Essi al mattino ricordavano solo che durante la notte io li infastidivo interrompendogli il sonno. Loro non seppero mai della voce invisibile che Tu mandasti con l’ordine di rivelarmi nei dettagli la figura del santo uomo e del suo operato. Essa mi rincuorò sul perché del mio primo nome e del suo legame stretto con la figura dell’antico profeta in questione. Essa mi incitò a portare con orgoglio questo nome tra i miei simili, di non provare vergogna alcuna e che un domani di sicuro, a tempo prestabilito avrebbe avuto a che fare col mio operato tra i viventi. Così rincuorato portai nel cuore questo tesoro fino al giorno da me chiamato il “Gigante che Dorme”. Venne quel giorno che in un batter d’occhio la mia sicurezza basata sulla mia forza giovanile e sulle sue effimere sicurezze crollò in modo drastico, mettendo a nudo il mio “io separato”. Dolori e timori mi attanagliavano come non mai fino a quel momento. Tutti i tentativi mentali e medici a cui potevo accingere per non cadere nel grande buio della temuta morte, si sgretolarono miseramente. Capii che veramente tutto ciò che è opera dell’uomo, che non ha la Tua Benedizione come seme unico, è effimero nonché terreno incolto. Percepii già in quel momento in cuor mio, che veramente viviamo e costruiamo sulla vanità, convinti che nulla possa turbarci. Ma quando velocemente, mi facesti rivedere in un turbinio d’immagini dimenticate tutta la strada impolverata intrapresa dal mio vecchio Io, il mio animo ebbe un primo scossone. Capii nel modo più angosciante che i miei prossimi passi non avrebbero più parlato di me nel mondo. Quando ormai le ultime carezze mediche su di me erano pietosamente date per accompagnarmi al grande passo; quando ormai mi ero lasciato andare nel grande fiume, Tu mi mandasti di nuovo la stessa voce invisibile rassicurante, che oltre a prepararmi al Tuo incontro, mi guidò sia prima che dopo, affinché la mia testimonianza potesse essere prova di pura verità, di tutto ciò che la vanità del giudizio umano ha ciecamente messo al patibolo tacendo. Così accadde, che essa si mise davanti al mio silenzio dato dalla paura di perdere la mia vita e di non rivedere più i miei cari. Tanto fu il mio tacere con la lingua e con il corpo che ella, a intervalli si manifestò in tutta la sua potenza ondulatoria, sia all’interno che all’esterno del mio corpo. Non solo il mio corpo esteriore sembrava essere un estensione di grano che ondeggia velocemente fino all’orizzonte - a causa d’un vento forte e veloce - ma costernò gli occhi dei sapienti dottori, spostandosi velocemente come oscillazione ogni volta che con le loro mani ne volevano misurare la forza, per carpirne la causa fino allora sconosciuta. Tutto ciò portò davanti al mio ipotetico capezzale, un numero più alto di esperti, spinti da dall’insorgere  di patologie  che albergavano in quel momento nuovamente in maniera invasiva ed insolita su tutto il mio essere. Tu li mettesti  in ginocchio ;mettendo il loro sapere acquisito secolare in stato di assoluta impotenza nozionistica, creando tra di loro per la prima volta, subbuglio e divisioni di giudizio. Fu allora che Tu facesti prima parlare al mio orecchio la voce amica, affinché istruendomi  eseguissi nel tempo prestabilito: parole e movimenti che testimoniassero agli uomini di scienza, l’esistenza “dell’ Io superire nonché  veicolo dell’anima “  indipendente dal veicolo corpo fisico, nonché Io separato”. Così fui lo strumento nelle tue mani . Facesti  entrare lo spirito di verità che prima mi sussurrava all’udito nel mio cuore affinché calmandomi  potesse con  parole estrapolate dalla mia bocca dare testimonianza ai viventi. Essa, fu un vulcano in eruzione, nonostante il mio tentativo di mutismo dato da paure e dolori. Con parole di fuoco indusse i presenti a darmi la loro totale attenzione. Con gesti improvvisi da me rivolti al mio stesso corpo con irruenza autolesionista, parlandogli li calmai interrompendo un loro probabile pronto intervento. Convinsi loro, che quel tipo di dolori non erano più presenti in me per quanto potessero con i loro bisturi tagliare a crudo le mie carni o col fuoco bruciarmi. Dissi loro: – ovvero la voce disse con fermezza-:” Prima io gridavo e soffrivo insieme al mio corpo fisico. Ferendosi trasmetteva il suo dolore giustamente, ma ora essendo che sto risvegliandomi, non mi appartiene più il suo grido. Potete vivisezionarmi in infiniti pezzi, ma da me non sentirete un solo grido. Tutto ciò in virtù dalla percezione del mutamento che dentro di me sta avvenendo in modo inequivocabile, perché tutto ciò è giusto che sia giusto. La morte che DIO ha fissato giustamente, per tutte le creature viventi, è giunta anche per me. Le vesti scientifiche o sacerdotali che voi rappresentate nel salvare la vita - ora con affanno sincero, ora con subdole scuse perché vi sto morendo davanti decadono: lasciate fare queste cose a chi di dovere, ovvero COLUI CHE E’! ”

 

Poi, il giovane testimone fece una pausa affinché il seguito della sua preghiera, potesse prendere uno spunto spirituale per poter esporre al GRANDE SPIRITO il seguito di quel rapimento spirituale, trasformatosi poi in contemplazione della Divinità. Tanta fu quella ricchezza datagli dall’ALTISSIMO  nel “santo sentiero onorevole”, che per rispetto, aspettò le parole giuste al momento giusto. Osservando le nubi sopra la sua testa che si trasformavano velocemente per la forza dei venti, dando origini a diverse forme, capì in che maniera doveva continuare il suo dialogo col SIGNORE ed inalando i profumi immaginari che la sua fervida fantasia coglieva da tutto l’insieme, proseguì: “ Non volevo piangere, pensando che ormai avevo svuotato ogni emozione di paura, ma il mio spirito che ormai non era più impolverato dai timori di perdere la vita, fece sentire sempre di più un lamento. Pur sforzandomi con tutte le mie forze psichiche e fisiche, questo grido diventò più intenso. Mi sentivo come una madre in gravidanza, che all’improvviso sente – pur non avendo il bisogno – fame o sete imminente, capendo che tutto ciò è una richiesta data dal nascituro. Così conobbi, con un getto di pianto improvviso ed incontrollabile, il malcontento della mia coscienza anemica che consapevole dell’imminente distacco terreno, si appropriava amaramente, ma sapientemente, di ciò che è lecito davanti all’ETERNO. Così grazie a lei – anche se in ritardo - incominciai ad essere conscio, d’aver sbagliato a non imparare a riconoscerla come voce savia tra le tante innaturali. In diverse circostanze, specialmente da bambino, essa mi ha toccato il cuore per non cascare in giudizi affrettati che mi avrebbero messo lontano dal vero sentiero luminoso. Così capii con grande amarezza, di essermi cibato spesso di frutti impuri e poco di quelli buoni, quest’ultimi perché scomodi a prendersi e vedersi. Poi vi fu un attimo in cui fui solo. Esso è il buio interiore che precede il grande buio. Quante domande in quel momento mi feci nella mia giovane età. In verità il timore mi attanagliava sempre di più. Pur avendo ricevuto un educazione religiosa ferrea da parte dei miei e nonostante che Tu, mi mandasti in soccorso la santa voce per prepararmi al grande salto, ebbi paura! L’ansia di non rivedere più i miei, coi suoi ricordi ed emozioni si affievolirono; con rassegnazione ed infinite domande - come un tuffatore – mi preparai a buttarmi inevitabilmente nelle più glaciali acque oscure – terrore in verità della maggioranza dei viventi, nonché unico grande enigma. Di colpo: dolori, paure e pensieri che avevano raggiunto la massima intensità in tutto il mio essere, sparirono di colpo. Fu come un esplosione di tutto e di tutti. Un grande silenzio in un buio insolito, non terrorizzante ma semmai di stupore. Una pace ed una nuova commutazione fecero la loro presenza, quasi a rassicurarmi. Io ero sempre io, nella mia vecchia totalità: ma qualcosa di straordinariamente nuovo e di antico nello stesso momento come due colonne portanti araldiche fecero la loro apparizione nella mia coscienza. La pace era attorno a me e non sentendo voci alcune, aprii quelle che ritenevo ancora le mie palpebre per indagare se avevo ancora il vecchio involucro visto che mi sentivo respirare e pensare ancora più liberamente. Pensai, che l’odiata morte, temuta dalla maggioranza dei viventi – almeno nel mio caso – era una beffa. Una felicità riempiva ed avanzava in modo solenne, incoraggiando la mia giovane età, ad avere tutto il coraggio per affrontare...il temuto sentiero. Non so più quanto sorrisi, tanta era la mia meraviglia. Aprendo ciò che pensavo fossero i miei occhi, non vidi il mio corpo, ma seppi che ero in un luogo o spazio illuminato da una luce assai riposante, quasi a ricordarmi il riflesso dato da un grande prato bagnato di fresco. Seppi, con nuova consapevolezza di trovarmi dinanzi al tribunale degli spiriti ministri da Te prescelti per preparare “colui che era nato da uomo”, al Tuo Abbraccio Purificatore. Mi accorsi con sempre più stupore che la mia memoria vecchia, fatta di sensazioni di appartenenza e di vissuto non aveva più quei lacci che legano i viventi fra i viventi e che sono causa o di troppa passione o di troppo odio. Per quanto mi sforzassi di immaginare il metro di misura, che fino ad un attimo prima della mia – temporale - dipartita, usavo con i miei più stretti famigliari, padre, madre e fratelli, le sensazioni che ne danno i gradi di unità per riconoscersi e percepirsi, non era più lo stesso. Coloro che sentivo come mio padre e mia madre, li percepivo come spiriti guida che avrebbero avuto il compito di ricordare e correggermi per il mio risveglio terreno. Ero assolutamente consapevole che la breve vita terrena vissuta, era stata un brevissimo sogno, importante per il mio risveglio. In verità, questa  dimensione - come qualcun altro potrebbe percepirla come tale – era semplicemente e magnificamente la mia vera realtà, ovvero la realtà dell’anima. Ero tornato a Casa dal PADRE CELESTE dopo aver dormito – vivendo - il sogno tra i sogni, nonché dimora  temporale “dell’Io Separato”. Percepivo con forte intensità, che la quantità di perdita di giudicare il vecchio mondo come prima, era stato drasticamente annullato in me, pur non perdendo un solo attimo del ricordo di esso. Infiniti ricordi nuovi, ma in verità sepolti in infinite ere dimenticate dai miei ultimi fallaci passi lasciati un attimo prima sulla Terra. Di colpo rivestii la consapevolezza di essere un anima spirituale,  priva del suo involucro momentaneo terreno; tutto era palese dentro e fuori di me. Riconoscevo ciò che avrei dovuto fare sulla Terra, secondo il cammino da Te prestabilito in armonia di patto col mio spirito. La Santa Alleanza d’Unità col TUO SANTO SPIRITO non solo i ricordi prima della mia attuale nascita terrena, a cui avrei dovuto seminare il bene e soffocare il male, ma in modo universale ed unico, grazie alla Sacra Danza riabbracciavo in un attimo tutte le coscienze cosmiche e i santi misteri che pullulano il creato. Così, sapendo di risapere, in verità, dovetti – riaprendo gli occhi  attraverso il TUO SANTO SPIRITO – giudicare nonché confessare le mie opere fatte nella mia breve vita terrena. In questo modo vidi i veri volti dei miei cari, fino a quel momento nascosti a causa della “dimenticanza”. Riconobbi nei miei genitori ciò che percepivo in tutta purezza, nelle vesti di neonato. Per volere divino, il pargolo, pur non conoscendo intensamente i genitori, dai primi attimi della sua poppata, pur non avendo le esperienze di discernimento rivolge le braccia e se stesso in piena fiducia, verso la madre e poi nel padre. Egli sa con certezza assoluta, che essi sono la sua fonte, nonché guida per il nuovo mondo. In verità, il velo si spezzò, così rividi tutte le alleanze  – fatte sotto la Tua Benedizione in Puro Spirito - con loro e con i miei avi, prima che noi fossimo ciò che siamo nella terra dimenticanza. Quando compresi totalmente ciò che avevo seminato secondo il risveglio della Vera Dottrina, uno dei tuoi ministri mi disse che sarebbe giunto il momento di trovarmi al Tuo Cospetto per essere giudicato positivamente, affinché in esso sarei stato purificato. Sapendo che la Tua Luce è Ineguagliabile - nonché Tua Gloria di Verità Assoluta - dove nulla può essere nascosto di impuro, mi sentii invadere da una forte vergogna; perché il Tuo Essere, mette a nudo ogni parte infinitesimale dell’anima, nelle sue ombre più nascoste. Subito, fui invaso dallo smarrimento più totale e volli nascondermi al tuo cospetto; specialmente quando la Tua Luce Indagatrice prima – che ti precede – diventò sempre più intensa. ESSA  E’  di un bianco così puro , così maestosamente solenne e nello stesso tempo dolcissima . Entrando nel mio essere più recondito, essa in modo inverosimile, si trasformò da scossone ad un abbraccio unico. Da reo, sentendomi impuro e quindi estraneo alla Tua Divina Natura - pulendomi totalmente - mi facesti ritornare in posizione eretta, affinché non mi genuflettessi più davanti a nessuna falsa dottrina. Un estasi che non è di questo mondo, invase tutto il mio essere. Una gioia unica e derivante solo dal Tuo Essere, mi tolse ogni desiderio di essere nuovamente un Io. Tanta è la Forza che scaturisce dalla Sorgente del Tuo Amore, che dentro di me provai uno stato di pace che azzerò ogni mia voglia di perché. Così, ogni anima, che viene abbracciata da Te, pur di stare nel Tuo Abbraccio Universalmente unico, posa ai tuoi piedi,  il dono più prezioso che ha, ovvero “se stesso”, per vivere senza perdere più un solo attimo, lontano dal Tuo Amore Ineguagliabile. Ma Tu – nella Tua Infinita Saggezza – vedendo ciò che è lecito, per la Grande Unione Universale di tutte le anime e non essendoci egoismo alcuno nel Tuo Essere Supremo, dopo che l’anima viene impregnata in questo battesimo rendendola trasparente come l’acqua più pura, livellandola con il Santo Fuoco Eterno del Tuo Spirito, la prodighi di misericordia verso il prossimo che abita nella terra della dimenticanza, affinché renda testimonianza della Vera Dottrina. Così sentii da parte dei tuoi ministri, la voce perentoria di tornare in questa vita, col compito di “dare”. Tornando tra lo stupore dei medici, del sacerdote e di alcuni presenti – dopo averli rassicurati che COLUI che ha la Vita Eterna, me l’ha ridata per testimoniare il Suo Amore fra noi e LUI, tornai a casa per riposarmi nel mio letto. Aspettando e riamando il mio mondo con tutte le sue sfaccettature, iniziai il mattino dopo al sorgere del Tuo astro, il mio primo giorno - di testimone – della Tua Santa Testimonianza”

 

Poi, il giovane testimone, guardando le spoglie della piccola creatura, vedendola inerme, continuò nel suo intenso dialogo con l’ALTISSIMO: ”TU SIGNORE sei COLUI che dà al momento giusto, il giusto necessario. Così quando tornai ad abitare di nuovi tra i miei simili, mi mettesti nuovamente un velo simile alla dimenticanza. Mi togliesti con grande sapienza, l’illuminazione totale affinché potessi camminare tra gli uomini vivendo del mio sudore spirituale, allo scopo di non avere privilegi alcuni rispetto a coloro che non sanno, ovvero i più poveri. Così mi incamminai col sigillo nel mio cuore, alla ricerca delle tracce che man mano, usando il mio massimo intelletto, avrei percepito e scovato nel lungo pellegrinaggio della mia vita futura. TU mi mandasti un tuo ministro in pieno giorno, affinché mi annunciasse che tutto ciò, che il mondo con le sue ricchezze mi avesse offerto o trovato e qualsiasi disciplina filosofica o religiosa avessi conosciuto, avrei dovuto astenermi, facendo voto di astinenza nei loro confronti. Avrei dovuto sì, avvicinarmi alle loro tende per conoscerne il loro cuore ed usanze, ma sempre da ospite - ringraziandoli del loro dare- sarei dovuto tornare a dormire e vivere nella tenda della Tua Santa Alleanza, allestita al cospetto dei cieli e la terra, pilastri del visibile e del non visibile. Tutto questo affinché potessi essere straniero per i miei fratelli e fratello per gli stranieri. Diventai nudo, privo di ogni bellezza che il mondo ricerca ed invidia, affinché in queste vesti da povero potessi passare inosservato tra le future fauci del drago. Perché TU mi donasti una ricchezza inestimabile. Tesoro senza uguali, scrigno di vera salvezza da portare in tutta segretezza fino al momento in cui - in future profezie -  come un antico sacerdote avrei dovuto metterlo sull’altare improvvisato come dono prezioso e come tuo unico amministratore, donarlo a quell’erede od eredi, da Te scelti al momento e luogo. Certo è, che il grande drago e la sua progenie di spiriti immondi, di sicuro mi attaccheranno su tutti i fianchi, fin quando avrò vita. Attraverso il corpo carnale malato di desideri impuri a causa del loro ministero, mi spingeranno a sperperare il seme della Tua santa progenie, inebriandomi poi con coppe fatte di sangue innocente. Ma Tu che Sei COLUI che vede l’inizio e la fine di tutte le opere dell’uomo, decretasti che il Tuo Santo Spirito collaborasse con l’uomo, non più di centoventi anni. Ti ringrazio SIGNORE della Tua Santa Alleanza concessa a noi umani per i nostri fievoli passi. Avendo accettato col Tuo benestare, il voto di assoluta povertà, privandomi di ogni sigillo regale, per essere accettato in ugual misura dai miei fratelli e sorelle in schiavitù. Pianti, gioie e dolori dovrò provare; ora per le mie dimenticanze nonché disobbedienze, ora per vanità. Questo è il giusto necessario, affinché SIGNORE, non scenda il velo a causa delle nostre opere malsane e ci impedisca di avere la Tua Misericordia, nonché vera manna, in questo deserto della dimenticanza.”

 

Fece nuovamente una pausa per prendere una foglia larga e metterla come giaciglio al piccolo corpo inerme, per posarlo poi con delicatezza, in un angolino in attesa della sua fidanzata: “SIGNORE DELLA VITA!” – continuò –“ Mi ricordo ancora quando quella sera, nella mia camera Tu mi facesti trovare il corpo inerme appartenente al piccolo popolo delle formiche. Essa nella sua completa assenza di vita, mi fece riaffiorare – oltre ad una grande pena – l’incontro avuto con Te in rapimento di spirito. Mille pensieri correvano nel mio essere ed immaginavo la sua vita fatta tra i suoi simili. Mi chiedevo, se mai avesse avuto la parola, cosa avrebbe potuto dirmi, avendo abitato come coscienza in quell’involucro. Ma in verità poi mi chiesi che se anche avessi avuto la possibilità di rivederla tornare in vita attraverso il Tuo Benestare, non le avrei certo fatto domande sulla sua vita ma semmai le avrei domandato se avesse mai conosciuto la Tua Santa Luce, prima o dopo la sua dipartita e se il suo popolo nei loro passi terreni, Ti conoscono adorandoTi. Così come al solito, per incanto, Tu mi concedesti di poter formulare direttamente ad essa, le mie ultime due domande. Anticipatamente, secondo il Tuo Santo Codice, mi illuminasti sul metodo di comunicazione temporale che avrei dovuto usare - al Lazzaro - figlia del piccolo popolo. Nelle mie mani, essa, per volere Tuo si risvegliò, piena di nuova energia nel corpo e nello spirito. Ella, con tre sì o con tre no – attraverso, ora con le zampe o con la testa – rispondeva alle mie domande da Te in verità messe sulla mia bocca. Ella, confermò che come nell’uomo, così è tra il piccolo popolo: chi Ti onora e chi non fa altro che accumulare ricchezze per se stesso. La terra della dimenticanza ha impregnato tutto e tutti nell’adorazione dell’Io personale. Dopo, mi confermò, che il suo giovane spirito, non poteva più operare nuovamente tra i suoi simili; ella aveva finito i suoi passi sulla Terra e che io ero l’ultimo compito da lei svolto. Così, in simbiosi, alzando ognuno il proprio segno di preghiera, ringraziammo Te, nostro DIO DIO DELL’UNIONE degli spiriti e dei corpi, così facendo, ci congedammo. Per alcuni giorni il suo corpo rimase nello stesso punto dove l’avevo deposto quella sera, poi in segno pietà, lo deposi tra i fiori e la madre terra.”

 

 

2° atto di grazia: La Sacra Danza Nuziale

 

Poi, da lontano, sentì la voce della fanciulla che lo salutava da lontano e i suoi occhi si riempirono di gioia e di tristezza nello stesso momento.

 

“Non ho parole!” – esclamò il giovane – “Colei che sta arrivando, non è come tanti pensano: l’anima gemella, percepita così dall’entusiasmo del romanticismo classico. Abbiamo sì, iniziato e seguito, come fanno tutti gli innamorati, il primo percorso di conoscenza dei nostri propositi l’uno verso l’altra, riempiendoci di attenzioni e piccoli doni, fatti ora di carezze, ora di cimeli terreni,ecc. La nostra felicità seguiva il normale corso degli eventi, con l’approvazione o la disapprovazione dei nostri cari. Ma poi, in una luminosa serata allettata dal profumo dei campi di grano, in piedi ad ammirare la volta celeste, assorti ad assaporare i nostri sguardi - pieni di perché sul nostro futuro - all’improvviso, pur non essendo abbracciati, ci sentimmo avvolti da qualcosa di grandioso e trascendentale. Come un fulmine a ciel sereno, dopo che il mio spirito - contemplando il tutto - chiedeva in silenzio la Tua approvazione, nonché benedizione per la mia scelta nei suoi confronti: fummo colti da un esperienza unica. Per un attimo, io ero dentro il corpo di lei, sentendo ciò che faceva parte del suo animo passato e presente e in più vedevo me, attraverso i suoi occhi. Poi, come una piuma al vento, mani invisibili mi sollevarono, percependo la consapevolezza di partecipare ad una “Sacra Danza”. Tutto ciò che era in alto: le stelle, le nuvole, la Luna, il vento, i fiori, gli alberi, dal più piccolo al più grande essere e forma di vita, che erano presenti in uno spazio non definito, mi diedero sentendoli, il loro corpo e la loro vita vissuta. Il concetto di tempo, nella misura terrena, era in me assopito.  Non avevo parole, tanto era il mio stupore quando subito dopo tornai nel mio corpo e guardando lei, mi accorsi che era stupita quanto me. Le nostre parole dopo un po’ uscirono insieme, tali e quali. Non solo le nostre bocche contemporaneamente si muovevano in sintonia unica, ma anche il nostro intelletto esponeva in accordo - come se fossimo un unico spirito ed un unica anima, la stessa identica testimonianza. TU ci desti la Tua Benedizione, facendoci entrare ognuno nell’animo dell’altro, affinché il nostro metro di misura non dettasse la nostra unione, ma semmai l’Abbraccio Interiore avuto dal Tuo Spirito. Esso è l’anello forgiato che legalizza l’unione davanti a Te. Non importa se in futuro saremo l’acqua e il fuoco in questa terra della dimenticanza, il viaggio lo faremo insieme, perché noi siamo diventati – danzando al Tuo Cospetto – ora la costola di uno e ora la costola dell’altro.”

 

 

3° atto di grazia: Il cinguettio glorioso del santo riscatto

 

 Poi, guardando gli amici da lontano che in tanti frangenti non lo prendevano sul serio e guardando il volto della ragazza che si stava avvicinando, aggiunse: ”Lo so che i giovani, che vorrebbero dire o fare, non sono tenuti in considerazione tra i suoi contemporanei. Tra i giovani tendenzialmente ci si sfugge all’ascolto reciproco per la propria esuberanza giovanile, occupati a seguire i desideri di nuove relazioni e un po’ perché manca il vocabolario di esperienza di saper raccontare per poter entrare nel cuore delle persone. Senz’altro quest’immaturità voluta e dovuta è cosa buona! Tu hai voluto – DIO DELLA SAPIENZA – tutelare in questa maniera naturale, ciò che è prezioso per noi ed i nostri simili. Questo è un sigillo che per quanto io mi possa sforzare, dovrò seguirne il corso. Sono sicuro che quando più avanti avrò già raggiunto i capelli bianchi, è la mia prole mi chiederà di TE secondo i miei passi , allora accadrà che il mio mutismo da Te imposto saggiamente - padrone sino a quel momento – si scioglierà come neve al vento. Quando il mio Io terreno non darà più il suo giudizio sulle cose che ho visto in Cielo e in terra, - allora e solo allora – TU, non so come e non so quando, mi toglierai il sigillo del voto di silenzio e saprò come “dare”al mio prossimo.”

 

Mentre si stava avvicinando la sua ragazza, prese con cautela il corpo inanimato dell’uccellino, posato sulle foglie e con respiro spirituale fece la richiesta di supplica a COLUI CHE E’: “ TU conosci già ciò che desidero chiederti: lei è la compagna che ha partecipato alla “Sacra Danza Nuziale”. Il suo cuore è puro quanto la sua giovanissima età. Così come lo è il cuore di questa nuovissima creatura che non ha fatto ancora in tempo sia in spirito e in corpo, ad assaporare non tanto le gioie e le pene che la terra della dimenticanza impone, ma che non ha conosciuto il tocco della tua Benignità secondo il suo “Io terreno”. Ecco perché vorrei, che TU lo toccassi con la Tua Mano Risanatrice, dandogli la possibilità di poter volare ed essere un Tuo testimone tra i suoi simili. Lo so che questo implica che egli dovrà - una volta rigenerato nelle sue forze sottili e pesanti - senz’altro immediatamente essere accettato e accudito da una nuova madre della sua specie. Chiederò aspettando il Tuo segno di approvazione, che sia lei chiedendoti con le sue parole e le sue mani, il tramite di questo “ritorno alla Vita!”

 

Arrivò indiscutibilmente il segno e nello stesso tempo lei, accorgendosi con rammarico del contenuto delle povere spoglie tra le foglie, esclamando:”Poverino! Vedendo questa grande macchia sulla sua piccola schiena, mi viene da pensare che dev’essere morto per la pesante caduta! Le sua fragilissima schiena, non ha retto all’impatto! Ma poi non ha neanche una piccola piuma, dev’essere senz’altro appena nato!”

 

Ed accarezzandolo, mossa da pietà, pianse lasciando cadere delle lacrime sul suo corpicino.

 

-“Senti...” – disse con tono consolatorio il giovane – “ Tu  sai  che  nel catechismo che tu spieghi ai più giovanissimi, c’è la storia del Cristo risorto e delle sue opere miracolose, volte in verità a portare l’umanità che l’ha ascoltato, verso la Vera Fonte di adorazione che tutte le creature devono avere. Questo, per non cadere nel culto della persona e deviare di conseguenza nell’idolatria. L’eredità miracolosa del Nazareno, proveniva unicamente dall’ETERNO, nonché PADRE CELESTE. Ogni attimo della sua esistenza nell’operare nel dare ai suoi simili, era impregnato non dal suo volere, ma dal permesso dato di giorno in giorno dall’ETERNO, di poter usare il “pane quotidiano” che l’ALTISSIMO faceva scendere dentro di lui ed intorno a lui.” – accarezzandole il viso, continuò – “Alza gli occhi verso il Cielo, pensa a COLUI che non è solo il CREATORE, ma COLUI che non solo conta i nostri passi, ma li corregge, prima, durante e dopo la nostra vita terrena. Se a DIO piacerà, manderà attraverso i nostri cuori, la “benedizione” e il piccolo si ciberà del “pane quotidiano”, che trascende saziando, ogni perché.

 

Il silenzio della preghiera interiore, fatta con zelo assoluto le illuminò gli occhi ed una lacrima di gioia – nata dall’interiore - anticipò la mano invisibile dell’ALTISSIMO che prima, sottoforma di vento soave e poi di una carezza, che attraversava le loro menti e i loro corpi, si concentrò in tutto e per tutto sul corpo inanimato della creatura. La fanciulla si guardò le mani socchiuse, perché un formicolio proveniva tra le foglie. Ciò che fino ad un attimo prima, era una sentenza di morte,  fu annullata del tutto, dal muoversi incontrollato dell’uccellino e dallo sbattere sempre più intensivo delle palpebre e da un intenso luccichio degli occhi.

Ella smise di non avere parole e riempì il silenzio, dicendo rivolta verso il cielo: ”Grazie per ciò che hai fatto per lui! E’ la prima volta  in vita mia, pregando, che ciò che per me era un sogno evangelico, è diventato pura realtà.“

 

Poi si rivolse al giovane se era d’accordo di preparare un nido improvvisato, esponendo però con amarezza i suoi dubbi su come poteva sopravvivere, essendo lei priva di esperienza e per lo più non avendo più una madre che lo accudisse.

Rispose subito il giovane: ”Non ti preoccupare, noi dobbiamo soltanto metterlo col suo nido tra i rami di qualche albero; il nostro dovere è fare ciò. Sarà l’ALTISSIMO a decidere per lui: una madre simile a lui o vicino a lui oppure altro.”

 

Dopo aver trovato l’alberello adatto – lontano da occhi indiscreti – lo posarono salutandolo e si allontanarono con la promessa che dopo alcune ore, sarebbero tornati a dare un occhiata.

Infatti, alcune ore dopo fecero un sopralluogo per assicurarsi che tutto andasse bene, ma con rammarico, videro che il nido era vuoto e nascosto tra sotto i cespugli, tra la terra c’era una ammucchiamento di formiche bellicose che attanagliavano con grande famelica attenzione, le spoglie nuovamente inermi del piccolo volatile.

“Guarda!” – disse lei a lui – “Sembra un intero formicaio! Non c’è un punto vuoto sul suo povero corpicino dove non ci sia una formica! Di sicuro questo, per quanto ne so è un segno inevitabile che la sua ora che era stata prolungata da DIO, è scaduta. Dobbiamo rassegnarci che non ci sarà più un ritorno!”

 

E con un singhiozzo misto ad un pianto soffocato, si sedette con le spalle appoggiate al fusto dell’albero, lasciando che tutto andasse secondo i piani del normale ciclo naturale, dove la morte di un corpo, può servire per la vita di altri. Mille pensieri accompagnavano il suo sguardo perso nel vuoto.

 

“Non ti preoccupare! – la tranquillizzò lui – “Ciò che è inevitabile per le nostre realtà più amare, è per COLUI che è al di sopra di tutto e di tutti, una pura illusione. Alzati e chiedi di nuovo con tutto il tuo essere. Il dubbio e le incertezze, quando noi agiamo, la fanno da padrona sui nostri propositi. Ma EGLI E’ lo stesso di ieri, di prima, di domani e per sempre! EGLI E’ l’ETERNO! I Suoi disegni, a volte non li accettiamo, perché non vediamo – avendo pochi passi nella nostra vita – il fine per cui quando noi siamo presenti e li incrociamo sulla nostra strada, giudicandoli amari e forse crudeli, rimaniamo allibiti. C’è un momento per la semina e un momento per il raccolto: così positivamente c’è un momento per la nascita e un momento per la morte. Tanta è la nostra ignoranza sui Suoi propositi, quanto lo sono i granelli di sabbia, sparsi nella creazione. Chiediamo di nuovo, come facevamo da bambini coi nostri genitori: EGLI  CHE E’ il Padre e la Madre di tutti e dei perchè, se riterrà giusto, darà nuovamente, passi ancora più vigorosi al suo corpo e al suo spirito, oppure Ha ritenuto giusto che la Sua brevissima camminata in questa terra deve avere pace ora.”

 

Detto questo, il giovane nel frattempo - avendo ricevuto il segno celeste, che potevano nuovamente richiedere al GRANDE SPIRITO MISERICORDIOSO  - con delicatezza verso il piccolo popolo avvisandoli, che l’ALTISSIMO aveva nuovamente altri propositi per la loro preda, accettarono con un piccolo gesto, di lasciare velocemente e totalmente il corpo. Poi, sollevandolo e appoggiandolo su un letto di foglie, lo porse tra le mani di lei: ”Chiedi nuovamente con tutto il tuo spirito, per questo tuo prossimo a cui tu hai dato le tue attenzioni con tanto amore compassionevole!”

 

Ella come se fosse una madre, lo avvicinò al petto e socchiudendo gli occhi con intensità silenziosa, interiormente, chiese. Non solo questa volta le mani a malapena potevano trattenete l’energia improvvisa dell’uccellino, ma emetteva un cinguettio così rumoroso da sembrarne tanti. Tanta era la vitalità che dovettero subito preparare un nuovo nido più grosso e più compatto. Sta volta non lacrime di gioia ma improvvisi gridi di gioia mista a risate fuori dall’ordinario: ”Mi raccomando” – disse lei –“ questo nuovo alberello è più alto, quindi fai attenzione che sia ben fissato. Sono quasi tre metri e più, difficilmente qualche intruso da terra lo potrà trovare. Speriamo solo che una madre tra questi alberi, lo possa crescere!”.

 

Mentre si allontanarono, lui, le disse che quando sarebbero ritornati a controllarlo, sapendo delle sue insistenze e avendo chiesto nel frattempo, avrebbero dovuto accettare – se mai si fosse ripetuto l’inevitabile – ciò che il piccolo popolo per sua natura stava finendo di fare.

Era quasi il tramonto e prima che la luce dell’astro, andasse via, essi tornarono per controllarne gli eventi. Avvicinandosi videro che il nido si trovava posato per terra e nessuna traccia del piccolo popolo nei dintorni… Solo che all’intero non c’era il piccolo uccellino. Cercarono nei paraggi e non lo trovarono. Era un posto molto isolato e non frequentabile da bambini o altro.

Disse lei: ”Sono passati forse tre quarti d’ora, ci siamo anche assicurati che nessuno ci vedesse e poi per essere precisi, abbiamo assicurato un altezza così sicura e così ben fissata tra i rami folti e sottili con quelle foglie grandi che a malapena un insetto poteva passarci o un gatto arrivarci per il suo peso. Non so cosa pensare, ma ho la sensazione che qualcosa di anomalo sia accaduto non di male, ma sento di bene. Lo sai? Mi chiedo se veramente era reale il suo corpo. Il nido da quell’altezza, per causa di animali sarebbe stato rovinato sia per esser stato strappato – essendo legato ai rami – e sia per la caduta! Esso giaceva invece, così come l’abbiamo fatto, integro e senza nessuna macchia di sangue. Forse DIO, nella Sua Grandezza o ha steso la Sua Mano per riprenderlo o il piccolo non è mai stato piccolo, non è mai morto e non è mai vissuto, perché era un angelo del SIGNORE.

Ed abbracciandosi, lui annuì dicendole che la” gioia unica” che si riceve nello spirito attraverso i segni fuori dall’ordinario, per opera dell’ALTISSIMO, è la vera risposta universale, che conta per noi viventi in questa terra dei tanti perché…

 

 

 

Ululato da lupoanziano alle 15:00 | commenti (218)
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domenica, 19 ottobre 2008

 

La carezza risanatrice della rinuncia

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Era ornai finito il tempo del ritiro spirituale nei boschi per il giovane  ricercatore. Tornando a casa, capì che lo pseudonimo “sciamano”che i compagni stranieri gli avevano accollato per la sua originale peculiarità con gli elementi e le creature, doveva essere cambiato in “testimone e divulgatore del  principio unico”, diritto di tutte le creature viventi conoscere la santa verità dimenticata. Così, facendo  ammenda un cuor suo su ciò che aveva ricevuto per grazia avrebbe dovuto essere divulgato a qualunque creatura vivente.

Fu in quei tempi, che era solito aspettare in una panchina del viale, sia la nuova ragazza, e gli amici. Sapeva che in quel tratto alberato, il pezzo di Cielo e di terra verde avrebbe fatto da cornice al suo operato. Mentre rifletteva con alcuni appunti scritti - che teneva aggiornato su alcuni momenti salienti spirituali che alla sua giovane età avevano portato la sua personale esperienza – fu interrotto da un evento, frutto della strada.

Una macchina, colpì in pieno un cane fuggito dalla mano della giovane padroncina…Una frenata, un guaito e poi l’urlo straziante della bambina.

Tutto era avvolto in un silenzio d’immagini.

L’automobilista sconfortato per aver messo sotto il cane, guardava ammutolito la giovane soccorritrice che piangendo chiamava per nome il suo amichetto a quattro zampe. Il povero animale, privo di ogni forma di energia giaceva con le spalle sull’asfalto e le zampe rigidissime. Il suo sguardo assente di pupille e la lingua appesa dal suo labbro, confermava alla sua padrona e ai presenti, che non avrebbe più potuto leccare le sue manine in segno d’affetto.

Tutto era palese in modo cruento nel cuore della bambina. Aveva capito che il suo fido, non poteva più correre e giocare con lei. In ginocchio come fosse in una preghiera, in un silenzio irreale trattenendo i continui singhiozzi fissava il vuoto immaginando il suo fedele amico nelle scene del passato fatto di vita e di risate.

Essa fu consapevole per la prima volta nella sua tenera età che ciò che è prezioso per ognuno di noi, può essere tolto da una forza fino allora sconosciuta. Ella assaporò il vero amaro della vita, cioè “la morte”.

Il suo cuore fu veramente trafitto da una freccia avvelenata inaspettata.

Fu in quel momento, quando vide gli occhi della bambina che incrociavano i suoi in una disperata richiesta d’aiuto, che il “giovane testimone” impietosito dall’innocenza di quelle due creature, separate in quel modo drastico che pregò in silenzio il GRANDE SPIRITO.

Egli disse in cuor suo: ” SIGNORE della pace dei perché, DIO MISERICORDIOSO, che unisce tutte le Sue creature in un unico cuore, GRANDE SPIRITO d’Amore, un giorno TU mi rapisti in spirito e parlandomi col fuoco della purificazione non mi facesti andare nel loco dei morti. Col Tuo Abbraccio Divino come un Buon Padre, mi guaristi dai miei sbagli e riempiendomi di una gioia che non è di questo mondo risvegliasti di nuovo il mio spirito, che giaceva assopito nell’ignoranza totale come “Io separato” sotto il l’influsso degli spiriti immondi, ristabilendo di nuovo l’Antico Patto dell’anima. Ti mi desti nuovamente il Sigillo della Corona Reale, affinché potessi stare di nuovo in posizione eretta davanti a TE e poter camminare di nuovo tra i miei simili con l’ordine imperativo: “di dare”. TU mi affiancasti le alte Podestà Nascoste assise tra i Cieli e la Terra acciocché gli elementi di aria, acqua, fuoco e terra, sotto la loro autorità con la Tua Benedizione testimoniassero nella Sacra Danza, la tua parola profetica attraverso le mie labbra. Ecco, TU conosci il mio cuore in questo momento e la ferita ora provocata da questo evento che senz’altro, da sempre nel mondo è cosa ordinaria. Una vita nasce e una muore in questa “terra della dimenticanza”, diventata tale a causa “dell’Io separato ”. Dolori e gioie inondano da sempre, questa terra sterile, mettendo nello sconforto più totale, anche gli spiriti più puri come questa bambina. Tanti sono i misteri “dei perché” (secondo gli uomini) TU ora agisci in un modo benevolo verso un individuo o una popolazione oppure vengono colpiti in modo forte da maledizioni. Essi interpretano  tutto questo dandoti infiniti nomi ora vicini, ora lontani dalla  Tua Vera Responsabilità e Natura. Ma io, SIGNORE - essendo stato tra le Tue Braccia e conosco che tu sei il DIO della “pace dei perché”- ho riconosciuto che solo il Tuo Amore nonché Estasi Divina, scaturisce in modo ineguagliato dal “Tuo Essere Unico”. Ogni anima che ne viene inondata rinuncia al suo “sé”, in ogni tempo e modo, tanta è  la Tua Magnificenza. Ecco perché il mondo, deve conoscere la Tua Gloria. Ecco che in modo non egoistico, pur sapendo che essa vorrebbe stare ai tuoi piedi in servizio di totale devozione, TU la sollevi e mettendola in posizione eretta gli ordini di staccarsi dallo “stato di quiete universale” per andare a predicare ed essere testimonianza della Tua Luce nonché Verità di Vita in tutti i mondi della dimenticanza. Io so che tanti bambini muoiono di fame e di atrocità di ogni genere e forse lei ha avuto fino ad ora, molto di più di altri suoi coetanei. Senz’altro sai già quello che Ti voglio chiedere per lei, perché Tu conosci il cuore e i passi dell’uomo, prima che l’anima e il Tuo Spirito abitino in esso; ecco perché Ti ringrazio fin da ora.”

 

Al che il giovane testimone fissò il Cielo, riconoscendo “il segno profetizzato” nel suo cuore un attimo prima sorrise, capendo che il DIO DELLA VITA avrebbe manifestato un segno di misericordia. Sentì “una voce” non udibile da nessun altro testimone che gli dettava quello che avrebbe dovuto fare: ” Alzati, e fai da tramite. Ti avvicinerai con discrezione, portando un sorriso ed una carezza sulla testa della bambina, così facendo la consolerai come tu sai, con le parole di conforto e di attenzioni. Farai molta attenzione che nessun ’altro orecchio che non sia il tuo, sappia  che il suo cagnolino caduto nella valle “del non essere “ a causa delle impurità accumulate che devono essere  in quel luogo decontaminate. Essendo esse generate “dall’Io infernale”, incompatibile coi regni luminosi governati dell’ETERNO .Gli sussurrerai come un buon fratello di chiamare il cagnolino per nome. Prenderai la sua mano e la tua per metterla sulla testa dell’animale. Facendo capire a lei e alle persone che stanno intorno, che stai consolando la bambina invogliandola ad accarezzare il suo fedele amico. Allora il dormiente tra le tenebre, tornerà velocemente padrone del suo corpo ed in un batter d’occhio girandosi, zampetterà e guairà di gioia verso la padrona e il mondo. E la gioia con nuove speranze di vita inonderanno lo spirito giovane di loro e dei presenti. Tutto questo farai con assoluto zelo e riservatezza affinché i presenti non cadano nell’errore di idolatria nei tuoi confronti. Tu sai che il servizio vero di devozione verso l’ETERNO è la rinuncia a qualsiasi adulazione verso il culto della propria persona e come tu hai potuto accertarti, il mondo della dimenticanza è diventato tale a causa di questo abominio. Tutte le benedizioni sono elargite esclusivamente solo dall’ETERNO. EGLI detiene la Sapienza di come distribuirle equamente tra i viventi di tutto il creato. ESSO, ne conosce il tempo della semina e della raccolta, affinché ci sia  sazietà d’animo e ogni dubbio sia dissipato tra i contendenti. Riconoscendo che tutto ciò è nelle Sue Mani è nessun’ altra fonte può avvicinarsi alla Sua unica metodologia gloriosa e miracolosa. I Cieli e la terra ne sono continuamente testimoni, perché in essi sono incisi i Suoi Infiniti Nomi. Guai a colui o a coloro che si appropriano di simili  atti  in modo subdolo. Con artifizi e conoscenze  temporali che nascono e muoiono in questa terra della dimenticanza essi,  usurpano la vera investitura dei Suoi profeti. Essa è  Concessa dall’ALTISSIMO ai sui amministratori  scelti e  mandati  a testimoniare queste ricchezze che in spirito profetico attraverso i cieli e la terra  legalizzano il loro mandato davanti al mondo. Questi sono Nefilìm o falsi profeti, fanno cadere il cuore degli altri uomini. Usando la debolezza degli afflitti e dei malati di qualsiasi genere, li convincono a saziarsi delle loro parole medicamentose e riti belli a vedersi, facendo della loro persona, un trono di idolatria personale per se stesso e per i suoi discendenti. Così accade che falsi dei e dottrine siano pietre d’intralcio al vero cammino spirituale fatto di passi di assoluta umiltà verso il Potere Benefico dell’ETERNO. L’uomo  è solamente il depositario, nonché erede di queste benedizioni divine. Così E’! Ora vai e “dai” con lo spirito di umiltà!”

 

Egli si alzò e con grande sorriso nel cuore fece i “passi” dettati dal GRANDE SPIRITO. Quel giorno, la Carezza Invisibile della Mano Divina portò di nuovo alla Vita le giovani aspettative piene di affetto rinvigorendo ancora di più l’alleanza sincera tra una figlia d’uomo e un figlio del “piccolo popolo” (il regno animale).

Il giovane testimone, salutò con grande entusiasmo l’ALTISSIMO ringraziandoLo in cuor suo, di essere stato (anche se l’unico) testimone che l’ETERNO stende la Sua Mano quotidianamente nel rispetto e nel silenzio più intimo, sapendo che se anche coloro che sono stati i beneficiari della Sua Benedizione, non sanno del Suo Intervento, e non Gli hanno innalzato un tempio o una preghiera, EGLI dona oltre le barriere del tempo e delle ragioni legate a giudizi umane temporali. Il SIGNORE ha dato a lei ed il suo cagnolino senza aspettarsi in quel momento che in nessun altro riconoscesse il Suo Intervento. Anzi, ha chiuso la bocca del testimone affinché nessuno sapesse. Questa ha insegnato al giovane testimone, che il vero potere, è dare con “assoluta umiltà”.

 

 

 

Ululato da lupoanziano alle 20:51 | commenti (117)
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lunedì, 01 settembre 2008

 

La profezia dei trenta giorni

aurora 3

Sin da quando nasciamo, ognuno di noi, figlio, sa del proprio futuro che gli spetta, perché l’abbiamo visto attraverso gli occhi del proprio padre. Questa si chiama “eredità”.

Cari amici, ci tenevo a ribadire una cosa. Queste storie sono dettate da mio padre, per filo e per segno così come le ha vissute e sentite. In esso, semmai c’è solo l’aggiunta degli anni dei suoi che ne fanno una perla custodita dalla memoria nel suo animo. E ne fanno un fresco messaggio odierno attraverso il mio giovane contributo di colui che vuole apprendere dalla saggezza degli anni. In simbiosi divulghiamo con tutto il nostro cuore pura testimonianza di una fede così com’è stata percepita dal vissuto di un “giovane guerriero”.

 

 

Sempre dal santo sentiero onorevole

 

Durante tutto il suo ritiro spirituale nella terra francese, il giovane sciamano era solito intervallare il tempo della pratica (il testimoniare) con alcune visite al suo villaggio.

Come sempre succede, o per curiosità o per pettegolezzo, egli doveva sempre sottoporsi ad incursioni indagatrici dei suoi concittadini.

Tutto ciò che è insolito nelle comunità che vivono in una borghesia mentale viene messo non certo più a rogo, ma i nuovi giudici con armi più civili, tendono ancora in modo più sottile a dissacrare ed isolare l’individuo che secondo loro calpesta la loro convinzione religiosa, filosofica o nozionistica.

Era da tempo che alcuni suoi amici e conoscenti  prendevano parte a discussioni accese sulle sue spontanee rivelazioni ed affermazioni che sosteneva con cuore aperto a chiunque avesse orecchie.

Spesso le discussioni preferiva farle all’aperto, seduti pacificamente o nelle panchine del paese o in mezzo a prati verdeggianti; perché sosteneva che lì all’aperto i cieli e la terra avrebbero testimoniato in suo favore.

Diceva spesso ai suoi ascoltatori che non ci sono chiese o posti artificiali (pur rispettando in modo assoluto quei luoghi) che possano del tutto onorare L’ALTISSIMO ed ospitare le Sue Manifestazioni Gloriose; perché tutti questi posti sono segnati da simboli secondo conoscenza d’uomo e in più le loro arcate maestose non possono competere con l’immensità dei cieli, non tanto per la bellezza ma perché non potrebbero ospitare IL VERBO VIVENTE nelle Sue Infinite Sante Espressioni.

 

-“ E’ lecito che voi sosteniate”- disse con voce rassicurante il giovane “sciamano”, rivolto ad alcuni amici amanti delle scienze esatte-“ che in questa epoca dove tutte le dottrine religiose, umanistiche, filosofiche, scientifiche, ecc debbano emergere in modo palese e oggettivo. Voi stessi avete praticato e quindi mangiato dalla ciotola di alcuni maestri. Ognuno di loro o vi ha lasciato un vuoto o vi ha dato un punto per maturare la vostra personale ricerca. Continuate a dire che la sete e la fame di conoscenza sono ancora assopite dentro di voi. Ma a guardar bene, io suggerisco prima a me stesso e a tutti voi che mi state ascoltando che ciò che manca nella grande ricerca come tassello illuminato nonché chiave di volta è un sincero atto di umiltà nei confronti di chi non ha mai avuto e mai avrà le nostri naturali risorse. Sto parlando di tutti i disabili che nel dolore del silenzio e rassegnazioni , hanno da sempre solcato in noi “sani”la malsana e boriosa convinzione  nel nostro immaginario collettivo che la loro diversità non ci appartiene. Confinandoli come casta più indesiderata tra il genere umano, assicurandoci che non contaminassero con il loro” fato “ li escludemmo come ”poveri di spirito”  nonché pietra d’intralcio per la nostra razza dominante conosciuta nelle ultime ere come “ homo sapiens”. Con questo titolo araldico universitario  ci incoronammo unici eredi della sapienza su tutti e tutto. Spingemmo questi fratelli di un dio minore ai  margini delle cattedre in gara per il sapere di chi più ha più sa.

Verità per verità ribadisco; essi sono e sempre saranno le vedette dell’ALTISSIMO. Essi sono anime grandi che si sono private di ogni ricchezza per essere testimoni tra i viventi che per accostarsi al Regno dei Cieli, se non si è simili a loro che nacquero bambini  privi di bellezza fisica e psichica. Nella maggior parte dei casi dimostrando di essere i più poveri tra i  poveri. Possiamo constatare che ognuno di noi possiede intatto l’intelletto coi cinque sensi sani; possiamo ancora misurare ciò che potrebbe essere dal non essere. Voglio dire che se vogliamo avere accesso alle alte Verità che compongono il mosaico del Sublime, dobbiamo lasciar fuori dal nostro io condizionato per un fatto di educazione del sistema che ci ha accudito fino a quel momento come una chiocciola e far voto di pura umiltà. Non ci dobbiamo dimenticare che quando eravamo neonati noi sentivamo ed udivamo il giusto necessario affidando la nostra natura in erba totalmente tra le braccia della nostra giovane madre e la forza sicura delle mani del nostro padre. Per diverso tempo i nostri genitori nel bene e nel male sono stati i nostri insegnanti e soccorritori a tutti i nostri “perché”. Poi un giorno abbiamo messo piede (come gli uomini della Luna) sulla Terra girando le spalle ai genitori, issando la bandiera “dell’io sono” abbiamo voluto conquistare il sapere del mondo.”

 

Nel frattempo il giovane “guerriero” si tolse la maglietta nonostante in quel momento fosse giunto un improvviso vento freddo con pioggia. Rivolto ai suoi compagni (che al contrario erano già riparati sotto un albero dall’improvvisa ventata) aggiunse stando seduto comodamente sulla panchina, in compagnia del suo fedele amico Pino, quanto segue:” Consiglio a tutti di prendere in esame ciò che ho fatto un attimo fa e le sue conseguenze benefiche che il GRANDE SPIRITO vi sta testimoniando!”- essi stavano osservando con curiosità e stupore che la pioggia e il vento non faceva capolino sulla testa dei due giovani eremiti-“ Prima di parlare di come si muove la vera dottrina, vi chiarisco perché contrariamente alla vostra logica abitudinaria io mi sono tolto l’indumento. Ricordate di sicuro che San Francesco d’Assisi si denudò totalmente di ogni indumento! Egli con quel gesto insulso per le masse, volle trasmettere ai più; che se non si rinuncia totalmente a quell’Io sono(cresciuto e viziato) nella sua forma di giudizio che il mondo ha talmente amato, non si può accedere alla vera comprensione. Infatti dopo aver visitato i poveri, ebbe l’illuminazione. Quando mi avete visto togliere la maglietta  e voi giustamente avete trovato quest’azione insolita, voi avete misurato con l’Io separato,  il muoversi delle cose che stanno in cielo e in terra. Così facendo, togliamo ogni speranza di poter accedere alla grande unione della Sacra Danza. Nel togliermi la maglietta io ho voluto trasmettervi l’approccio verso IL SUPREMO.

Per amore della Verità ho chiesto un attimo prima di poter essere il tramite per potervi far accedere all’apertura della Sacra Porta. Perché ho sempre saputo che un diritto di tutti conoscere DIO e siccome vi è stata sempre divisione tra gli umani il mio ritiro spirituale con il mio compagno e testimone Pino, doveva fin dall’inizio avere questo scopo. Così fidandomi di LUI che dona e prepara senza confini di tempo ho chiesto che questa Alleanza che mi ha concesso potesse essere testimonianza continua;  non importa il modo o il tempo dove essa si manifesta, EGLI essendo l’ETERNO e avendo il tempo in una della Sue Mani concede come già detto fino alla settima generazione la Sua Benedizione. Ecco che la stessa(la benedizione) che ci ha accudito in diversi frangenti in Francia  si è manifestata e si manifesterà ancora tra noi e chiunque porterà questa lieta novella nel cuore come testimonianza.”

                                                                                                                                          

Pino, con una risata liberatoria, avvicinandosi agli interlocutori che tra incomprensione e stupore cercavano di asciugarsi gli indumenti nonostante fossero corsi al riparo,  prendendo un lembo dei loro capi aggiunse: “Avete visto che non è quasi servito a nulla trovare un riparo, il vento e la pioggia diversamente da come vi sareste aspettato, vi ha cercato e scherzosamente toccato! Quando ho visto che lui ha fatto il contrario della logica, ho riconosciuto vivendo assieme a lui, quel tipo di “gioco divino” , che il GRANDE SPIRITO ama donare ai Suoi testimoni. Ho compreso senza ombra di dubbio che fidarsi di LUI vuol dire chiudere gli occhi del nostro giudizio e lasciarsi andare (come dice il mio amico), affinché il cuore in una improvvisa gioia che non è di questo mondo ti pervada. In quel momento misteriosamente, senti una voce o una percezione che ti induce a chiedere un impossibile. E come fanno i bambini quando chiedono la Luna al padre, così senti di chiedere qualcosa che va contro il normale senso delle cose. In verità non è una sfida, ma la certezza che L’ALTISSIMO farà danzare noi e gli elementi su nuove note musicali, testimoniando al mondo che EGLI  E’ veramente DIO. Voglio concludere, e qui finisco la mia arringa in favore della Vera Dottrina, che lei dona certezza indiscutibile a tutti i nostri dubbi, perché oggettivamente come avete straordinariamente visto: in un attimo profeticamente parlandoti nel cuore si annuncia e accettandola, danzando si manifesta.”

 

-Mah?- irruppe subito dopo Franco, il più razionale del gruppo- “A parte quello che state sostenendo, a mio avviso questo tipo di dottrina mi sembra troppo semplice! Dico così perché tutti i maestri di diverse discipline (ed io ne ho fatto parte) sostengono che ci vogliano anni di dedizione per avere accesso ai doni spiritual! Da come tu sostieni, visto che sei stato l’iniziatore di Pino, chiunque può avere in un attimo l’illuminazione o come lo chiami te “il diritto di conoscere DIO e la Vera Dottrina”! Allora tutte le fatiche di chi si butta nelle conoscenze e nei libri e quindi l’uso dell’intelligenza praticata attraverso secoli di nozioni, in questo caso sono bandite ai più per darla ai semplici? Io non credo che l’ignoranza debba essere appagata, mentre la cultura deve essere messa sul rogo?E’ vero che tutti noi oggi abbiamo assistito a un avvenimento fuori dall’insolito e ne sono anche rimasto sinceramente turbato, ma di sicuro siamo convinti che una spiegazione scientifica c’è! Lourdes ed altri casi simili sovrannaturali sono, sotto inchiesta scientifica! Alcune risposte possono essere spiegate, altre no! E’ vero che ciò che ho visto ora è contrario alla mia logica, però una serie di circostanze, sono avvenute. Se è vero da come tu e Pino avete spiegato, quando parli della profezia, che in questo caso sembra  tu non l’abbia esposta prima, posso pensare che tu abbia solo percepito qualcosa che sarebbe accaduto! Tu sai che in laboratorio la scienza, prova a tavolino le teorie e di conseguenza, se si possono ripetere come dicono loro, allora diventa prova reale!

 

-“Dovete sapere”- riprese il giovane sciamano -“che non si tratta di doni spiritual accreditati nel tempo che erano celati per poi essere conquistati dal prescelto a tempo e debito in quel luogo o in quella razza e né si tratta della “sacra vibrazione Om”, (ovvero potere dello spirito sulla materia) elargita attraverso severe discipline dell’allievo da parte del venerabile maestro. Tutte queste ricchezze, come vogliamo chiamarle, furono e sono tutt’ora temporali. Esse appartenevano e appartengono ahimè tutt’ora, come eredità separatrice, nonché sterile tra le culture del mondo. Infatti le fazioni di pensiero religioso, sostengono negando al vicino che il  loro sentiero, è l’unico da intraprendere. Tanti hanno onorato, il loro credo sacrificando la propria vita e questo ne fa onore. Ma quando tutto ciò, passa di generazione in generazione, perdendo l’impronta spirituale del suo fondatore, attraversando le memorie dei suoi predecessori, pur essendo in buona fede essa si assopisce offuscando la sua originale forza. Ogni insegnamento d’uomo per quanto sia in vita ha un alba ed un tramonto. Questa metodologia dello stato delle cose dei popoli antichi (ovvero dei nostri avi) servì  per riscattarsi con l’ALTISSIMO, essendosi allontanati al principio della caduta nella terra della dimenticanza. Essa fino ad oggi è stata l’età dell’uomo! Chi più e chi meno, ha dato con le sue capacità e doti volenterose il contributo a cercare tracce che riportassero alla simbiosi con le cosiddette forze superiori. I nostri archivi monumentali dei saperi vecchi e nuovi sono come letti di fiume in piena. Siamo inondati di informazioni tant’è vero che siamo “i dotti ad oltranza”. Ma ironia della sorte ci sentiamo più soli che mai, perché ognuno dalla sua torre, pur sapendo di sapere, gridando non viene udito. Sino ad ora l’uomo e le sue opere  hanno parlato di sé, davanti al SIGNORE… ora saranno le opere del SIGNORE a parlare di SE’, davanti all’uomo. La Sacra Porta Stretta, che fu celata all’umanità a causa del suo libero pensiero dottrinale, sta per essere spalancata attraverso tutte le coscienze nel mondo!”

 

Poi alzandosi prese un filo d’erba e muovendolo tra le mani, sempre lo sciamano aggiunse: ”Da quando è venuto al mondo, umilmente ha accettato, vivendo nel proprio territorio, tutto ciò che la natura gli ha donato. Tutto il vissuto di esso(del filo d’erba) può sembrare al giudizio dei tanti, una vita vissuta nella semplicità, accettando con rassegnazione la buona e la cattiva sorte; anche questo per i soliti può sembrare un atteggiamento di sottomissione  e quindi pieno di ignoranza. E’ più facile che lui e la sua progenie passino indenne nel futuro con tutti i suoi tributi com’è stato anche nel passato, che le nostre stirpi con tutte le loro corone  dorate dall’intelletto possano vantare tanto tempo abitativo, in questa terra della dimenticanza. Lo so che non è facile rinunciare al proprio Sé araldico, ma se vogliamo partecipare alla Sacra Danza come ospiti graditi e sederci gioiosamente al Grande Unisono della Verità Sublime dobbiamo lasciare ogni ricchezza alle nostre spalle. Essere come i fratelli più poveri bloccati nelle loro azioni fisiche e mentali, privandosi della vecchia armatura, che ci faceva grandi nel mondo e lasciarsi flettere fiduciosi al nuovo abbraccio materno della Vera Dottrina; aspettando con vera umiltà e  nudità di giudizio affinché il GRANDE SPIRITO soffi nel nostro cuore il nuovo alito rigenerativo spirituale.“

 

Tutti i presenti assorti in un rispettosi silenzio per i concetti esposti con tanto entusiasmo e capendo che i più razionali forse un po’ confusi e assetati di “perché”, lo sciamano, dopo una breve pausa di riflessione, togliendosi nuovamente la maglietta, disse rivolto ai più scettici: ”Avete visto che, anche se sono stato prolisso e ben attento a usare esempi verbali, non è bastato a chiarire alcuni punti da me esposti. Questo perché la mente nozionistica è concentrata su  dettagli e sinonimi basati sui simboli e calcoli grafici ed essendo molto spartana nel selezionare immagini e suoni esterni, che sono a lei consone per la sua evoluzione scolastica. Così, agendo in buona fede  per sé stessa non si accorge subito dei dettagli preziosi che le sono intorno nel quotidiano. Se non è frutto di calcoli, la semplice “semplicità” è vista come pietra da scarto. Sapendo questo, quando io chiesi in silenzio al GRANDE SPIRITO di poter essere tramite con voi tutti, mi fu suggerito in “cuore” di non profetizzare l’evento straordinario, al quale  noi tutti avremmo assistito e vissuto, ma facendo il gesto di togliermi l’indumento fuori da ogni logica, essendo voi amanti della logica avrebbe avuto sia nel vostro cuore e nella vostra mente, un impatto inaspettato. Infatti è più facile ricordare le cose inusuali ma oggettive che un bel dialogo lungo e filosofico. Quindi quel gesto insolito vi ha portato come conseguenza a memorizzare con più semplicità il dopo. Sapendo che avrei dovuto fidarmi di fare quel gesto ispirato in silenzio di devozione verso COLUI che fa danzare gli elementi, contro ogni logica della meteorologia, mi sono lasciato flettere dal Suo Braccio Interiore. Fidandomi che ci avrebbe donato una testimonianza forte di SE’ STESSO, contrariamente a quello che è accaduto a voi nel fuggi –fuggi, ci ha anticipatamente protetti. Sapendo dentro di me che LUI sin dall’inizio della “Santa Alleanza” coi patriarchi prima e donatami ora: fosse testimonianza verace al di sopra del tempo,  avrebbe ordinato ai venti e la pioggia di non toccarci. Voi sostenete che le coincidenze non determinano una statistica, anzi per essere tali devono essere ripetute con le basi nozionistiche adeguate. Ebbene! E’ da sempre in Verità che l’uomo chiamatosi “sapiens” sfida, chiudendo gli occhi della vera ragione (nascosta dentro di lui)l’infinita pazienza del suo VERO BENEFATTORE UNIVERSALE. Nonostante le continue  micro e  macro cosmiche testimonianze che il GRANDE ARCHITETTO ,sconosciuto alla loro vanità intellettuale, ha donato come eredità affinché fossero prove continue della Sua Sovrana Presenza ed Ingegnosità.”

 

-“Allora?”- disse Ezio, un altro interlocutore- “Da come abbiamo visto e sentito, riassumendo il tuo contenuto diciamo di questa tua singolare dottrina, sostieni che chiunque può sentire e vedere le manifestazioni straordinarie del DIVINO! Affermi che è arrivato il momento di conoscerLo oggettivamente e pubblicamente! Non solo lo sostieni, ma come un avvocato affermi che è un diritto - non solo dell’uomo, ma anche di tutte le creature visibili e non -  averNe piena coscienza! E tutto questo nel modo più semplice!? Praticamente la Grande Verità ricercata da sempre con ogni mezzo mentale e  fatica fisica e discipline che hanno sconfinato nell’assurdo, la si doveva cercare dietro un semplice atteggiamento psichico e corporale di un bambino!? Nella normalità più normale di vedere il mondo dove gli adulti sarebbero banditi, c’è il Contatto col GRANDE SPIRITO!?

 

-“ Sì! ”  - rispose con fermezza il divulgatore di questo dimenticato orizzonte sul mondo mistico -“EGLI mostra le vere ricchezze a coloro che rinunciando al loro Io costruito, accettano con cuore puro di mettersi al servizio della Vera Dottrina. EGLI li fa partecipare alla Sacra Danza con gli elementi! Così chiedendo e giocando, essi vengono battezzati in spirito rinnovato, ovvero diventano testimoni veraci che LUI non si è mai allontanato dal mondo. Semmai Ha solo giocato, come un Buon Padre a nascondino. Nonostante noi, con ingratitudine avessimo voluto girarGli le spalle per farci un nome  tra le stelle, nella terra della dimenticanza: come una Madre, amandoci ci ha sempre sussurrato i nostri nomi interiori sebbene ci fossimo bendati al richiamo della Vera Dottrina.”

 

Poi, il giovane divulgatore prese il polso di Franco ed indicando il suo tecnologico orologio, del quale andava molto fiero per la sua precisione, introdusse quanto segue: “Questo tuo orologio, può rappresentare in modo chiaro la cattura del tempo, da parte delle scienze esatte. Voi che siete grandi estimatori di queste materie, sapete che nei laboratori, il fenomeno chimico- fisico sotto inchiesta si deve riuscire a riportarlo nella sua possibile integralità, tra ampolle e i libri in tempi fissati, più vicini al proprio tipo di comprensione da parte dei suoi indagatori. Questo mi dà  la possibilità di introdurre – visto che siamo d’accordo su questa prima base – il concetto che un profano non può chiedere tempi e luoghi per essere testimone di quell’ evento da laboratorio, ma si dovrà sempre attenere al rigido protocollo che gli universitari ricercatori gli imporranno. Solo così il nuovo allievo (o profano) potrà vedere, sentire,toccare e  capire con zelo assoluto con lo studio. E questo avviene in tutte le discipline umane. Ora faremo il contrario di tutto ciò, affinché insieme si possa avere in un attimo tutto ciò che il tempo della comprensione umana divide. Io per la grazia del GRANDE SPIRITO MISERICORDIOSO,  che mostra Amore a tutte le creature viventi, annuncerò profetizzando, l’Atto di manifestazione in un gioco di forza nell’espressione della Sacra Danza che assisteremo come ospiti d’onore. Questo giorno sarà chiamato, “Il Diritto”! Perché quando busseremo e lo farete voi di persona, la Sacra Porta Stretta, si aprirà.! Così ognuno di noi avrà  e terrà in cuor suo secondo la propria coscienza! Intanto, che la mia bocca elencherà i dettagli di quel giorno, voi pensate - per questo tipo di scuola, sono sempre gli ultimi a decidere contrariamente al protocollo terreno conosciuto – a quando tutto ciò dovrà avvenire, dove ed in quale ora. Il mio tavolino e le mie ampolle saranno i cieli liberi e la terra! Solo questo vi chiedo di rispettare!”

 

 Dopo averlo ascoltato con ogni sorta di dubbio, con grande curiosità indagativi e con un sorriso tra il serio ed il faceto gli chiesero di elencare i dettagli di quel giorno. Nel frattempo si sarebbero messi d’accordo non subito, ma nei giorni avvenire gli avrebbero annunciato di persona la data stabilita di quando avrebbe dovuto esserci l’incontro col soprannaturale.

 

Disse Ezio:”Se a te va bene, noi stabiliremo molto più avanti questo “esperimento che s’ha da fare” possibilmente ad ogni costo! Hai ragione, sarebbe fuori da ogni protocollo se tutto ciò accadesse, dovremmo scervellarci come non mai e a dire la verità sarebbe per me e per alcuni di loro -  visto che altri hanno già assistito di persona a questa tua testimonianza – un evento straordinario.”

 

E prendendo la mano del giovane sciamano, la strinse come a confermare una scommessa fatta.

 

-“E’ vero ”-  rispose subito lui – “ che le Sacre Scritture consigliano di non tentare il SIGNORE!  Anche se sembra una posta in palio, in verità, essendo l’Era della Misericordia e conoscendo che siamo nella terra della dimenticanza e non avendo consapevolezza  totale, di come bisogna avvicinarsi all’ALTISSIMO, positivamente ci sarà dato affinché sappiamo!”

 

Guardando le temporalesche nubi che scappavano perdendosi all’orizzonte, vaticinò quanto segue: “Quando le vedrete nuovamente tornare con oscure minacce,  per chiunque volesse fare un tranquillo week - e sarete sicuri che per giorni tutto questo perverrà -  allora prendete una stuoia grande affinché venga usata come tappeto per la nostra  straordinaria riunione con l’ALTISSIMO! Mi verrete a prendere sotto la pioggia battente e tutti insieme noi dodici con le due macchine a disposizione, andremo al luogo da voi prescelto. Prima di scendere dalla macchina, assicuratevi che il temporale con la pioggia faccia capolino con forza sia sopra il tetto sicuro delle macchine e tutto attorno l’acqua scoscesa bagni intensamente ogni spazio verde. Senz’ altro sarà buio sia per l’ora tarda e sia per il maltempo. Quando sentirete che nel vostro cuore salirà una voglia di bussare riconoscibile non tanto dalla curiosità ma da una gioia improvvisa che percuoterà per un attimo il vostro essere, scenderete subito dalla macchina e butterete per terra la stuoia affinché possiamo sederci tutti quanti ai piedi dell’ALTISSIMO. Dove essa sarà distesa, lì ci sarà il proseguo della Benedizione del GRANDE SPIRITO. In un tempo, che non è quello terreno, per un raggio di diversi metri attorno alla stuoia e a mo di cerchio, che partirà dal santo suolo rappresentato dalla stuoia, fino ad arrivare in altezza all’alto firmamento! Un muro invisibile, come una grande colonna sino alla volta celeste, farà da santa tenda al nostro unisono con l’ALTISSIMO. Tutta l’acqua attorno nella sua massima forza farà da divisorio affinché occhi indiscreti non contaminino questa chiamata del SIGNORE! Questo grande cerchio cilindrico, innalzandosi alla volta celeste terrà le nubi abbracciate tra di loro in modo armonico, lasciando un tondo limpido e cristallino, affinché le nostre coscienze dormienti siano abbracciati in un attimo con la grande coscienza cosmica, facendo partecipare noi e gli astanti visibili e invisibili alla Sacra Danza. E quando alzeremo gli occhi al cielo ringraziando col cuore sincero che tutto questo ci è stato donato per tornare a casa ai piedi del SIGNORE e saremo in un'unica simbiosi, in quell’attimo, tutto a sinistra della volta celeste del firmamento, tre stelle angeliche attraverseranno in un lampo tutto il tempio sacro stellato. Esso sarà per noi il segno di pace da parte dell’ALTISSIMO che concluderà la sacra contemplazione. Tutto questo accadrà senz’altro! Tutte queste storie, le nostre e quelle dell’umanità intera che riguardano l’incontro con l’ALTISSIMO sono già state scritte prima, sin dalla fondazione del mondo, affinché profetizzandole chiunque creda che IL SIGNORE ESSENDO L’ETERNO SPIRITO SUPERIORE E’ LO STESSO DI IERI, OGGI E DI SEMPRE.”

 

Ci fu un grande silenzio da parte di tutti che riempì l’aria e poi alcuni minuti i depositari di quella scommessa, quasi fossero d’accordo dissero insieme ad alta voce: ” Ti faremo senz’altro sapere quando e in che modo! Siamo veramente e pazzescamente curiosi di vedere tutto ciò! Ciao!”

 

Passò circa un mese quando all’improvviso in una giornata pomeridiana burrascosa che non lasciava nulla a desiderare per un fine settimana all’asciutto, coincidenza tutti quanti s’incontrarono sul viale. Tra ombrelli aperti da alcuni giorni, i due scommettitori invitarono tutti i partecipanti di quella riunione speciale a salire sulle macchine per andare incontro al luogo da loro prescelto.

 

Disse Franco:” Vedi?” – rivolto al giovane divulgatore –“ abbiamo preferito non avvisarti se non all’ultimo secondo. Solo così, tutte le possibilità di una predisposizione che potrebbero dare adito a dubbi, sono secondo noi annullate! Ci scusiamo con te e con gli altri, perché non abbiamo avvisato il giorno prima di questa decisione, visto che pioveva da diversi giorni, ma questo, l’abbiamo scelto come metodo, magari antipatico, ma abbastanza vicino al nostro modo di misurare le cose! A onor del vero ci siamo detti che se doveva accadere per Forza Superiore, avremmo dovuto avere un primo dettaglio, cioè quello di trovare i primi numeri nel loro posto. In questo calcolo che abbiamo fatto avremo dovuto trovarci tutti insieme, contrariamente alla logica… sempre tenendomi all’evento straordinario! In effetti dobbiamo ammettere, che trovandoci tutti insieme ora pronti ad andare a questo tipo d’appuntamento, ha già dello straordinario. La statistica in questo caso non la fa da padrona, perché le probabilità, sono una remote… Poteva accadere che le persone interessate e il  numero dei partecipanti originali potessero avere impedimenti nell’attuare tutto ciò! Mettici poi, anche il mal tempo che bonariamente avremmo dovuto avere…non so che dire… Bene! Dopo questo primo smacco, possiamo tutti quanti avviarci alle macchine…!”

 

E con un sorriso ed una pacca sulle spalle del giovane sciamano, in senso scherzoso disse:” Vinca il migliore tra noi!”

 

Il giovane sciamano rispose con senso amichevole:”E sia, ciò che sia!”

 

Tutto, partendo dal primo mattone profetico, sino all’ultimo, messo in un ora tarda dall’ALTISSIMO si manifestò in tutta la sua completezza.

Nulla sfuggì agli occhi e al cuore dei presenti. Quando fu l’ora di riprendere coscienza col presente, dopo quella solenne “magia di suoni e  colori dello spirito”, quando i grilli, potevano annunciare nuovamente col loro canto notturno la fine della tempesta, allontanatasi subito dopo il ringraziamento, da parte dei presenti secondo il loro credo personale, ci fu un grande silenzio solenne. Tutto questo durò moltissimi minuti…

Ognuno di sicuro rifletteva e rifletteva… Era notte inoltrata e il sonno faceva la sua comparsa con fermezza…Tutti in accordo si avviarono per salire sulle macchine per tornare a casa.

E nello stato di quiete che aleggiava dentro e fuori di ognuno, stringendosi nuovamente la mano i due cultori delle scienze esatte, rompendo ogni indugio dissero questo rivolto al giovane sciamano e a tutti:” Mah…? Siamo senza parole a onor del vero, tutto ciò che è successo è fuori da ogni logica….E …mah? Mah….?

 

E così bonariamente borbottando salirono in macchina.

In verità tutti poterono sentire le loro voci che dicevano, avviando la macchina, che una spiegazione scientifica ci dovrà pur essere…

 

 

Ululato da lupoanziano alle 23:50 | commenti (98)
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domenica, 22 giugno 2008

 

L'ambasciatore mansueto dell'umiltà

 

arcobaleno 2

“Sempre dal santo sentiero onorevole“

 

Come sempre accade in queste storie fiabesche vissute, la vera impronta che contraddistingue l’intervento del GRANDE SPIRITO da quello umano, è che non solo i testimoni  beneficiari conoscono all’ultimo istante in spirito profetico  le fasi in cui  manifesteranno i segni divini,  ma come vedremo in questo epilogo essi (i testimoni) sono quasi sempre  ignari, almeno di una parte di essi, se non quando man mano si realizzano. Questo accade non perché l’ETERNO  non si fidi dei suoi interlocutori, ma perché tutti i presenti di quel momento in quel raggio della sua azione attraverso la Sua  danza degli elementi  i suoi abitanti (ogni creatura e forma vivente in quel momento) facciano e conoscano la vera ed unica pace universale.

  Un attimo prima ignoravano non solo l’esistenza di uno e dell’altro ma scopriranno a bocca aperta di aver partecipato con  una gioia improvvisa alla Santa Adunanza trovandosi per incanto non solo per la prima volta abbracciati nel danzare bensì nonostante la forma e la vecchia incomprensione, fratelli e figli della madre vita  sotto l’abbraccio ondeggiante del Grande Padre Celeste.”

 

Era un giorno come tanti altri riguardo al problema di come procacciarsi il cibo e ben consapevoli i due amici non avendo in quel momento un lavoro si attrezzarono alla bell’e meglio  per risolvere il solito problema che affligge l’umanità da sempre. Armati di canne verdi da fiume con in punta un filo ed un esca improvvisata si accostarono sulla riva immedesimandosi in esperti pescatori.

Ma nonostante la loro fulgida fantasia e caparbietà dovuta alla fame arretrata le ore mattutine passarono senza nessun risultato tanto da spingere visto il caldo mezzogiorno inoltrato a rifocillarsi all’ombra di una quercia adiacente al fiume.

“Isaia! - disse l’esperto amico girovago Pino -“ Mi sa che dobbiamo accontentarci visto il fiasco che abbiamo avuto e che non vi sono piante da frutto nelle vicinanze, di aprire queste ghiande e saziarci come fanno i roditori di bosco. Non sono malvagie anzi, ti aiutano pure a liberarti più facilmente l’intestino.”

Isaia scoppiò in una risata unica: “Pino, ma che dobbiamo liberare, dopo che non mangiamo altro che frutta quasi verde? Semmai i mal di pancia ci sono e perché siamo pieni di gas, cioè di niente!

-“Ma sì” aggiunse Pino “Almeno siamo all’ombra, facciamoci un sonnellino, poi come tu mi hai  sempre rivelato: qualcosa avverrà! Siamo solo sfiduciati e deboli e quindi facili al pessimismo!”

 E con uno sbadiglio improvviso si congedò russando in un sonno ristoratore.

 

Le nubi si rincorrevano in alto con colori e forme diverse e con le parole di incoraggiamento ancora nella mente dell’amico, il giovane sciamano, rifletté sul da farsi; visto che l’indomani era ancora incerto riguardo ad una possibile proposta di lavoro, cercò di parlare all’ALTISSIMO: ”Sono sempre stato restio a chiedere più di quello che mi aspetta…anche se tutto viene da te, è pur vero che ogni creatura deve in certi momenti guadagnarsi con le proprie capacità e anche con l’estremo sudore le cose utili del suo quotidiano, affinché il suo “Io” non cada nell’ozio e quindi nello sfruttamento dei suoi simili. Però SIGNORE, come tu hai visto, il nostro fare in questi tre giorni è stato sterile e le nostre capacità improvvisate sulla pesca ad…oltranza, hanno fallito miseramente. Io di sicuro non voglio tentare la Tua Misericordia, ma in questo momento mi viene in mente quando attraverso il Tuo Figlio Prediletto, lo Spirito dell’Abbondanza lo servì. Vedo ed immagino la gioia esplosiva prima degli apostoli sul lago Tiberiade riguardo alla pesca fruttuosa e poi i loro volti quando lo stesso Spirito attraverso nuovamente Tuo Figlio moltiplicò i pani e i pesci per tutti i bisognosi presenti. Forse questo, SIGNORE sono i sintomi della fame che si fa sentire in maniera sempre più dirompente, ma sono anche preoccupato per il mio amico, perché se egli si trova in questa sgradevole situazione, è perché ha avuto fiducia nel seguirmi ciecamente lasciando dietro di sé, tutti i progetti nel cassetto della sua “memoria”…Io so in verità che TU, già prima che noi avessimo bisogno, hai dato disposizione ai Tuoi spiriti servitori, di servirci, ciò che noi avremmo avuto bisogno, dandolo solo al momento che noi avremmo parlato a te con tutto il cuore, ecco SIGNORE, che io mi affido nuovamente a te, aspettando all’orizzonte la TUA Benignità…”

 

Detto questo scivolò in un breve sonno.

 

Passò pochissimo tempo, quando furono svegliati entrambi dall’improvviso senso di umido nel volto e nelle mani, constatando con loro stupore un muso pieno di peli e uno sguardo che incuteva tenerezza.

 

-“Isaia!” disse Pino “Hai visto? Abbiamo un nuovo ospite e mi sa che dall’aspetto abbia più fame di noi, vista la sua mole!”

 

-Aggiunse il giovane sciamano:” Chissà di che razza è? Sembra un misto tra un bracco e un cane da pastore inglese; è di un marrone che ricorda il cioccolato. Però mio nuovo amico - continuò accarezzando l’animale - non abbiamo nulla da poterti sfamare, siamo nella stessa…minestra!”

 

A quest’ultima battuta fatta fuori luogo, non solo lui e l’amico risero a crepapelle, ma anche il cane sembrò partecipare alla risata, facendo uscire versi e movimenti strani dalla bocca e agitando la coda in maniera euforica.

Ad un tratto il nuovo ospite andò sulla riva del fiume, prese una pietra la portò facendola cadere davanti a loro e corse immediatamente alla riva, stando con le spalle ad essa, immobile come un portiere di calcio con la testa rivolta verso il fianco del fiume, come a far capire che la pietra doveva essere lanciata dietro le sue spalle cioè nel fiume.

Pino disse: “E’ strano anche lui! Non solo noi! Tutti gli altri cani vorrebbero giocare sull’asciutto con qualsiasi oggetto, magari senz’altro il bagno l’amerebbero fare! Mi sembra di capire che l’acqua sia il suo habitat!”

 

Detto questo con cautela lanciò la pietra presso la riva, in maniera di assicurarsi che non toccasse l’acqua alta e lanciò la pietra che l’amico a quattro zampe aveva posato.

Si sentì un forte tuffo nell’acqua e sparendo e riemergendo velocemente per tornare subito ai loro piedi portando no la pietra ma bensì un turgido pesce d’acqua dolce…

Lo sbalordimento generale fu ancora più elevato quando ad ogni lancio di pietra corrispondeva un altrettanto pesce.

La cosa andò avanti per più di un ora; non perché ai due amici non gli bastava o volessero continuare con ingordigia, ma era lo stesso animale che insisteva con entusiasmo fuori dal razionale, quasi a far capire che per lui non era solo un gioco ma stranamente un modo di vivere…

Però gli amici spinti da un forte senso di protezione nei suoi riguardi e un senso di colpa nel vederlo così zelante, nonostante i sintomi del freddo, decisero con una coperta di avvolgerlo e tenerlo vicino ad un fuoco costruito non tanto per mangiare ma per scaldare una così forte generosità senza uguali…

Tra le carezze l’animale accettò di riposarsi.

Intanto fecero capolino presso di loro alcuni giovani viandanti, che come loro giravano il mondo… I due padroni di quella tenda improvvisata (cioè i due amici) li invitarono a fermarsi e condividendo in una improvvisata tavola, ciò che era a disposizione.

Gli ospiti tirando fuori del pane che mancava e del vino, fecero i complimenti per la fruttuosa pesca, elogiando il vero responsabile, giacché i due amici non tennero nascosto l’assoluto merito dell’amico a quattro zampe; perché era giusto che tutti sapessero se si fossero accampati, che lui era a disposizione di chiunque avesse bisogno…

E al tramonto, dopo essersi saziati tutti, compreso per primo l’eroico artefice tra un bicchiere di vino e un pasto caldo discussero tutti, ognuno del proprio pensiero riguardo le motivazioni del proprio errare nei boschi nel Sud della Francia. Così il giovane sciamano poté esporre la sua dottrina del DIO DELL’UNIONE, iniziando con l’esempio del cane intitolato da lui

“l’umiltà della generosità”.

Tutti, a fuoco spento, furono d’accordo ognuno secondo il proprio metodo di giudizio che la realtà supera la fantasia e che l’uomo ha parecchio da imparare dietro il velo della natura…

Disse Pino sussurrando all’amico per non svegliare il generoso amico che si era assopito per riprendersi le energie: ”Certo, che è senz’altro come tu vai testimoniando riguardo alla versatilità delle manifestazioni del Grande Spirito e i Suoi infiniti aggettivi che l’uomo man mano che vive, gli va attribuendo…Sai quando io ti ho detto che qualcosa accadrà, sapevo che tu avresti chiesto l’aiuto a COLUI che E’… Adesso mi diventa sempre più chiaro perché viene generalmente chiamaTo così. E’ ovvio, perché qualsiasi cosa le creature devono avere e sapere, LUI non solo le anticipa preparandogliele, ma addirittura l’abbondanza le ricopre e solo dopo capiscono il perché”  - e parlando con entusiasmo, ispirato da nuova comprensione, sulla configurazione dell’ALTISSIMO continuò nella sua tesi - “ Guarda nel nostro caso, LUI non solo Ha esaudito in men che non si dica, la nostra richiesta sul problema del cibo mandandoci un provvidenziale ed originale aiuto nelle vesti di questo simpatico cane, ma Ha spinto lui a donarci più pesce, e sai perché? Poiché LUI vede e Sa tutto, Essendo l’ETERNO come tu mi hai rivelato conosce i tempi dell’uomo…. EGLI Sapeva che sarebbero arrivati gli ospiti alla nostra povera tavola ed ecco perché ha imbandito l’amico a quattro zampe con tanto zelo ed energia…”

 

Dopo aver ascoltato con gioia l’amico pieno della vera saggezza che fa crescere e dandogli una pacca sulla spalla amorevolmente gli ricordò mentre si allontanavano dal campo per fare una commissione nel paese, che era già buio e dovevano di conseguenza accelerare i passi.

 

-“Lo sai” soggiunse il giovane sciamano “che c’è poca illuminazione ed ogni casa essendo rurale, ha un suo giardino senza recinto e i cani che gli fanno da guardia sono assai territoriali! E’ difficile quindi passarvi in quei vicoli assai stretti senza essere azzannati, a meno che non vi siano i padroni; ma a quest’ora ne dubito fortemente, saranno già a dormire…! Essendo contadini si devono alzare al canto del gallo…speriamo in bene…”

 

- “E’ proprio vero” affermò Pino, mentre si avvicinavano al piccolo villaggio poco illuminato artificialmente” senti come abbaiano i cani, hanno già fiutato le vittime…In effetti è vero quello che dice il proverbio “paese che vai, usanze che trovi” e sembra che loro si siano adattati abbastanza bene a questo detto!

 

- “Dai! ” disse Isaia per esorcizzare il clima-  ho chiesto se la Luna…può uscire dal suo nascondiglio delle nubi per portarci un po’ di chiarore affinché al meno se dobbiamo correre non inciampiamo in qualche ostacolo…

 

Purtroppo per loro ogni tentativo di superare le prime due case fallì miseramente, tornando ogni volta al punto di partenza perché i guardiani a quattro zampe, non lo permettevano assolutamente perché i paesani dormivano già sonno profondi…

 

Ma quando tutte le speranze erano assopite, essi sentirono un respiro all’altezza dei ginocchi e riconobbero dal guaito il loro “generoso ospite”.

Egli li guardò e girando il corpo verso il paese, li invitò con chiari cenni a seguirlo con fiducia.

Straordinariamente egli, ogni volta che si avvicinava nel confine di un suo simile faceva: prima col corpo urtando con la giusta pressione le gambe dei due amici, facendo capire loro che si dovevano fermare e attendere e poi con passo dignitoso si avvicinava in silenzio verso il guardiano della casa…

Tutto sembrava irreale, ogni volta tra il nostro improvvisato “ambasciatore” ed i suoi concittadini a quattro zampe, c’era un silenzio fatto di sguardi  e poco dopo la comprensione…L’altro cane abbassava la testa come se fosse un sì. L’amico quadrupede si girava avvicinandosi a loro, convincendoli a seguirli senza timore.

 

E passando indenni davanti al fedele guardiano, disse Isaia: ”Guarda come si sono salutati, sembrava che si conoscessero da parecchio, ma noi sappiamo che questo cane non c’è mai stato nel paese. Noi, lui, chiunque mette piede  in questo globo ovvero la terra della dimenticanza corre il rischio di essere visto come un corpo estraneo. Perché in genere l’ umanità (la grande separata) diffida di ciò che non appare essere sua figlia. Riuscire ad aver il suo lasciapassare ed ospitalità nelle sue file di pensiero per tante creature è stato impossibile! Chi non ha sul suo passaporto ( dna psichico e fisico) i segni del suo potere (falso sapere dei suoi dotti) viene messo al bando, confinandolo dalle sue ricchezze. A causa di tutto questo oscurantismo  il veleno dell’egoismo infesta la società, spingendo il suo erede nel culto della propria persona!Così ”amandosi “,l’individuo  si  ammala di falso sapere. L’io infernale lo infesta .spingendolo a servire  la dea ignoranza e il dio dell’odio.

L’effetto del  suo malsano  giudizio operativo è l’estinzione immediata di qualsiasi creatura che si trovi nel suo raggio d’azione”

- “E ovvio !” aggiunse Pino “L’uomo si sente solo da sempre. Nei suoi tentativi falsi o veri di mettersi in contatto con le verità più alte  non avendo risposte  concrete dai suoi dotti accessibile ai suoi sensi reali si demoralizza e va in depressione spirituale!

- “E per questo unico motivo” esclamò Isaia in aggiunta “che il DIO DEGLI ELEMENTI ci ha messo nel cuore lo spirito di ricerca del giusto necessario. L’unica vera “povertà che ci ha spinto in tutta convinzione a lasciare ogni cosa per inoltrarci in mezzo alla natura più genuina.Questi sono i templi universali privi di ogni dottrina e segni umani dove lontano da interferenze di qualsiasi nozionismo umano tornando immensamente piccoli possiamo sentire vedere e toccare! Noi stiamo assistendo alle prove continue del  MIRACOLOSO DIO dell’unione sia prima e dopo che siamo partiti dalla nostra terra. In qualsiasi situazione ci siamo trovati a bussare chiedendoGli  il giusto necessario,  LUI te lo suggerisce nel cuore facendoti profetizzare come ti verrà dato. Avendo così bussato col cuore simile a un bambino EGLI ordina ai suoi spiriti vigilanti di aprire la Sacra Porta Nascosta. Essa si chiuse temporaneamente alle malate coscienze a causa della caduta nell’adorazione dell’Io infernale. Infatti il Sacro Verbo per bocca del CRISTO disse di loro: avete gli occhi e non la vedete, avete  le orecchie e non mi  sentite. Solo bussando con tutto il cuore essa si apre, facendo partecipare  gli astanti alla sacra danza. Tutti gli  elementi,  le forze, gli spiriti protettori , gli angeli abitatori della luce si uniscono alla sacra comunione con le creature viventi presenti al banchetto nuziale celestiale. Il cielo e la terra con le sue costanti escono fuori dal loro percorso come il mondo li ha sempre veduti,  sentiti, studiati ed ingenuamente  adorarti  per rendere testimonianza. Solo L’ETERNO unisce in modo unico armonioso la solitudine propria dell’isolamento per unirsi in unico grande Io, gioioso  universale. Così avviene l’estasi Divina. Tutti all’ unisono in un attimo viaggiano spostandosi alla velocità oltre la misura del tempo, percependo nella sua essenza tutto il vissuto cristallino degli invitati. Un unico cuore pulsante di vite dimenticate prende di nuovo il posto originale regale. Tutti i figli prodighi sono riuniti, seduti nel “sacro  cerchio dello spirito di perfezione“ per  avere “Il sacro matrimonio”che li suggellerà  come un'unica  grande anima. Ogni sé investito da questo suo ineguagliabile  abbraccio conosce che lui è la pace di tutti i  perché. E Lì mio caro amico avviene una metamorfosi unica. L’anima riconoscendo e provando uno stato di quiete assoluto di pace mai percepito, cosciente che questa pace è generata solo dall’ALTISSIMO, fa un atto di fede che mai avrebbe fatto in tante vite vissute. Essa pur di non rinunciare a questo nuovo stato, cede e quindi rinuncia al suo “Sé” in ogni tempo. Mai e poi mai avrebbe sacrificato questo bene prezioso che l’ ha sempre contraddistinto e che ahimè, è stata la causa del suo errare. Il suo unico scopo diventa, stare ai Suoi Piedi per essere, al Suo servizio nella devozione assoluta. Essendo però il SIGNORE, “il GENEROSISSIMO”, ed Essendo anche il“MISERICORDIOSO”, dopo averlo rincuorato e cibato della Vera Dottrina, incoronandolo e dandogli nuove podestà lo rimanda come seme di testimonianza, nei regni sterili con nel cuore un ordine solo ed imperituro…DARE…”

 

-“ Isaia” disse Pino dopo averlo ascoltato in un solenne silenzio: “Non ti sei accorto, ma siamo arrivati alla fine del paese ed ho anche imbucato la lettera che dovevo spedire…Tutti i cani ci hanno fatto passare e grazie all’intervento provvidenziale di “Esca” (nomignolo dato in quell’occasione al cane da tutti i presenti)… Stiamo tornando e guarda come ci ha aspettato, seduto alla fontana. Ha compreso che doveva di nuovo precederci nella strada del ritorno. Adesso addirittura si avvicina di nuovo a loro come se fosse un loro vecchio amico, hai visto? Come scodinzolano al nostro passaggio. Questo vuol dire, che l’ostilità con questo piccolo popolo (mondo degli animali) come lo chiami te, è ormai finita…”

Tutti e tre tornarono alla tenda, la notte stellata dava “segni” di sé…Tutti ormai scivolarono in un sonno ristoratore…

Al mattino inoltrato Esca, dopo aver fatto i convenevoli con i due amici si allontanò girando la testa diverse volte quasi a far capire che non sarebbe tornato. Allungò la testa verso il Cielo emettendo tre ululati ben precisi e poi si perse all’orizzonte.

Da quel momento non lo vedettero più, ma quando andavano e tornavano nel paese, l’atteggiamento dei cani non era solo mansueto, ma pieno di gioia…e nell’annusarli ogni volta giravano la testa in diverse direzioni, come se cercassero tra i ciottoli una traccia, un odore di “quell’amico improvvisato portatore generoso di pace e di umiltà... 

 

 

Ululato da lupoanziano alle 17:25 | commenti (103)
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giovedì, 08 maggio 2008

 

Il lume della guarigione

 

fors

 Testimonianze, sempre del santo sentiero onorevole

 

Questi “giochi di forza”, così chiamati da lui ( il giovane sciamano ) presero forma in uno dei suoi tanti rientri in patria dalla Francia, che era solito fare, per non dimenticare le sue radici…

L’estate in quel periodo la faceva da padrona.

Era solito per lui, testimoniare le sue ricerche ( la pratica ) dialogando con “i suoi concittadini”.

Diverse erano le tipologie di persone con cui (il giovane sciamano) si doveva relazionare.

A lui poco importava, le appartenenze culturali, religiose o sociali, poiché il suo compito era di “dare”.

E questo verbo, suggellato nel suo cuore, nel giorno del “risveglio”, che lo spinse a seguire le tracce nella “terra della dimenticanza”, si sarebbe completato una volta trovate “le perle” in un principio universale. Egli doveva donarle senza alcun ripensamento al suo prossimo, perché aveva compreso, che quest’ultimo le aveva perse seguendo “nel portale del tempo, l’Io infernale”  e sarebbero state quindi per diritto, sue…vero unico erede ( il prossimo ).

 

Accadde in un giorno d’estate, dopo aver interloquito con alcuni suoi coetanei sulle dinamiche di come il Divino si fosse manifestato attraverso le letture dei testi Sacri, che individuò (ispirato com’era solito) i due nuovi testimoni (eredi).

Uno, sosteneva da laico che oltre alle Sacre Scritture ebraico- cristiane, vi erano altri popoli che potevano essere presi in esame. Pur essendo di altra natura religiosa, erano da prendere in considerazione. Sostanzialmente secondo lui, rimanevano solo e semplicemente dei magnifici racconti e che la realtà dell’oggi era ben più cruda e amara; tutto il mondo secondo lui era avvolto da un pessimismo più assoluto. La mancanza di prove concrete del Divino nel quotidiano, davano la certezza alla maggioranza dell’umanità di essere semplicemente soli.

Il secondo testimone era un fervido cattolico praticante.con un alta  vocazione di diventare  un giorno un bravo sacerdote.  Oltre  a suonare magnificamente l’organo in chiesa, era d’aiuto presso l’oratorio come organizzatore di diverse attività, che riguardavano i giovani.

Diceva sempre che a lui bastava l’esempio scritto del Cristo, che era evidenziato non tanto nell’atteggiamento eucaristico dei loro sacerdoti, ma dalla pratica di ricerca individuale dell’uomo dentro di sé e fuori di sé. Praticamente sosteneva che non bastava solo il saper a memoria il vangelo, ma si doveva cercare le prove della fede che il vero cristiano porta dentro di sé; anche se lui era assai sfiduciato, dalla qualità di quest’ultime.

Fu proprio in quell’occasione che il giovane sciamano, invitò loro a fare una passeggiata nella vicina campagna del villaggio per incontrare ed avere le prove “certe” del Grande Spirito.

Loro conoscevano già la base del suo pensiero e con fiducia mista ad una grande curiosità giovanile decisero di seguirlo.

La meta era un laghetto distante un chilometro dal villaggio.

Il sole stava quasi tramontando e lui iniziò a spiegare, man mano  che si avvicinavano verso la destinazione, tutto quello che sarebbe accaduto. Perché disse: “Dio apre il cuore dei suoi ambasciatori affinché profetizzando, chiunque non abbia dubbi. Egli, ovvero il Grande Spirito desidera giocare con i suoi figli, tutte le creature viventi, usando la vera comunione. Dovete sapere che con segni prodigiosi, piccolo e grandi,” EGLI” marca unicamente il Suo mandato, affinché sia sigillo inequivocabile, tra tante false dottrine. Egli ordina agli elementi della natura di uscire fuori dall’ordinario e di danzare al suo volere affinché i cuori di tutte le creature presenti in quel momento siano testimoni: uniti in un'unica fratellanza. Essi, di sicuro sentiranno salire dentro di sé il suono della”gioia universale“ assistendo alla ”sacra danza”. Si sentiranno in un unico linguaggio d’Amore, uniti come due sposi, universalmente in un' unica grande anima .

Acciocché le vere sensazioni dell’ antica appartenenza al PADRE CELESTE si tramutino di nuovo in certezza confermando in loro che “LUI” non li ha mai lasciati soli.

Con il tacito silenzio dei due amici, che con aria curiosa e fiduciosa lo invitarono a continuare, proseguì nel suo monologo dicendo: “Voi sapete che in quest’ora della sera, le ombre dominano sulle luci e quindi il sentiero che conduce alla meta, visto che non lo conosciamo bene, può rappresentare per il viandante un problema. Voglio dire sia in senso metaforico ed oggettivo che senza una guida o una bussola, diventa difficile orientarsi. Ora chiederò al Grande Spirito di mandarci una sua guida affinché possiamo giungere in tutta sicurezza e certezza ai Suoi piedi, perché quello che stiamo facendo è un servizio di devozione. Egli apre i nostri cuori e in un attimo ci fa comprendere come seguire le Sue tracce. Arriverà un messaggero sotto forma di farfalla che ci accompagnerà seguendola con zelo assoluto alla tenda (accampamento) preparato dal Grande Spirito. Sotto forma di segni e prove giocose ci manifesterà oggettivamente la sua benedizione per  la vostra accettazione al suo TEMPIO (volta celeste) e i cieli e la terra si muoveranno testimoniandoci ancora che non ci sono edifici sculture o tempi che possano ospitare,nonostante le buone intenzione dei loro costruttori, la Purezza del Suo Tocco ( Verbo ) Creativo.

 

Disse il giovane sciamano: "Quando sentirete il vostro cuore riempirsi di una gioia non comune, allora mi farete segno, così sarà anche in altri momenti, perché sarete voi a bussare al Signore della Grande Porta. Voi siete gli ospiti e dovete chiedere ciò che per Sua Mano, io ho profetizzato man mano, poiché”bussando sarà aperto.”

 

Quando essi furono pronti a bussare: con gioia di tutti, arrivò la guida.

Una farfalla bellissima che con grande acrobazie, si appoggiava passando di spalla in spalla, facendo capire senza ombra di dubbio, di seguirla.Tenendosi a poca distanza per essere visibil,e volteggiò con piccoli cerchi tracciando man mano la strada.

Quella sera non era tanto buio e la Luna faceva da capolino sul lago, quasi ad illuminare il bacino d’acqua e i suoi dintorni. Nel frattempo il giovane ambasciatore disse: “Voi sapete che il lago d’estate riserva, per chi lo frequenta in piena estate, quasi un divieto ad avvicinarsi ai suoi canneti! Essi pullulano di insetti di ogni genere e le zanzare sono come le formiche rosse, un flagello per chi non volesse stare lontano dal loro pungiglione.”

 

E strofinando un accendino illuminò il volto degli amici, avvisandoli che sarebbero stati (compreso lui), bersagli succulenti per gli improvvisi prelievi di sangue, tanto invasiva sarebbe stata la prova.

Essi guardandosi in viso, specialmente il musicista che aveva una pelle delicatissima si toccarono sostenendo che ancora non era accaduto e se proprio doveva succedere erano pronti a sacrificarsi. Anche se quest’ultimo sosteneva che lui di sicuro sarebbe diventata una maschera e che per giorni avrebbe dovuto usare creme al cortisone, visto che stranamente aveva lasciato a casa di proposito, lo spray di protezione dalle punture, cosa che solitamente non faceva e pur sapendo a cosa sarebbe andato incontro quella sera.

 

Il giovane sciamano prese un bastone e poi disse ad alta voce: “Dove poserò il bastone, quello sarà il confine tra il prima e il dopo! Accadrà che quando giungeremo alla destinazione ci siederemo dove la nostra guida, dopo aver volteggiato tre volte intorno a noi, perché lì arriverà la “benedizione”. Allora si apriranno le nubi e un grande cerchio che simboleggia il patto dall’Alleanza, tra le creature del mondo e l’Altissimo, sarà palese a tutti noi. Tre segni di luce (stelle cadenti) saranno visibili una dietro l’altra, alla sinistra del Sacro Cerchio affinché i nostri cuori siano sicuri che non per mano d’uomo furono mandati attraverso la volta celeste, ma per Mano Sua, in cuore profetico, furono mandate. Per tre volte questi “messaggeri celesti” attraverseranno prima a sinistra, poi a destra per poi finire in centro acciocché il nostro corpo, lo spirito e l’anima siano in comunione, con l’ETERNO,COLUI che tiene in una Mano il nostro passato, presente e futuro. Accadrà subito dopo che dal Cielo verrà un segno. A pochi metri da noi, nelle acque profonde del lago, sentiremo più che vedere, un rumore; qualcosa cadrà nel lago. Perché la Terra, come ho detto prima, testimonierà il seme della profezia. E così accadrà che nei Cieli, subito dopo vedremo una sfera luminosa. Venire verso di noi, per poi andarsene. Ora detto questo vi devo dire che questo segno fatto col bastone sul suolo, servirà una volta superato nella strada del ritorno, a togliere il marchio della prova. Dovete sapere che il tributo che dovremo dare all’Altissimo è una parte del nostro corpo. Esso infatti sarà martoriato dagli attacchi, da parte del piccolo popolo, nella rappresentanza di zanzare e tafani tormentandoci con i loro pungiglioni. Ma se avremo tenuto fede col cuore, rivolto verso la promessa di accettazione di questa “tassa”, una volta passata la linea del confine artificiale da me deposto, in un batter d’occhio, tutti i dolori e le tracce visive spariranno, perché LUI E’ COLUI CHE DA E TOGLIE POSITIVAMENTE.”

 

Così quando tutto fu profetizzato e insieme giunsero alla meta, i due “novizi”si guardarono negli occhi e riconoscendo dentro di loro una gioia nuova, che saliva, fino a far vibrare tutto il loro essere guardando il giovane ambasciatore, con un grande sorriso fecero capire di essere pronti a bussare.

Da quell’attimo, tutto meravigliosamente e puntualmente fu palese.

Quando ubriachi di felicità, malconci, giunsero ai piedi del bastone, presero gli accendini e si guardarono l’uno con l’altro:  sembrava che il vaiolo avesse invaso ogni parte della loro pelle scoperta. Assomigliavano a tante scimmie che grattandosi cercano di trovare sollievo rotolandosi nella sabbia.

Una grande risata generale con crampi allo stomaco, faceva comprendere ( se presenti ce n’erano) che il loro aspetto era assai poco raccomandabile.

Siccome dopo la notte viene il giorno essi in un silenzio improvviso superarono il bastone e con grande incomprensibile meraviglia ogni dolore e prurito erano spariti.

Subito accesero gli accendini e con euforia e sbalordimento degli stessi constatarono che non c’era più traccia di sintomi allergici.

Così accadde che quella sera ognuno dei due amici trovò la propria risposta secondo il loro spirito e cantando come fanno vecchi amici si avviarono  al loro villaggio. Scoprendo pure che alcuni amici rimasti in piazza, li incalzarono con ironia. Perché durante la loro assenza sul lato destro della piazza tutti videro una sfera luminosa rossa come un rubino  passare a forte velocità in un  silenzio irreale sulle loro teste per perdersi poi nella zona del lago e loro tre essendo i soliti vagabondi di testa non avevano potuto goderne l’esclusività.

Disse infine lo sciamano rivolto ai suoi amici ed i due testimoni: "Ecco i novelli farisei adoratori del nuovo tempio dedicato agli “Dei sconosciuti  “ che con artifizi tecnologici  ed altro hanno  solcato non solo i cieli nostri e dei nostri padri ma spacciandosi tra i veri messaggeri della Vera Dottrina, hanno chiuso  la vera porta del tempio del “diritto per tutti  al Pane Quotidiano “.

Con lo scopo una volta affamati quest’ultimi, di renderli schiavi attraverso i loro  insegnamenti costituiti di un cibo all’apparenza simile e somiglianza del vero Pane Spirituale, con suoni e colori ed immagini artificiali  che possono ingannare chi è digiuno  dalla  Santa Porta.

Nella loro vana gloria temporale con i loro telescopi e libri scritti nozionistici vivono nell’ignoranza dell’effimero. Hanno super strumenti per vedere  e sentire , ma così facendo essi: gli ingannati e gli ingannatori continuano a rinnovare continuamente su se stessi e chiunque li segua la maledizione ancestrale di Satana ovvero dell’io infernale.Continuano nonostante tutte le loro conoscenze e artifici a non vedere e sentire il meraviglioso."

Continuò lo sciamano:" L’Altissimo “ attraverso la sua voce ,anticipata da legami non convenzionali mette nel nostro cuore in un attimo ,affinché  lo spirito di profezia ci riveli la Sacra danza degli elementi col nuovo matrimonio dei presenti (l’Anima) con Tutti e Tutto e lo Spirito  Supremo Santo custode della sacra porta  in un Unico Grande Cuore Universale.

Noi abbiamo visto e sentito. Il tutto fu palese prima nei nostri cuori e poi e fu manifesto ai nostri sensi nei cieli e per terra perché fossimo testimoni di Colui Che è prima e dopo. Affinché sia tutto limpido come il diamante puro.Noi sapemmo che loro gli stranieri ci avrebbero fatto visita, perché il Signore  è compassionevole e misericordioso con chiunque solchi l’esistenza acciocché conoscano la vera dottrina, che libera per sempre l’anima dal gioco della vera sofferenza. Loro, gli stranieri della sfera pensando di tentarci per genufletterci alla loro presenza, in verità l’Eterno gli permise di vedere e sentire la Vera Dottrina.

Noi, non ci siamo prostrati a loro, ma ai piedi del Signore per il vero servizio di devozione a Colui che E'  l'Eterno.

Loro videro, sentirono e se ne andarono com’erano venuti…Così e’…"

 

PS: Cari amici, vorrei infine ricordarvi, che tutti questi scritti, sono testimonianze "vere" di vissuto...Per tanto, ogni riferimento è puramente "reale"... E il giovane in questione, di cui si narra, è tutt'ora vivo e vegeto...

E il suo nome vero nome anagrafico, è  "Isaia"...ed è semplicemente mio padre...E vi porge i suoi diretti saluti...

 

 

Ululato da lupoanziano alle 20:29 | commenti (144)
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giovedì, 10 aprile 2008

 

Il Vento Amico

tempesta

 

Sempre dal santo sentiero onorevole…

 

Questo racconto fa parte del periodo  in cui il vivere quotidiano era sempre in mano al principio del “giusto necessario“.

Esso era in approccio voluto non solo dal loro errare in terra straniera, ma anche al fatto secondo il giovane sciamano di affidarsi totalmente alla volontà del Grande Spirito.

Sia i lavori e le dimore erano ogni giorno una novità, perché lui cercava di mettere in pratica la totale fiducia nelle mani del Dio dell’Unione. Ogni giorno era punto o di partenza o di arrivo con destinazioni ignote.

Erano alcuni giorni che la fame si faceva sentire essendo girovaghi tra i boschi nel sud della Francia per motivi di spostamento.

Un pomeriggio, dopo aver  fatto alcuni chilometri in auto-stop si soffermarono nella campagna  nei pressi di un villaggio, dove avevano già l’appuntamento con altri coetanei  ed amici di diversa nazionalità, girovaghi come loro i quali quest’ultimi conoscevano pressappoco il suo pensiero sulla ricerca intrapresa da lui e dal suo amico spiritualmente.

Dopo essersi salutati, si misero d’accordo di mettersi insieme, seduti con un falò, gustando il cibo procuratosi ognuno con non poca fatica avendo pochi soldi. Ma come si dice, l’unione fa la forza e così facendo sommando le loro forze e risorse, quel giorno avrebbero saziato più o meno la propria fame.

Tutto era pronto, le carni alla brace erano sulla tavola improvvisata distesa sull’erba e i discorsi e le parole sui grandi perché erano di casa.

Lui ebbe appena finito di comunicare uno dei suoi concetti sul Grande Spirito” che unisce tutto il creato e le creature viventi  in un unico linguaggio di armonia”, che tuoni e fulmini irruppero all’orizzonte; venti e piogge a pochi metri da loro stavano facendo furiosamente la loro comparsa.

Tutti gli altri compreso il suo amico, erano agitatissimi e arrabbiati perché voleva dire che tutto il cibo faticosamente racimolato, sarebbe andato perso visto che non c’era nessun riparo a venti metri di distanza di.

Ma lui che in segreto aveva chiesto al Grande Spirito di intervenire affinché i loro corpi fossero saziati, cercò di invitare cordialmente tutti i presenti a non alzarsi dalla tavola e che essendo ospiti sotto il Cielo, del Grande Spirito, lui li avrebbe coperto con la Sua Mano Invisibile.

Sarà stato un po’ per l’ incomprensione delle lingue e un po’ per la vecchia natura malata che accompagna l’uomo sin dalla nascita, non conoscendo per colpa del sistema, il Vero Dio; fatto sta che tutti i suoi interlocutori presi dal timore scapparono a 30 metri circa di distanza sotto le mura di un porticato adibito a mercato per ripararsi dall’arrivo furioso di una grandine. Solo l’amico capì guardandolo negli occhi, e mettendosi un fazzoletto a mo di tovagliolo sorridendo quasi una gioia improvvisa l’avesse preso di nuovo per essere testimone fiducioso di quello che sarebbe accaduto, essendo stato profetizzato un attimo prima dal giovane sciamano. Infatti nella sua testa c’erano ancora le parole profetiche: “Pino siediti, purtroppo per loro increduli non ci sarà posto a questa tavola bandita. La grandine che verrà verso di noi né spegnerà il fuoco delle braci e nemmeno bagnerà noi e tutta la tavola bandita! Ogni cibo rimarrà asciutto e noi potremo mangiare anche il cibo di loro che il Signore aveva preparato al sicuro per tutti noi! Ma avendo loro dubitato digiuneranno , ma poi vedendo capiranno che non hanno solo perso un alimento del corpo ma hanno rinunciato a saziare il loro spirito.

Tutto si compì affinché chiunque potesse se non beneficiare, vedere che L’ALTISSIMO è COLUI che ORDINA AGLII ELEMENTI di non colpire i suoi FIGLI,ma se mai di SERVIRLI!

Infatti ,appena i due amici  finirono di sbanchettare d’improvviso l’oscuro nubifragio cessò portato via da un forte vento dando al sole il suo brillante posto dorato.

 Subito dopo, tra lo stupefatto e lo smarrimento si sentirono le voci dei fuggiaschi che da lontano dicevano usando il francese:- “Nes pà possibile”! –

 Ovvero:“Non è possibile! Non ci posso credere ed altro.”

 

Quando furono vicini si improvvisarono super visori,e quasi fossero della scientifica selezionarono palmo per palmo, cercando il perché tutto era asciutto.Chi toccava le vettovaglie constatando che non c’era traccia di umidità alcuna né sulle carte,né sul  pane ed atro di quel poco che era rimasto. Altri selezionavano il perimetro, che coincidenza, a forma di cerchio asciutto si era formato per alcuni metri intorno alla tavola da pic nic improvvisata.

Confermarono che c’erano pozzanghere o tracce di grandine solo  nel resto del paesaggio  esterno dal  cerchio magico (coniato per l’occasione da alcuni con idee celtiche) per centinaia di metri.

Atri infine controllavano gli abiti dei due capo tavola improvvisati (per la  loro fuga) e toccando come fanno i bambini tastarono che erano asciutti dalla testa ai piedi .

Poi come se fossero del tutto ammagliati per il fuoco del braciere dove scaturivano fiamme ardenti che non furono mai spente né dal vento e né  dalla furia dell’acqua si asciugarono i lembi dei vestiti inzuppati per l’attraversamento euforico fatto per raggiungere la scena fantastica.

Tutti vollero testimoniare a turno che da lontano quando la tempesta veniva mossa dalla furia del vento che soffiava stranamente ora a sinistra ora a destra  potevano guardare vento permettendo nella loro direzione. Essi confessarono che risero in un primo tempo sulla proposta  che il giovane sciamano aveva fatto loro di intrattenersi alla tavola e incalzarono ancora di più le critiche con grandi risate  sapendo che erano stati due matti a rimanere sul posto .

Ma le risate smisero quando videro che il fuoco era più illuminato con fiamme più vigorose e statiche nonostante i venti contrari. A bocca aperta e senza parole constatarono che all’altezza di alcuni metri dalla testa dei due “ matti” la pioggia si divedeva in due parti distinte non importa la direzione che avesse a tutti sembrava di intravedere due pareti di acqua distinte che  formavano un triangolo equilatero ben preciso con la base di alcuni e pari all’altezza del vertice.

Il silenzio ronzava come un macigno ermetico sui testimoni.Tutti erano allibiti e scrutavano il “giovane sciamano” appellativo che fu  coniato in quella occasione dai testimoni per l’insolito dell’assoluto che ruotava intorno a lui come fosse un alieno venuto da un altro pianeta.

Ma prima che l’atmosfera potesse deformare la verità da lui elargita per volontà del GRANDE SPIRITO e quindi rovinando tutto: rischiare di essere adulato sconfinando nel “culto della persona”, il giovane sciamano si alzò in piedi perché tutti potessero sentire e vederlo nella sua umana realtà.

E disse: ”Come potete vedere”- disse facendo vedere alcune ferite della gamba destra , quasi infette per la mancanza di cure mediche appropriate “Io sanguino!”

E toccando la pancia  di un suo interlocatore aggiunse “E devo tutti i giorni saziare la fame affinché il mio corpo fisico  possa ospitare il mio spirito il quale quest’ ultimo a sua volta deve saziarsi col cibo spirituale affinché possa abitare dentro di me e fuori di me (riconoscendolo e capendolo.) La volontà benefica del GRANDE SPIRITO, è’ viverla  praticandola  in armonia e gioia, distribuendola per diritto a tutte le creature che respirano! Perché e doveroso testimoniare che LUI è il DIO di sempre. Ieri fece profetizzare il suo profeta per le divisioni delle acque del mar Rosso  perché il mondo antico vedesse e sapesse! Dopo di che, sempre profetizzando attraverso il suo sciamano antico (come voi intendete oggi)  saziò nelle difficoltà del deserto il suo popolo.

Come voi mi avete testimoniato, per vostra scelta e quindi noi tutti abbiamo visto, che oggi si è appurato che lo stesso SPIRITO DIVINO  dell‘ Esodo che ordinò agli elementi di servire il popolo ebraico è venuto nell’ora che sappiamo a farci visita .

Tutto acciocché si adempi la profetica parola data col patto ad Abramo e completata sul Sinai, con le tavole della legge date dal SIGNORE a Mosè’ all’umanità attraverso la testimonianza del popolo ebraico e questa parola è “IO SONO L’ETERNO”. Come abbiamo letto dalle scritture e visto oggi possiamo insieme confermare col cuore pieno di gioia che L’ALTISSIMO  fa scendere la sua benedizione in ogni tempo e luogo, o attraverso gloriose manifestazioni ineguagliabili come la divisione delle grandi acque  o la divisione delle piccole masse d’acqua che noi tutti abbiamo assistito. EGLI non fa distinzioni alcuna che sia presente una singola creatura o  tutte le creature che respirano quando LUI vuol dare testimonianza di “SE”  e del Suo Infinito Amore per il creato e per tutte le creature che lo abitano. EGLI continuerà a mandare manne di benedizioni come ha fatto da sempre. Ieri,oggi, domani, attimo per attimo fino alla fine dei tempi ciclici da LUI stabiliti affinché le creature non si sentano sole a causa dell’IO infernale. EGLI è IL PASTORE UNICO che con parsimonia che non è di questo mondo ci cerca nelle oscurità più profonde delle nostre vanità.

Esse, che sono il nostro sapere nozionistico umano  ci rendono cechi e sordi alla verità unica che viene solo da LUI. Quando ci trova ci accarezza dolcemente come un padre, e con generosità che non ha uguali ci dona soccorso fermando l’ordine delle cose del cielo e della terra perché nessuno si senta più solo. Ad EGLI, come avete sentito io ho bussato e come abbiamo visto ha aperto. Facciamo tesoro di quello che ognuno ha avuto oggi dalle Sue Mani e se lo tenga nel cuore, come eredità unica!”

Con quest’ultima frase lo sciamano salutò la compagnia e tra un solenne silenzio che aleggiava ormai da alcuni minuti  e caricando sulle spalle i  propri zaini  con l’amico Pino si avviò verso l’orizzonte dove un bellissimo tramonto faceva da sfondo ad una probabile nuova meta.

 

 

Ululato da lupoanziano alle 22:50 | commenti (140)
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sabato, 15 marzo 2008

 

Il patto della misericordia

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Sempre dal santo sentiero onorevole

 

Cari amici, ecco a voi un altro racconto del giovane guerriero...

Questo racconto fa parte di quelle “ tracce” cosiddette da lui  “embrionali” che lo  spinsero a partire come ho già detto nei primi racconti a fare la “Pratica “ in terra francese.

Le ha chiamate embrionali ,perché oltre averle estratte dal profondo dell’animo dormiente esse si manifestarono in modo palese in torno a sé ,in modo del tutto miracoloso ,fuori da ogni ragionevole dubbio nella sua terra nativa.

Esse nascono continuamente in ogni era per testimoniare il DIO VERO REALE DI TUTTE LE CREATURE CHE RESPIRANO , affinché vedendole, il loro stato d’animo afflitto dall’isolamento per usi e costumi di diversa natura non si sentano più soli ma riconoscono in esse che Lui è IL DIO DELL’UNIONE, COLUI CHE UNISCE TUTTI I CUORI PULSANTI IN UN' UNICA ANIMA.

 

Questa traccia embrionale prese corpo un giorno, presso una panchina su un viale alberato del suo villaggio. Era solito frequentare quel posto perché era abbastanza isolato da occhi indiscreti. Egli faceva continue riflessioni e spesso si incontrava con il suo compagno di viaggio. Accadde che assistette a uno scontro del piccolo popolo.

 Guardando ai suoi piedi vide le classiche battaglie che per loro abitudine le formiche di diverso clan si trovano ad affrontare per difendere il loro  territorio da incursioni nemiche.

Questo è un classico che non coinvolge solo noi umani, come gli annali di storia riportano, ma anche il mondo animale ne è influenzato da sempre.Riflettendo su questa amara realtà il giovane (sciamano) assistette all’esito della battaglia constatando che i due clan di formiche rosse e nere erano preoccupate soltanto a spostare cadaveri tralasciando nella loro solitudine i feriti.

Si chiese ,se non era il caso di mettere in pratica ciò che aveva acquisito molto prima, cioè di fermare la battaglia e poter comunicare al piccolo popolo che il “DIO UNICO” avrebbe visitato i loro cuore  infondendo fra le due linee nemiche , un segno di pace inequivocabile.

 In quel campo di battaglia tutti sarebbero stati testimoni che “L ‘ETERNO E’ COLUI che dona  la vera MISERICORDIA” perché tutte le creature che respirano sono a lui care, e nessuna in vita deve o può farne genuflettere un’altra! Per quanto sia di forma ,razza, o credo diverso. In tutto il creato la creatura è unica non solo nel suo corpo (fisico) non solo per il suo prezioso spirito ma anche per il suo compito a cui deve rendere conto come anima, ecco perché ogni tentativo di distruggerla per mano nemica o per clonarla  è demoniaco!

"Solo L’ETERNO ( LO SPIRITO SUPREMO)  detiene i dettagli infinitesimali del DNA fisico- spirituale globale di ogni essere vivente e semmai lo spirito delle creature dovesse genuflettersi, questo lo deve fare verso di Lui pregandolo di illuminarlo sul suo personale cammino."

Lo sciamano, dopo aver pensato tutto questo alzò gli al Cielo per avere conferma se il Grande Spirito era d’accordo se il suo proposito verso il piccolo popolo avrebbe avuto il Suo consenso.

 

I segni arrivarono e allora il suo cuore seppe. Guardò verso il suo amico e profetizzò ciò che segue : ” Pino! Ora il Dio dell’Unione farà visita tra noi e il piccolo popolo.

Hai visto tu stesso che sotto i nostri piedi, c’è oltre ai cadaveri di questa ennesima battaglia che noi abbiamo assistito, un corpo ferito di una formica.Un attimo prima ho provato a toglierli il pungiglione o quel che sembra, ma per estrarre questo corpo estraneo dal suo addome ho capito che non posso farcela da solo e né tu potresti essermi d’aiuto.Hai visto che poco prima ho provato ad estrarre il corpo estraneo ma non ce l’ ho fatta perché dovrei prendere il corpo della formica e tirarla e nello stesso tempo con l’altra usando un bastoncino, dovrei tener fermo il corpo estraneo. Ma per fortuna ho capito in anticipo che se l’avessi fatto avrei schiacciato il suo addome causandole la morte di sicuro! Ecco che in questa occasione avendo chiesto all’Eterno di far conoscere che Lui è Colui che mostra misericordia chiederò a tutte le formiche rosse e nere, e cioè le due schiere che sono in battaglia di darmi ascolto.

Dirò loro di smetterla di fare guerra; che il Vero Dio avrebbe visitato il loro campo aprendole ad ognuna il Cuore. Gli usi e costumi che fino a quel momento le contraddistinguevano sia in vita che in morte avrebbero avuto un nuovo segno glorioso che avrebbe dato loro un nuovo patto di alleanza tra il Cielo e la terra.

Esse avrebbero conosciuto d’ora in poi il valore della pietà che apre le porte per una vera pace, vera porta del Grande Spirito Supremo nonché Dio dell’Unione!”

 

Continuò dicendo che tutte avrebbero dovuto dargli ascolto e che tutte le presenti avrebbero dovuto smettere qualsiasi operazione sul campo.

Disse all’amico che quando si sarebbero fermate si sarebbero salutati nel nome dell’Eterno, ed esse (affinché la testimonianza fosse palese) avrebbero risposto con le zampe destre sollevandole tre volte e abbassando la loro testa tre volte come segno di umiltà nei confronti dell’Eterno.

Aggiunse che il tutto sarebbe stato preceduto ovviamente dal suo saluto e da quello del suo amico usando per tre volte il braccio destro e la testa per tre volte, trasmettendo a loro che quello era l’inizio della loro comunione col piccolo popolo.

Dopodiché aggiunse sempre rivolto all’amico, affinché la profezia diventasse verace che appena sarebbe accaduto quello che lui aveva descritto come prima fase, si sarebbe poi aggiunta la seconda fase  (da lui soprannominata “atto di misericordia”).

Essa sarebbe consistita una volta avvenuta la comunione da lui sopraccitata, nell’ impartire “positivamente” tra tutte le componenti del piccolo popolo, una richiesta di aiuto per poter concludere l’estrazione del corpo estraneo.

Esso aggiunse sempre rivolto al testimone (amico) che dove avrebbe postato lo sguardo, (non importava se rossa o nera, la distanza, o la loro gerarchia) quella formica doveva rompere la riga e venire verso il ferito.

Anzi  aggiunse ancora che le avrebbe selezionate una per territorio e fazione, affinché la profezia diventasse opera di “COLUI CHE CONOSCE OGNI CUORE” perché  davanti  a LUI tutti sono uguali.

Spiegò all’amico il tipo di soluzione trovata per estrarre il corpo estraneo.

Essa consisteva da parte sua  nel praticare  con un filo d’erba secco  una pressione tra il corpo estraneo e l’asfalto  per poi chiedere  alle tre (crocerossine) formiche di tirare contemporaneamente la sfortunata collega verso di loro, andando indietro a piccole  zampe  (passi ) procedendo con cautela  mollandola solo ad estrazione avvenuta .

 

Dopo di che  aggiunse:- ” Affinché i  presenti (il piccolo popolo) ereditino la totale benedizione! E sia fecondo anche nei cuori de loro discendenti inviterò le mie tre collaboratrici  ad assicurarsi che all’inferma gli siano date tutte le attenzioni e le cure mediche per rifocillarla! Cosi dovranno fare  tutte le altre affinché  il campo di battaglia inondato di sangue sia trasformato col perdono e la carità per il loro prossimo nella terra della pace perché lì il “DIO DELLA RICONCILIAZIONE UNIVERSALE” ci unì in unico Cuore!”

Continuò il giovane sciamano:-“Ora mio fedele amico, tu poserai la prima pietra, quando il tuo cuore  ti dirà venga ciò che ti ho profetizzato, e riconoscerai la stessa voce dello Spirito Supremo che mi guida. Dirai nel tuo animo e con gioia griderai sia fatta la tua volontà “ALTISSIMO”  tutto diventerà palese e testimonianza !”

 

Passarono pochi secondi e gli occhi dell’amico si illuminarono e con un sì di testa pose lo sguardo sul campo e miracolosamente davanti a loro tutte le formiche si fermarono proiettando il loro sguardo verso di loro; e quando i due misero in atto il saluto da lui accordato poco prima per filo e per segno tutto “il profetizzato“ meravigliosamente in comunione col piccolo popolo si materializzò.

 I cieli e la terra suggellarono quel Santo Giorno il nuovo patto tra gli uomini e il piccolo popolo; e prima di lasciare il campo fecero insieme la preghiera di ringraziamento verso il DIO UNICO e per tre volte e per tre tempi  si ripeterono in simbiosi nello spirito di comunione.

Per volere di “COLUI CHE UNISCE IN UNICO CUORE “ tutti insieme spinti da una gioia suprema per incanto alzarono in alto la destra (braccia e zampe) e la testa chinandola per tre volte simultaneamente e con un silenzio che non è di questo mondo tornarono ognuno nel loro accampamento!

Pace a tutte le creature che respirano! 

 

 

Ululato da lupoanziano alle 00:10 | commenti (126)
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