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giovedì, 16 luglio 2009
Nel Regno della luce, dove tutto è eterno, dove il tempo non c’è, dove tutto è e non è, le anime, figlie della luce, danzavano in una danza luminosa, vorticando in infiniti colori e forme che nessuna parola poteva descriverne la bellezza e l’armonia. Mentre danzavano, le anime seguirono in volo, DIO, che le precedette in un distesa aperta. Stavano raggiungendo DIO per un alta lezione sull’eternità. DIO si pose su di un prato pieno di fiori e le anime che l’avevano seguito fecero altrettanto, mettendosi in cerchio. Il posto in qui si svolgeva la lezione, era pieno di fiori, alberi, fiumiciattoli, montagne, laghi ed un aurora boreale nel cielo, fatta di miriadi di colori. Tutto questo assieme a tante altre infinite cose che la mente può immaginare. Al che DIO disse: “Figli miei, come potete vedere voi stessi, nel Regno vi è tutto, eppure nulla è veramente ciò che è. La natura che vi circonda è fatta di infinitesimali cose viventi ed ognuna di loro respira eternità. Ogni elemento qui nel Regno, fa parte di un infinita unione universale. Poiché ogni cosa vivente è indispensabile e legata l’una all’altra, ogni cosa vivente è serena di essere se stessa. Ogni cosa, come il cielo con le sue miriadi di colori, gli alberi con i loro frutti, i fori coi loro petali, le acque con la loro limpidezza, le montagne e le colline, le creature con ognuna il suo dono:sono tutte collegate fra loro, poiché fanno parte della Grande Unione. Ogni elemento e cosa, contribuisce all’armonia eterna, così come vedete in questa natura; seppur essa per quanto maestosa, non è che una infinitesimale parte della Mia mente. Certamente ciò che loro – ovvero gli elementi e le cose- sono in questo momento, è solo per adesso, affinché voi impariate questa lezione. Essi hanno preso quella medesima forma affinché voi comprendiate questa mia lezione. Perché nulla di ciò che prende forma in questo Regno, è la sua vera forma. Ma ognuno è indispensabile “perché è”! Ognuno è ciò che è! Ognuno fa parte della Grande Unione!” Così l’ETERNO, accompagnò le anime nel prato, spiegando loro la funzione di ogni elemento del creato e delle creature. Le anime erano meravigliate da tanta sconfinata bellezza, poiché non vi erano parole per descriverla. Tutto era perfetto, non vi erano foglie secche o fiori appassiti. Tutto era come appena sbocciato, tutto era luminoso. E poiché l’ETERNO essendo madre e padre, conosce il cuore dell’anima, già prima che il sentimento si materializzi, sapeva già cosa le anime avrebbero chiesto. Le anime desideravano tanto, poter prendere quelle meravigliose forme della natura e comprendere cosa voleva dire essere fiore, roccia, vento, cielo, montagna, neve, fiume, aurora boreale, ecc. Così le anime decisero all’unisono, che desideravano comprendere cosa voleva dire far parte di una “grande unione”. Desideravano poter giocare ad essere ognuna un elemento della natura. “Amati figli miei, se questo è il vostro desiderio, comprenderete che sarete parte di un tutto, ma per far questo dovremo spostarci in un luogo vuoto, ove ognuno di voi darà vita ad un ecosistema e farà parte di esso!” – disse sorridendo DIO. L’ETERNO prese le anime per mano e le pose in luogo vuoto ma luminoso e disse dolcemente:“Ebbene, ora potrete cominciare questo gioco, in cui ognuno sarà un qualcosa di diverso, come un prato, nuvola, cielo, aurora, sole, fiore, roccia, albero, acqua e qualsivoglia elemento. Ognuno sarà ciò che più desidererà. Ma sappiate, che una volta scelta la vostra forma, non potrete essere altro contemporaneamente, poiché un elemento svolge la propria unica funzione, proprio perché indispensabile, figli miei!” Le anime si misero in cerchio volando in una danza dai mille colori, decidendo assieme quale forma doveva prendere ognuna di loro. Le anime presero forma: ci fu chi prese forma di montagna affinché chi la ammirava, poteva meditare e vedere dall’alto; chi prese forma di fiume affinché chiunque poteva dissetarsi; chi prese forma di aurora cosicché potesse ammirarne lo splendore; chi prese forma di albero cosicché chi voleva rilassarsi all’ombra potesse mettersi sotto le sue fronde e mangiarne i frutti; chi prese forma di fiore affinché si potesse odorarne i profumi; oppure chi prese forma di cielo perché facesse venire neve e pioggia. E la neve e la pioggia vennero prese forma da altre due anime, acciocché dovevano quindi mettersi d’accordo con quella che aveva preso forma di cielo, per poter cadere sul suolo e far cambiare clima, dando ristoro o freddo. Ognuna prese le forme più svariate che la mente possa immaginare, al fine di creare un ecosistema ed essere indispensabile e far parte di quella grande armonia che dava vita al tutto. Tutto era vita, nulla appassiva. L’uno dava vita all’altro. Le anime gioivano di quel gioco e provarono una armonia che non si provava in nessun stato di esistenza. Quella natura ricreata da loro era meravigliosa e l’ETERNO osservava deliziato questo gioco che sapeva le avrebbe istruite. Ma EGLI sapeva anche che per quanto quel gioco, stesse durando un tempo immemorabile e per quanto loro gioissero, avrebbe avuto fine prima o poi. Perché coloro che erano fiore, volevano ora divenire montagna, Chi era cielo, voleva divenire terra, chi era stella voleva divenire roccia, chi era albero voleva ora divenire sole, chi era animale, voleva divenire prato, chi era mare, voleva divenire vento… Non erano più felici di essere ciò di cui avevano preso forma, perché volevano essere l’uno, l’altro. Si sentivano insoddisfatte di essere solo montagna, roccia, albero, aurora,ecc. Volevano provare ad essere ciò che erano i loro fratelli e sorelle. Alcuni di loro volevano uscire da quell’ecosistema ed andare altrove nel Regno. Non bastava quell’armonia immensa che provavano nell’essere la natura stessa, esse desideravano altro, che in realtà non sapevano bene cosa fosse veramente. Volevano essere altro, Volevano essere altrove. Questo le portò ad interrompere quella pace e quell’armonia di quel gioco. E così, ebbe presto luogo in quell’ecosistema creato da loro, uno squilibrio, dove la grande armonia sino ad allora mantenuta, si spezzò… Quel gioco ebbe fine, e le anime ripresero forma originale. E l’ETERNO che le stava osservando, chiese:”Anime mie, perché avete interrotto questo gioco, dove quell’ecosistema che avevate creato, era così perfetto?” Cosa vi ha spinto a voler cambiare la vostra forma?” Una di loro disse: “MADRE, è stata l’insoddisfazione che era nel nostro cuore, a spingerci a cambiare forma ed elemento. Volevamo provare a voler essere di più di ciò che eravamo, Non eravamo più felici della nostra forma. Desideravamo non essere più ciò che eravamo, ma essere altro, altrove. Ognuno di noi voleva seguire se stesso. Ci chiedevamo cosa si provava ad essere altro! ” Un'altra anima aggiunse:”Il sentimento che proviamo all’unisono, è di insoddisfazione, poiché desideriamo essere di più! Vogliamo essere altro, ma quest’altro non sappiamo bene cosa sia in realtà. E non sappiamo più se la pace in cui siamo, è la pace in cui dovremmo essere. Abbiamo tutto qui, nell’Infinito Regno della Luce, eppure non ci basta. TU ci dai ogni cosa Padre, ed elargisci ogni benedizione. Ma noi siamo insoddisfatti. E non sappiamo perché! Abbiamo provato ad essere fiore, roccia, albero, fiume, montagna, cielo, aurora, ecc. Ma non ci bastava essere ciò che eravamo. Ognuno di noi doveva essere felice di essere ciò che è, eppure non abbiamo provato questo sentimento, se non per breve tempo. Questo girotondo che abbiamo appena fatto, non ha saziato il nostro cuore e la nostra coscienza! Nulla ora potrà mai saziarci!” Sul volto delle anime, non si leggeva più quell’espressione di serenità e pace interiore. I colori meravigliosi che adornavano il loro corpo fatto di luce, cominciavano a sbiadirsi. Alcuni di loro cominciarono ad allontanarsi dall’ETERNO per andare a meditare altrove sul loro stato d’animo che andava sempre più verso la malinconia. Altri invece cominciarono ad essere in disaccordo tra loro. Ma il sentimento che angosciava di più il cuore di ogni anima, era quello di voler seguire ognuna se stessa. Il sentimento della Grande Unione cominciava a svanire in loro. Le anime dissero tutte assieme: “Vogliamo andare via di qui, via dal Regno. Vogliamo seguire noi stesse, con le nostre forze, con il nostro sapere e la nostra conoscenza! O Amorevole PADRE e MADRE, lasciaci andare via e seguire noi stessi…!” Ma poiché l’ETERNO, elargisce con infinita generosità la libertà di espressione di ogni anima e poiché sa che l’anima, per crescere deve gioire secondo il proprio “spirito interiore” (così come ha voluto far comprendere con quel gioco appena interrotto) fece un sorriso radioso. Vedendo il sorriso sul volto del SIGNORE, le anime rimasero stupite. “Mie anime candide, ebbene poiché vi ho dato la vita affinché cresceste nella “gioia assoluta”, potete pure seguire voi stesse. IO non costringo nessuno a restare qui con ME nel Regno ove vi è già tutto. Siete libere di seguire voi stesse!” L’ETERNO, alzò le mani congiunte verso l’altro e con un gesto elegante, aprì le braccia, muovendole come se dovesse disegnare qualcosa con le mani. E dove passava le Sue mani, apparivano come delle enormi sfere dai tanti colori, dove all’interno vi era qualcosa di indefinito. Queste sfere erano miriadi e miriadi e prendevano tutto lo spazio luminoso circostante alle anime che assistevano con stupore. Le anime si avvicinarono a queste sfere per guardarle più da vicino e videro che all’interno, erano totalmente buie. Allora chiesero all’ETERNO cosa fossero quelle sfere. E l’ETERNO, che aveva appena concluso l’opera, rispose:” Amati figli miei, ciò che vedete attorno a voi, ovvero quelle miriadi di sfere, sono le uscite che conducono fuori dal Regno. Esse, sono varchi per innumerevoli realtà dimensionali, altri mondi, in cui potrete gioire di voi stessi, seguendo ognuno il proprio spirito. Questi mondi, saranno secondo come li desidera il vostro cuore. Là, potrete esprimere ognuno di voi secondo il proprio spirito interiore. E troverete tutto ciò che c’è qui ed anche ciò che non c’è. Ma ciò che non è presente qui nel Regno e che quindi esisterà solo lì, sarà nocivo per voi: perché ciò che sarete lì non è ciò che siete qui. Ma voi ora non comprendete che ciò che sarete lì, potete anche esserlo qui nel Regno. Lì però, diverrete ciò che qui non è ammesso, perché qui nel Regno si è nella Sacra Legge Luminosa della Vita Eterna. Oltre il Regno Sarete assolutamente liberi di seguire voi stessi; d’altronde siete liberi anche qui e ve l’ho dimostrato col gioco che avete appena interrotto. Ma il vostro cuore è insoddisfatto. Sappiate che quando sarete fuori dal Regno, conoscerete per la prima volta: il dolore che è figlio della morte che a sua volta ancora è figlia della tenebra. Dolore, morte e tenebra saranno ciò che conoscerete e tante altre cose che qui non vi sono nello Stato di Grazia Assoluta in cui voi siete ora. Queste parole ora non le comprendete, perché forte è il vostro desiderio di seguire voi stesse, in cerca di ciò che nemmeno voi sapete con certezza. Soffrirete molto, seppur ora non comprendete cosa sia la parola “sofferenza”. E vi dico, che desidererete tanto poter ritornare indietro, perché vi sentirete soli e smarriti come in un incubo. Non è un libero arbitrio quello che vi do, perché sarà solo in quei mondi che potrete compiere azioni sbagliate, poiché come sapete, qui nel Regno, regna il bene assoluto. Voi avete chiesto di voler seguire ognuno se stesso ed IO vi ho elargito questa possibilità. Non sarete liberi di commettere ogni azione, poiché ogni azione sbagliata vi tratterà in quella tenebra. Sarete voi stessi a trattenervi in essa. La tenebra, sarà lo stato del "non essere", ovvero ciò che voi non siete. Qui siete luce, ma là sarete tenebra, fragili come petali di rose. I vostri corpi non saranno più luminosi per sempre e sbiadiranno col passare del tempo. E per la prima volta, sarete “nemiche”, facendovi del male l’un l’altro. Perchè la pace ed il bene assoluto, non saranno più con voi. Ma poiché io sono l’ETERNO, desidero che ogni anima sia soddisfatta e realizzata di se stessa e quindi libera di seguire il proprio cammino ed il proprio cuore. Sappiate in ultimo, che vi dimenticherete di Me per tempi immemorabili. Ma per poter ritornare qui nel Regno, basterà solo che voi lo chiediate, invocando il Mio Nome. Tornerete quando sarete sazi di voi stessi. Tornerete quando vi sarete ricordati di Me, perché ricordandovi di Me, ricorderete ciò che eravate qui nel Regno. E solo allora avrà fine la morte figlia della tenebra. Cosa sia in realtà la “morte”, ve lo dirò soltanto quando ritornerete qui…Perché ciò che vivrete si dissolverà come tante bolle di sapone!“ “Ma dicci MADRE: che cos’è la morte?” – chiesero le anime. L’ETERNO rispose:” Ciò che è la morte, ve lo dirò solo e soltanto quando ritornerete qui e non prima…” Le anime dissero all’unisono:”ETERNA VITA, abbiamo ascoltato le Tue parole, ma noi pensiamo che vi sia troppa preoccupazione nelle Tue sante parole e sappiamo che invece andrà tutto bene. Noi decidiamo di voler seguire noi stessi e di andare via di qui, cavandocela con le nostre sole forze ed il nostro sapere. Per nostra scelta ce ne andiamo via di qui, per il Chissà Dove! Ma Affronteremo lo stesso la tenebra, il dolore e la morte! Addio PADRE E MADRE nostra!” Andate pure, amati figli miei! E così le anime lasciarono l’ETERNO, per entrare in quelle sfere con la superficie colorata, ma che all’interno erano buie. Usarono queste sfere come varchi per uscire dal Regno della Luce. Mentre varcarono le soglie del Regno, sentirono un forte sonno e poi, si trovarono proiettate fuori. Non appena si proiettarono al di fuori del Regno, si accorsero subito che il luogo in cui si trovavano era nero. Non vi era né cielo e né terra. Vi erano solo piccole sfere luminose ma lontane che chiamarono stelle e sfere mastodontiche che chiamarono pianeti. Diedero molti nomi alle innumerevoli cose che le circondavano. Ma per quanto quegli astri fossero luminosi e per quanto le anime brillassero di tutti i colori, non riuscivano ad illuminare lo spazio circostante che era nero come pece. Lo spazio circostante lo chiamarono “universo”. Inizialmente le anime furono serene di esplorare assieme quello strano e malsano ambiente circostante. Girovagavano come i bambini fanno quando esplorano un luogo, inconsapevoli di ciò che le attendeva. Ignoravano dove davvero si trovavano e non pensavano affatto che erano lontanissime da Casa. Sapevano che se la sarebbero cavata con le proprie forze, erano sicure di se stesse. E vagando e vagando per tutto quell’universo cominciarono già da subito a dividersi, a perdere di vista i propri fratelli e sorelle, incuranti. Chi andava per quella parte dell’universo e chi andava dall’altra. Chi voleva andare su quelle sfere chiamate “pianeti” e chi voleva vagare semplicemente per quel luogo buio e freddo nei più remoti angoli di quell’universo. Il sentimento di unione che da sempre legava le anime, cominciò a sbiadirsi lentamente. Ma loro erano consapevoli che tutto sarebbe andato per il meglio. Non si preoccupavano più se perdevano in giro per l’universo i propri fratelli e sorelle. Ognuno era libero di seguire se stesso. E con loro stupore e per prima volta timore: i loro corpi che erano fatti di luce di tanti colori, cominciarono a sbiadirsi lentamente. Non più colori vivi ma opachi. Il senso di benessere cominciò a lasciarli per fare spazio al dolore. Vi erano astri che chiamarono “Soli” che davano luce, ma non bastava ad illuminare l’intero universo. Poiché le anime avevano sete di luce, andarono nei pianeti, per trovare un luogo che fosse abbastanza luminoso, affinché alleviasse quello strano senso di dolore nel loro cuore, che era dovuto al senso di tenebra. Passarono innumerevoli ere di cui si perse ogni memoria di ciò che le anime erano. Smarrirono ogni ricordo di ciò che le legava al Regno. Oramai la parola “Regno” era solo un lieve ricordo, come una sorta di liberazione da un qualcosa che reputavano le avesse tenute in gabbia, come se non avesse permesso loro di essere ciò che volevano. Tanti furono i saperi che accumularono le anime sparse nell’universo, tant’è che alcune erano arrivate ad esplorare interi pianeti, ponendo i loro vessilli come segno di conquista. La natura, che era stata per loro un importante lezione non colta, venne considerata solo come un qualcosa da sfruttare, come se in lei non vi fosse più vita. Non traevano più insegnamento dalle bellezze che la natura donava loro. Accumularono saperi immensi, arrivando a rinnegare la loro vera natura d’origine. La conoscenza che raggiunsero, li portò ad erigersi al di sopra del rispetto della vita e del prossimo. Ed essendo le anime, ognuna sparsa in una parte remota di quell’universo tenebroso, le anime cominciarono a dimenticarsi l’un l’altra. Quando si rincontravano dopo un tempo immemorabile, era come se i loro fratelli e sorelle fossero perfetti sconosciuti, perchè ognuno aveva adottato una forma diversa: esattamente come nel gioco che fecero in quella dimenticata lezione assieme all’ETERNO. La loro stessa forma che prima era luminosa, mutò in una più tenebrosa. Alcuni mutarono in una forma più degradata e sofferente. Le anime, adottarono ognuna una forma diversa di linguaggio. E per la prima volta in assoluto: conobbero la parola “guerra”. Orribili furono le nefandezze che le anime compirono l’una verso l’altra e questo per innumerevoli ere. Chi venne soggiogato e chi fu più forte, dando vita ad una nuova forma di potere chiamata “impero”. Esercitarono la loro arroganza e sete di potere oltre ogni limite, arrivando a distruggere completamente i pianeti, finendo anche con l’autodistruggere se stessi. Grandi furono le sofferenze che conobbero, terribile fu il degrado in cui caddero per via dei loro stessi atti. Nel cuore di ogni anima regnava l’odio e l’indifferenza verso il prossimo… Quello spazio chiamato universo era vecchio e stanco ed era prossimo al collasso, per via della mancanza di quel poco di armonia che vi era all’inizio dei tempi remoti. Quei pochi luoghi ancora abitati che erano rimasti, non bastavano più a dare un posto in cui vivere e trovare pace. Il chaos regnava assoluto e nessuno sapeva più chi era. Disordini, odi e guerre continuavano ad imperversare nonostante fossero consapevoli che il loro destino fosse segnato. Era lo squilibrio allo stato puro. Le stelle non brillavano più come prima, gli astri non compivano più il loro giro, finché tutto ciò che circondava le anime, svanì, lasciandole nel buio totale di quella tenebra densa e malsana. Era come un orribile incubo da cui non c’era uscita. “Ahinoi!”- gemette una di loro –“Com’è divenuto buio questo luogo. Come abbiamo fatto ad arrivare a tanto? E’ questo il frutto della nostra scelta di aver voluto seguire noi stessi? Tante sono le nostre colpe commesse che non sappiamo più come poter fare ammenda! Ora, con tutta la nostra vanità, non sappiamo nemmeno come fare per salvarci!” “Chi siamo noi?” – soggiunse un'altra anima lì vicino – “Cosa siamo? Da dove veniamo? Cosa facciamo qui in questo luogo buio? Come siamo capitati qui? Dove possiamo dissetare il nostro cuore, ora tanto bisognoso di luce? Ahinoi, com’è terribile la tenebra!” Ogni anima gridava i propri lamenti e sofferenze. E poiché in quello spazio buio era sparito ogni elemento ed erano rimaste solo loro, mentre piangevano, si accorsero che potevano vedersi l’un l’altra dall’altra parte di quel luogo infinitamente buio. Tutte le miriadi e miriadi di anime che erano finite in quel luogo tenebroso sin dai tempi remoti, si riunirono casualmente. Si riunirono quell che inflissero dolore e quelle che lo soffrirono. A poco a poco, realizzarono che non vi era altro che loro stesse e cominciò a farsi strada nel loro cuore un senso tremendo di solitudine. Per poter alleviare un po’ di quel senso orribile abbandono, presero ad avvicinarsi l’un l’altra. Da ogni parte remota di quel luogo tenebroso, arrivarono tutte le anime per riunirsi assieme. Erano troppo stanche di restare sole e di soffrire. Nonostante si fossero inflitte terribili sofferenze a vicenda, il senso di smarrimento era talmente forte, che erano disposte a soprassedere e quindi dimenticare, qualsiasi sentimento d’odio ognuna nei confronti dell’altra. Un sentimento unisono di desiderio di unione si fece strada nei loro cuori. “Unione!” Che strana parola era questa…riecheggiava come una musica antica…come un lieve ricordo assopito nelle loro menti… Era come se fossero stati uniti già prima, da tempi immemorabili, prima ancora di essere ciò che erano. Le anime si presero l’una per l’altra, per mano…E formarono un unico grande gruppo di miriadi e miriadi di anime. Ma per quanto fosse forte il desiderio di unione, erano troppe le cose orribili che si erano inferte l’un l’altra. Si materializzò in loro un altro sentimento chiamato: “desiderio di luce”. Compresero che era di essa che avevano una gran sete, perché troppo buie erano ora le loro anime ed il luogo in cui abitavano. Si erano dimenticate che un tempo risplendevano come mille diamanti. Cominciarono allora a danzare per cercare di alleviare il dolore. Non avevano un luogo in cui poter riposare e rifocillarsi e fu allora che nel loro cuore si fece strada il ricordo lieve di un “luogo di vera luce”… Ma quale luogo? Cercando di rammentare e concentrarsi con tutte loro stesse di ricordare un luogo in cui loro potevano essere state in pace. Si chiesero se mai ci fosse stato. E come una scintilla, si materializzò il ricordo del luogo in cui erano vissute in tempi immemorabili e quel luogo si chiamava “Regno della luce”. I ricordi arrivarono improvvisi ed inaspettati nei loro cuori. Rammentarono che si amavano l’un l’altro come se stessi, rammentarono che erano fatti di luce e non più di ombra degradata. Ricordi di emozioni assopite dentro di loro si facevano strada nel loro cuore. I sapori, i profumi ed i suoni lievi di quel luogo erano ormai solo un bel ricordo ritrovato. La pace tanto dimenticata era ormai solo qualcosa di remoto ed irraggiungibile. Eppure, seppur era solo un ricordo, questo bastò a ricordar loro chi erano. Si ricordarono di essere anime figlie di una vita eterna, priva di dolore e sofferenze, dove la tenebra era sconosciuta. Vi era un unico linguaggio che le riuniva in un unico “grande cuore”. C’era una Sacra Unione che le univa in un amore sconfinato ed immutabile. Furono nuovamente consapevoli dopo innumerevoli ere ed ere, che erano “figlie della luce e dell’eternità”. “Eternità!” – gridarono simultaneamente tutte le anime, come se quella parola rievocasse una speranza, come un qualcosa di nostalgico. Fu allora che il desiderio di un sentimento paterno e materno da tempo dimenticato e assopito, si fece strada dentro di loro. Il ricordo appena lieve di aver avuto una Madre ed un Padre, stava sbocciando lentamente dentro di loro come un fiore che si apre alla luce del Sole. Sentirono che avevano avuto un Padre ed una Madre che le aveva date alla vita nell’Eternità. Ricordarono lievemente di aver avuto accanto un ESSERE o un ENTITA’ che le teneva in braccio, così come fanno le madri coi loro bambini. E se ciò che elargisce eternità ha un nome, non poteva che essere “ETERNO!” “ETERNO! Questo è il Nome che ora sta rischiarando le nostre coscienze…! – gridarono con gioia le anime. Si ricordarono all’istante di COLUI che avevano abbandonato tempo addietro, innumerevoli ed incalcolabili ere passate. Richiamarono alla memoria che erano state loro, a voler abbandonare il Regno per seguire se stesse. Ammisero piangendo, che erano state loro a lasciare l’ETERNO ignorando i Suoi avvertimenti e che fu per loro decisione che finirono in quelle tenebre. Seppero dentro di loro d’aver conosciuto la morte, ma ancora non sapevano il significato di quella parola. Ma come poter invocare il Suo Nome? Come poter chiederGli aiuto? Come poterGli chiedere perdono per tutte le loro nefandezze commesse? Come poter ritornare a Casa quando tutto attorno a loro era infinitamente buio? Come poter riparare agli errori commessi? Come cancellare così tante cose orribili commesse ai loro stessi fratelli e sorelle? Rimpiangevano ciò che avevano lasciato per loro unica scelta…per seguire poi cosa, quando avevano già tutto ciò di cui avevano bisogno? Sembrava un incubo da cui non vi era uscita. Nel momento più disperato del dolore e del senso di smarrimento, le anime dissero disperatamente all’unisono:” ETERNO, ci siamo finalmente ricordati di TE e siamo qui riuniti dopo tempi innumerevoli! Avevamo smarrito nella nostra vanità, ciò che eravamo! Ed il frutto amaro che abbiamo ormai colto, non è stato che pura tenebra! Abbiamo voluto seguire noi stessi, incuranti dei Tuoi avvertimenti! Abbiamo abbandonato per nostra scelta l’Unico Vero Regno della Luce, il luogo dove vi è l’Eternità! Noi anime tue figlie, abbiamo inferto l’un l’altra, terribili sofferenze e pene! Siamo degradate da pura luce ad una forma degradata e buia in questo spazio tenebroso! Siamo divenute meno dell’ombra, fuggiaschi dalla Tua Luce! Abbiamo vagato in queste tenebre di isolamento e disperazione, per nostra unisca scelta! Avevamo dimenticato completamente chi eravamo: ovvero Tue figlie! Come rimpiangiamo i dolci profumi e suoni di quel luogo di Assoluta Pace in cui eravamo! Abbiamo compreso i nostri errori e vogliamo ripararvi! Rinneghiamo noi stessi pur di ritornare nella Tua Pace Assoluta! Ma come possiamo fare ammenda dei nostro errori? Come potremo mai cancellare gli orrori commessi, la sofferenza inflitta e l’odio reciproco? Ci siamo spinti in queste innumerevoli realtà dimensionali, sempre più lontani da una possibile luce! Siamo rilegati in questa tenebra senza via d’uscita! Tutto questo, ha l’orribile aspetto di un terribile incubo da cui no c’è risveglio! Ti preghiamo di risvegliaci da quest’incubo terribile, O MISERICORDIOSO ETERNO…!" Non appena le anime conclusero quella preghiera disperata, piansero come bambini. Ad un certo punto, nel momento più disperato, si udì una voce dolce che diceva:”Figli miei, se il vostro desiderio è di ritornare a Casa, così sia! Ora verrete risvegliati dalla morte!” Era la voce dell’ETERNO. Subito i loro cuori si commossero, rompendo in un pianto di gioia e di desiderio di amore materno. All’istante, una luce travolgente avvolse tutto quello spazio tenebroso circostante le anime. Non appena sentirono quella Sacra Voce tanto desiderata, una luce travolgente avvolse tutta la tenebra circostante, e l’ambiente cominciò a dissolversi. Dolce fu la sensazione che provarono, come se stessero venendo alla vita. Sentirono come se si stessero risvegliando da un sonno. Come quando ci si sveglia al mattino. Chiusero gli occhi e riaprendoli si accorsero che non si trovavano più in quel terribile spazio tenebroso. Per un attimo non seppero dove si trovarono, ma ci volle poco tempo per realizzarlo. Era il Regno. Le anime si trovarono sdraiate nel prato come se si fossero addormentate. Le anime si accorsero che accanto ad ognuna di loro, facevano capolino come delle buffe bolle di sapone colorate, che galleggiavano nell’aria. In quel momento si ricordarono per un attimo di aver già visto quelle bolle colorate. Guardandole meglio, videro che all’interno vi era qualcosa di indefinito, come se vi fossero delle presenze all’interno, che facevano le cose più svariate. All’interno di queste buffe bolle vi si potevano vedere gli astri, gli universi, interi ecosistemi e miriadi di altre anime come loro. Inizialmente furono stupite, essendo che non comprendevano cosa fossero quelle bolle. E poi una voce che diceva:”Figli miei, finalmente vi siete risvegliati. Avete solamente dormito un brutto lungo sonno, seppur non è passato che un solo istante da quando vi siete addormentate!” Le anime furono stupefatte in quanto non comprendevano quelle parole. Un sogno? Com’era possibile? Loro erano appena uscite da un luogo tenebroso, che sembrava non avere fine! “PADRE!” – chiesero ansiosamente le un anime –“Terribili sono le cose che abbiamo vissuto e commesso! Abbiamo finito col dimenticare chi eravamo vagando in quella cosa orribile chiamata “tenebra”! Abbiamo compreso cosa essa sia! E non vogliamo tornarci mai più! Abbiamo commesso l’un l’altro cose orribili per innumerevoli tempi! Come potremo mai riparare a tutto questo?” “Figli miei, voi non avete vissuto che un incubo! Le sfere in cui siete entrati per uscire dal Regno, non erano che false realtà dimensionali create da Me. Non erano veramente dei varchi dimensionali, IO ve l’ho fatto credere, per il vostro bene! Erano solo e semplici sfere, con all’interno piccoli universi creati da me, come miriadi di realtà illusorie in cui voi avreste potuto dare sfogo al vostro “Io”cioè al vostro ego. Quelle sfere, non erano che realtà in cui potevate immaginare cosa essere o non essere! Non erano che delle proiezioni secondo le vostre menti, secondo il vostro inconscio e la vostra vanità che avete voluto seguire. Quello che avete seguito era solo il vostro “ego”. Entrando in quelle sfere, siete caduti come in un sonno profondo, che vi ha spinto nelle tenebre del “non essere”! – disse l’ETERNO con un sorriso radioso. Le anime continuarono a non capire. Al che, le miriadi di bolle di sapone colorate, si allontanarono dalle anime, per andare sopra il palmo della mano dell’ETERNO e galleggiare dolcemente e vorticare come in un giro tondo, sopra di essa. Sorridendo, l’ETERNO riprese:” Figli miei, queste, piccole bolle che vedete, erano le false realtà dimensionali in cui siete entrate. Così immenso sembrava ciò che avevate raggiunto, così orribile sembrava ciò che avevate commesso e sofferto, eppure, guardate! Tutta la vostra vanità, il sapere accumulato, il dolore inferto e sofferto: non erano che illusioni nel palmo della mia mano! Tutto non è stato che un breve sogno! Vi eravate addormentate in un incubo da cui non vi svegliavate. A trattenervi in quell’incubo, non era che il vostro stesso “ego”, il vostro “io”! Le vostre stesse azioni sbagliate, vi hanno trattenuto all’interno di quell’incubo interminabile! E’ stato il dolore e la sofferenza che avete inferto l’uno all’altro a trattenervi in quell’incubo. Ma voi non avete vissuto che una mera semplice illusione! Come vi avevo avvertito, avreste conosciuto tutto questo ovvero “la tenebra”, nonché “stato del non essere”! In quell’incubo Voi siete stati ciò che non siete, ovvero tenebra. Ed avete conosciuto “la morte”! “MADRE nostra!” – sussultarono curiosamente le anime –“ Che cos’è la morte?” “Ebbene figli miei: la morte è l’incubo in cui eravate caduti. La morte è il lungo sonno, l’interminabile incubo in cui siete caduti, ovvero ciò che avete appena vissuto. Non ricordate che non appena siete entrate in quelle sfere avete sentito come un sonno pesante? Come se cadeste in un sonno profondo? E lì che vi siete trovati proiettati con le vostre menti, nell’incubo, fuori dal Regno!” Le anime continuavano a guardare l’ETERNO, stupite, senza parole. Vedendo che non riuscivano proferir parola dallo stupore, l’ETERNO proseguì sorridendo:”La morte, è la continua sofferenza illusoria. La morte è l’assoluta mancanza dello Stato di Grazia Assoluta. La morte è il grande sogno in cui tutte quante siete cadute. La morte è ciò in cui una coscienza, spinge se stessa ad essere ciò che non è, lontano dalla pace assoluta. Quando in realtà può essere tranquillamente ciò che davvero è qui nel Regno: nonché il Vero Stato dell’Essere. La morte sono gli svariati stati dell’essere, malati, illusori, prigionieri di se stessi e della sofferenza. La morte è il viaggio nella tenebra, che spinge una coscienza sempre più lontana dalla sua vera natura, fino a degradare sempre di più. Vedete queste piccole bolle colorate? Esse sono le false realtà in cui siete appena state. All’interno di esse, in questo momento, potete osservare tutto ciò che avete fatto e che siete state! Ho reso tutta un illusione come assoluto stato di sicurezza per voi! Ho reso tutta un illusione, per mettervi alla prova, affinché voi sfogaste le tossine del vostro “io”, una volta per sempre! Seppur nel sogno siete state voi a cadervi e trattenervi per vostra unica scelta. E come vedete, tutte queste realtà, universi e sconfinate dimensioni con le loro creazioni, non sono che semplici illusioni nella mia mano, poiché tutto vive in ME! Tutto è immenso, eppure piccolo nel palmo della mia mano! La mia Essenza, non ha fine…! Tutto vive in Me ed è in eterno!” E con un gesto elegante, l’ETERNO fece ritornare le rispettive bolle accanto ad ogni anima che le guardavano meravigliate. Compresero in quel momento che tutto era stato solo un breve incubo. Che tutta la sofferenza inflitta e sofferta non è stata che un sogno, un illusione. Improvvisamente, le bolle che erano state le miriadi di false realtà vissute, scoppiarono simpaticamente, così come scoppiano le bolle di sapone, scomparendo per sempre. Dagli occhi delle anime, caddero lacrime di rugiada per la gioia, perché essendo stato tutto un incubo, un illusione: nulla di ciò che si erano inferte l’un l’altra, era accaduto davvero. Era stato solo un brutto gioco, un incubo. Solamente un sogno veloce. Non avevano dormito che un brevissimo tempo che non è di questo mondo. Tutte le miriadi di anime, tornarono ad abbracciarsi l’un l’altra in una danza di infiniti colori e suoni che la loro meraviglia poteva ricreare. Avevano nuovamente i loro corpi luminosi di infiniti colori. All’improvviso, le anime interruppero la loro sacra danza, perché dalla distesa di quella natura dove il SIGNORE fece loro lezione, udirono tante lievi voci, ma erano miriadi. Osservando quel luogo, videro che tutte le rocce, alberi, fiumi, un cielo, laghi, fiori,montagne, stelle, ecc, stavano mutando forma, anzi, non avevano nemmeno più una propria forma e stavano man mano per trasformarsi in un qualcosa di indefinito, finché non divennero esseri luminosi. Erano identici alle anime. Le anime si chiesero chi fossero quegli esseri uguali loro, e si girarono verso l’ETERNO come per cercare risposta. “Anime mie, coloro che vedete uguali a voi, sono i vostri fratelli e sorelle che avevano preso gentilmente forma, affinché IO potessi trasmettervi quella lezione. Come avevate visto voi stesse, quell’ecosistema era rimasto intatto senza nessuno squilibrio. Erano rimaste ognuna ciò che era: albero, fiore, creature, cielo, stelle, montagna, piante, neve, ecc. Rimasero se stesse senza mutare forma, perché ognuna era consapevole di essere indispensabile all’altra, ognuna sapeva di avere un compito assoluto, ognuna sapeva di dare in cambio qualcosa all’altra. E se non hanno mutato forma è perché esse, già prima di voi si sono liberate del desiderio di essere altro, altrove. Esse, prima di voi si sono liberate della “morte”, ovvero delle false tossine dell’essere ed ora sono consapevoli di essere ciò che sono, ovvero figlie della luce: nonché Mie figlie! Così come lo siete tutte voi!” – disse sorridendo l’ALTISSIMO. Le anime erano stupefatte, erano senza parole. E da ogni parte del Regno giungevano anime, erano innumerevoli, incalcolabili. Un sentimento profondo di amore e di gioia pervase l’animo di quelle anime che erano appena uscite dall’incubo ed andarono ad abbracciarsi alle loro anime sorelle che prima di loro si erano liberate della morte, ovvero della tenebra. Immenso fu l’abbraccio e danzarono tra mille colori fondendosi l’una con l’altra, formando arcobaleni ed aurore. Grande era la gioia, perché quella era la “Grande Unione” che avevano dimenticato. Il SIGNORE riprese dolcemente:-“ Così come tutto ciò che vi circonda, la natura, è un ecosistema fatto di equilibri imprescindibili.. Allo stesso modo, voi anime fratelli e sorelle, siete parte di un “Tutto”! Nessuno può stare senza l’altra. L’una dà all’altra. Siete unite da un legame indivisibile, ogni singola anima esistente nell’esistenza che è! Voi siete! Ora sarete eternamente consapevoli di essere figlie della luce. Mai più conoscerete la tenebra e mai più vi dividerete. Ciò che vi ha diviso in quella tenebra era solo un illusione, perché voi siete ora qui eternamente unite in ME. Ora, cancellerò da voi ogni ricordo triste di ciò che avete vissuto ed in voi regnerà la pace assoluta per l’eternità!” Una luce senza fine, avvolse l’intero infinito Regno, trapassando le anime. In un solo istante, ogni singola anima, era stata purificata per sempre. Seppero una volta e per sempre che loro erano ciò che erano e non dovevano essere nulla di più o altrove: perché ciò che erano, era infinito. Ma la cosa più preziosa che compresero d’avere: era la pace e l’amore tra di loro, tra loro e l’ETERNO. Il sentimento di voler essere altro, altrove, svanì nei loro cuori. La tristezza, il dolore, la malinconia e tutte quelle emozioni che non fanno parte della pace e della gioia assoluta, scomparirono per sempre dal loro animo. Mai più avrebbero conosciuto la morte. Incredibile era la pace che sentivano dentro tutto il loro essere, oltre ogni confine d’esistenza Erano consapevoli di essere eterne. Erano consapevoli di “essere”. La discordia che le aveva spinte ad allontanarsi dal Regno, si dissolse e le anime avrebbero vissuto eternamente in una gioia, in un’amore ed in una pace senza fine, che solo l’ETERNO può elargire. |
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